Scontrini e fatture detraibili dalle tasse: ecco come Renzi pensa di cambiare verso al Fisco italiano

La delega fiscale concede al governo 18 mesi di tempo per cambiare il Fisco italiano. Il governo sta aprendo il cantiere per l’introduzione del conflitto di interessi fiscale, ovvero la possibilità di scaricare dalle tasse scontrini e fatture

E’ una proposta di cui si parla da anni, soprattutto dal momento che in altri paesi il cosiddetto conflitto di interessi fiscali sta dando il risultato sperato. Negli Stati Uniti ad esempio, scontrini e fatture fiscali possono essere scaricate dalle tasse incentivando il contribuente e chiedere sempre lo scontrino o la fattura per il bene-servizio acquistato, combattendo così l’evasione fiscale.

In Italia l’ultima proposta in questo senso è di circa un paio di anni fa, finita ben presto nel dimenticatoio. Il governo Renzi pensa adesso di riprendere in mano la proposta e considerare di sfruttare la delega fiscale per «cambiare verso» al Fisco italiano.

La delega fiscale
La delega fiscale è stata approvata del parlamento italiano sul finire del mese di febbraio. In pratica, la delega fiscale concede al governo la facoltà di modificare il sistema fiscale italiano per renderlo «più equo, trasparente e orientato alla crescita» come ha spiegato il premier Renzi. Da quel momento sono scattati i 18 mesi a disposizione del governo per approvare delle modifiche al Fisco italiano.

Tra le novità subito annunciate l’idea di mandare per posta ai contribuenti il 730 già compilato per evitare gli errori di compilazione, la riforma del catasto e la detrazione degli scontrini fiscali per combattere l’evasione fiscale.

Detrazione scontrini e fatture
Sembra che si stia aprendo sul serio il cantiere per la riforma del Fisco e in particolare per l’introduzione del conflitto di interessi fiscale. Sono due gli obiettivi che si vogliono raggiungere tramite la detrazioni di scontrini e fatture dalla tasse: contrastare l’evasione fiscale e consentire ai cittadini di portare in detrazione scontrini e fatture riducendo così il peso delle tasse da pagare.

L’idea piace a Matteo Renzi, e soprattutto al Ministro Padoan che dovrebbe già essere al lavoro sul provvedimento per capire gli ambiti di applicazione e i meccanismi più idonei alla situazione italiana. «Un sistema fiscale efficiente - ha ribadito in queste ore il ministro dell’Economia Padoan - si basa sulla fiducia fra contribuente e Stato. Il rapporto dovrebbe essere friendly ed esperienze internazionali dimostrano che questo è possibile».

Le coperture
Il più grande problema per portare a termine qualsiasi riforma in Italia è la mancanza, spesso e volentieri, delle coperture economiche. L’approvazione del conflitto di interessi fiscali comporterebbe una flessione delle entrate non compensata dall’incremento di prelievo derivante dalla maggiore fedeltà fiscale dei contribuenti.

Ma tra gli esperti che stanno lavorando al progetto c’è anche chi pensa, e dovrebbe essere questa la strada da seguire, che se ben congegnato il meccanismo potrebbe essere in grado di autofinanziarsi. La moltiplicazione di fatture e scontrini infatti, farebbe emergere una, presumibilmente ingente, quantità di prestazioni in nero capaci di gonfiare le poste Irpef e Iva.

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