Scuola, Draghi al Senato: «Recuperare le ore perse con la Dad». Ecco come

Teresa Maddonni

17 Febbraio 2021 - 11:47

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La scuola è al centro del programma di Draghi illustrato nel suo discorso al Senato. Il Premier spiega come recuperare le ore perse con la didattica a distanza e come investire sulla formazione. Risorse anche a università e ricerca.

Scuola, Draghi al Senato: «Recuperare le ore perse con la Dad». Ecco come

La scuola è tra i primi punti che il premier Draghi affronta nel discorso da poco conclusosi al Senato.

In primis, in merito alla scuola, ha dichiarato che occorre recuperare gli apprendimenti e le ore perse lo scorso anno con la Dad.

Secondo Draghi, che al Senato ha tenuto un discorso programmatico di una cinquantina di minuti e che si prepara ora a depositare alla Camera, per la scuola e in particolare per la didattica a distanza, o anche detta didattica digitale integrata, vi è la necessità di ridurre il divario digitale laddove moltissime sono state le disuguaglianze in tal senso.

Non solo il premier ha parlato anche della necessità di investire sulla formazione tecnica, e in particolare gli istituti tecnici, con modalità che permettano di non rendere vane le risorse del Recovery Fund.

Scuola: ecco come recuperare le ore perse secondo Draghi

I capitolo scuola viene affrontato da Draghi il quale a grandi linee spiega come dovrebbe essere il recupero delle ore perse con la Dad a causa della pandemia.

Il premier ha toccato diversi punti e questo tema ovviamente verrà approfondito, immaginiamo, dallo stesso ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

“Dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.”

L’attenzione di Draghi, come in più occasioni durante il suo discorso, si sofferma anche per la scuola sul Mezzogiorno. E sul calendario scolastico il premier ha aggiunto parlando al Senato:

“Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza. È necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale.”

E ha concluso in merito:

“Siamo chiamati disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo.”

Scuola: necessario investire nella formazione tecnica

Per la scuola nel suo discorso al Senato Draghi ha ricordato che non bisogna sprecare la grande occasione del Recovery Fund ed è necessario intervenire sulla formazione tecnica superiore:

“È necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni. In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, per esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. È stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale.”

E ancora ha aggiunto:

“ll Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 miliardi agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate.”

Il premier non ha parlato solo di scuola, ma anche di università e della necessità, con le sfide che globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica pongono da anni cambiando il mercato del lavoro, di adeguare la formazione universitaria. Draghi ha parlato anche di ricerca:

“Occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici. Occorre infine costruire sull’esperienza di didattica a distanza maturata nello scorso anno sviluppandone le potenzialità con l’impiego di strumenti digitali che potranno essere utilizzati nella didattica in presenza.”

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