Semestrale Bper: male l’utile netto, ma forte solidità patrimoniale dopo stress test

Bper rilascia la relazione finanziaria semestrale. L’utile netto è in calo, ma la banca ha uno dei maggiori indici di solidità del sistema italiano ed europeo.

Bper, Banca popolare dell’Emilia Romagna, ha finalmente rilasciato i dettagli della sua relazione finanziaria semestrale.

Bper, che in seguito agli stress test condotti dalla BCE ha registrato uno degli indici di solidità patrimoniale maggiori d’Italia e d’Europa, ha chiuso il primo semestre del 2016 osservando un calo dell’utile netto rispetto ai primi sei mesi del 2015 - soprattutto a causa di condizioni sfavorevoli sui mercati finanziari - ma registrando anche un Cet1 ratio phased-in ben oltre i minimi al 14,49%. Bper ha quindi una forte solidità patrimoniale, sancita dai risultati positivi ottenuti dagli stress test della BCE.

Bper ha inoltre dato vita ad una cessione di un pacchetto di sofferenze di 450 milioni di euro, ma l’obiettivo per il 2016 rimane comunque quello di alienare il 10% circa dello stock lordo di sofferenze.
Vediamo allora tutti i dettagli della relazione finanziaria semestrale di Bper.

Semestrale Bper: i dati principali della relazione finanziaria

Come abbiamo già accennato, la semestrale di Bper ha mostrato un utile netto in calo da 73,2 milioni del 2015 a 64 milioni di euro. La diminuzione dell’utile netto di Bper si è però verificata in:

“un contesto particolarmente sfavorevole per le costanti turbolenze sui mercati finanziari e per i livelli dei tassi di interesse in continua diminuzione e ormai strutturalmente sotto zero”.

Bper ha chiuso il primo semestre del 2016 registrando una diminuzione del 5,2% del margine di interesse, che è passato a 590,4 milioni, mentre il margine di interesse del secondo trimestre dell’anno, pari 293,6 milioni di euro, ha registrato un calo dell’1,1% rispetto al trimestre precedente.
I costi di gestione di Bper sono aumentati a quota 639,7 milioni, facendo così osservare un incremento dell’1,9%. Infine, le commissioni nette di Bper hanno subito un calo dello 0,5% a quota 358,1 milioni.
Le rettifiche nette sui crediti e sulle altre attività si sono poi attestate a 272,1 milioni, in calo dell’11,6% rispetto al primo semestre del 2015, mentre le spese per il personale hanno toccato quota 398,2 milioni (+0,5% anno su anno). Le altre spese amministrative sono state pari a 203,9 milioni, il tutto contro i 197 milioni del primo semestre 2015.

Semestrale Bper: solidità patrimoniale dopo stress test

Come ha reagito Bper agli stress test della BCE?
Gli stress test condotti hanno avuto esiti piuttosto incoraggianti per Bper, che ha mostrato di avere una fra le più alte solidità patrimoniali di tutti i vertici bancari italiani. Gli stress test hanno infatti sottolineato la capacità di resistenza di Bper nei confronti degli scenari macroeconomici maggiormente negativi prospettati dalla BCE. Solo nei confronti dello scenario avverso al 2018 gli stress test hanno evidenziato un impatto maggiore sul CET1 di Bper, ma sempre in linea con i risultati medi ottenuti dalle altre banche europee che hanno preso parte a questi stress test.
Ancora dal punto di vista della solidità patrimoniale, Bper ha osservato un Core Tier1 al 14,49%, in crescita dunque rispetto a quello registrato a fine marzo all’11,55%. Si fanno sentire gli effetti dell’utilizzo dei modelli interni per la misurazione del rischio di credito, i quali hanno avuto un impatto positivo di 300 punti base circa.

Bper si è detta ovviamente soddisfatta dei risultati ottenuti nel primo semestre del 2016, ma si è detta soddisfatta soprattutto per aver passato a pieni voti gli stress test della BCE.
Oltre alla validazione ottenuta dalla BCE, che ha attribuito a Bper uno dei più elevati livelli di solidità patrimoniale in Italia e in Europa, la banca si è ritenuta soddisfatta anche della cessione ad Algebris e Cerberus, di un portafoglio di sofferenze di circa 450 milioni di euro, cui seguirà un’altra importante operazione di vendita entro fine anno. L’obiettivo di Bper per il 2016 è quello di di alienare il 10% circa dello stock lordo di sofferenze.

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