Separazione e divorzio giudiziale: si può avere il gratuito patrocinio?

L’avvocato in gratuito patrocinio può essere richiesto anche per le cause di divorzio e separazione. Di seguito limiti di reddito e la procedura da seguire.

Separazione e divorzio giudiziale: si può avere il gratuito patrocinio?

Anche per divorzi e separazioni si ha diritto al gratuito patrocinio a spese dello Stato. Come noto, le cause che determinano la fine del matrimonio spesso si rivelano molto lunghe e di conseguenza costose e non alla portata di tutti. Ma la legge, grazie all’avvocato in patrocinio gratuito, assicura ai cittadini meno abbienti le garanzie giuridiche di cui hanno diritto.

Chi intende procedere ad un divorzio o una separazione in tribunale (perché manca l’accordo con l’ex, per tutelare gli interessi dei figli o risolvere questioni patrimoniali) se ha i requisiti di reddito stabiliti dalla legge può ottenere un avvocato senza dover pagare nulla.

Sfatiamo subito un mito: un avvocato pagato dallo Stato è competente tanto quanto uno pagato privatamente e spetta alla parte scegliere da quale professionista vuole essere seguito, anche se non è direttamente tenuta al pagamento.

Ecco come si chiede e quando si può avere il gratuito patrocinio.

Posso separarmi o divorziare con il gratuito patrocinio?

A questa domanda diamo risposta affermativa. Chi non ha la disponibilità economica per pagare un avvocato e sostenere lunghe e costose cause di separazione e divorzio ha diritto al gratuito patrocinio. L’onorario dell’avvocato sarà liquidato dallo Stato e il cittadino che ne beneficia non dovrà affrontare nessun costo.

Il gratuito patrocinio può essere chiesto anche in caso di separazione consensuale e divorzio congiunto e per tutti i gradi di giudizio: primo grado, Corte d’appello e Corte di cassazione.

Chi soddisfa i requisiti di reddito (che vedremo più avanti) previsti dalla legge può chiedere il patrocinio gratuito all’Ordine degli avvocati e scegliere il legale dal quale vuole essere rappresentato in giudizio.

Esistono delle ipotesi, seppur residuali, in cui si può divorziare senza avvocato, tuttavia è necessario che ci sia l’accordo dei coniugi e che non siano presenti figli piccoli o disabili.

Chi può chiedere il gratuito patrocinio: limiti di reddito 2020

Per ottenere il gratuito patrocinio a spese dello Stato per separazioni, divorzio e ogni altra causa, bisogna soddisfare precisi limiti di reddito annuo stabiliti per legge: fino al 2020 il limite fissato è il 11.493,82 euro; tuttavia ogni due anni il legislatore effettua una rivalutazione dell’importo minimo in base ai dati ISTAT.

L’importo stabilito deve tenere conto dei redditi delle persone che compongono il nucleo familiare del richiedente (quindi anche del coniuge e dei figli). Tuttavia la legge prevede delle ipotesi in cui si tiene conto soltanto del reddito del richiedente:

  • per le cause che hanno per oggetto diritti della personalità (ad esempio il diritto alla vita e all’integrità fisica, al nome, all’oblio, ecc…)
  • quando vi è conflitto di interessi con gli altri componenti del nucleo familiare.

Come chiedere il gratuito patrocinio per divorzio e separazione

Se sei intenzionato a chiedere il gratuito patrocinio in ambito civile - quindi per separazioni e divorzi giudiziali - ecco cosa fare. Innanzitutto serve presentare una istanza scritta all’Ordine degli avvocati del luogo in cui si ha la residenza, tramite raccomandata A/R; le informazioni da rendere sono le seguenti:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio e l’indicazione del processo cui si riferisce, se già in corso;
  • le generalità anagrafiche e il codice fiscale del richiedente e dei componenti il nucleo familiare;
  • la dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi del D.p.r. n. 445/2000 in cui si attesta il reddito annuo (relativo all’anno precedente a quello della domanda);
  • dichiarazione di impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito;
  • sottoscrizione del richiedente.

Serve poi allegare la copia fronte retro di un documento di identità in corso di validità.

Quanto tempo occorre?

Tra il giorno di ricezione della richiesta e la risposta da parte dell’Ordine degli avvocati non passano più di 10 giorni di calendario. Questo lasso di tempo serve a verificare i requisiti di reddito e la tipologia di causa e, quindi, a verificare che la richiesta soddisfi tutti i requisiti previsti dalla legge.

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