SeaWatch. Sul manifesto ’Scendeteli’, Salvini ironizza: la Crusca è d’accordo?

Sea Watch. A Montecitorio il presidio Non siamo pesci, il sit-in contro le politiche di immigrazione del governo giallo-verde

SeaWatch. Sul manifesto 'Scendeteli', Salvini ironizza: la Crusca è d'accordo?

Non si placano le polemiche sul caso Sea Watch. Gli esponenti del Pd fanno la spola tra la nave e il porto e, sul contenuto di uno striscione, esposto dai manifestanti: ‘Scendeteli!’, Salvini ironizza:

“L’Accademia della Crusca sarà d’accordo?”

Il riferimento è alla polemica scatenata dall’affermazione di uno studioso dell’Accademia della Crusca. Il letterato, nel commentare l’uso transitivo dei verbi di moto, aveva sottolineato come questo fosse senza dubbio scorretto sul piano formale, ma tollerabile nell’utilizzo colloquiale, perché molto frequente nei dialetti del meridione.

Esci il cane, scendi la pasta sono modi di dire diffusi al sud, anche se grammaticalmente inaccettabili. Questa apertura della Crusca ha scatenato il web.

Non siamo pesci, il sit-in pro Sea Watch a Montecitorio

Sulla più seria questione immigrazione, alle ore 17.00, in Piazza Montecitorio a Roma si è svolto un sit-in per chiedere un porto sicuro a SeaWatch e per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo.

L’iniziativa, organizzata da Radicali Italiani e dall’associazione A buon diritto, è stata una protesta non violenta contro le politiche del Governo sui migranti e a favore dell’accoglienza.

“La manifestazione è l’occasione per chiedere che vengano sbarcati i 47 migranti a bordo della Sea Watch, da giorni di fronte alle coste siracusane”,

hanno affermato i promotori. Nei giorni scorsi l’appello Non siamo pesci è stato firmato da oltre 600 personaggi della cultura e dello spettacolo.

Intanto nel Mediterraneo, continua la staffetta del Pd a bordo della nave olandese. Oggi a Siracusa è arrivato Maurizio Martina, che -al termine di un incontro in Prefettura- è stato autorizzato a raggiungere i 47 naufraghi da giorni fermi davanti al porto siciliano, in attesa di sbarcare sulla terra ferma.

La delegazione parlamentare è composta oltre che da Martina, da Matteo Orfini, Davide Faraone, Fausto Raciti e un deputato regionale Giovanni Cafeo.

“Abbiamo interloquito con le autorità e abbiamo chiesto di fare il nostro lavoro, cioè di andare a verificare le condizioni di quelle persone per rendere evidente che un paese come il nostro non può gestire queste vicende in questo modo. Questo è un impegno che va proseguito nel tempo. Chiediamo a questo governo di non voltarsi dall’atra parte e di non utilizzare queste 47 persone a uso e consumo della propaganda elettorale”,

ha spiegato il candidato alla segreteria Pd ai microfoni di La7, ricordando che a bordo ci sono otto minori soli e cinque accompagnati e persone da curare. Martina ha anche chiesto l’immediato attracco della nave.

“È nostro dovere essere a Siracusa, come siamo stati nei giorni della Diciotti a Catania, perché si sta commettendo un grave errore e un atto inaccettabile. Ci sono persone e minori che devono essere fatti scendere subito. Questo governo continua a fare propaganda sulla pelle di bambini e donne, persone.”

Ieri in Sicilia erano arrivati i colleghi Magi, Prestigiacomo, Fratoianni.

Non si è fatta attendere la replica del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha voluto mostrare le immagini di giovani a torso nudo, ragazzi che - a suo dire -sarebbero tutt’altro che in difficoltà.

“Al Pd, il cui coordinatore siciliano vuole portarmi in tribunale, rispondiamo col sorriso: a sinistra non hanno niente di meglio da fare che affittare gommoni per solidarizzare con i clandestini e denunciare il ministro dell’Interno. Io non mollo!”

fa sapere il vicepremier leghista sui social media.
Intanto Salvini, su twitter, ironizza e cita l’Accademia della Crusca:

“Scendeteli. La Crusca sarà d’accordo?”

Nel sottolineare che una banda di spacciatori nigeriani, basata al Cara di Mineo (Catania) e dedita al metodo mafioso, è stata sgominata, il ministro ringrazia le Forze dell’Ordine e la Magistratura ribadendo il proprio impegno a svuotare e chiudere altri grandi centri.
Poi snocciola una serie di dati:

“presenze Cara Mineo al 25 gennaio 2018: 2.585, al 25 gennaio 2019: 1.357. Dalle parole ai fatti...”

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