Sciopero nazionale Poste e Scuola, domani 4 novembre: orari di chiusura, motivi e info utili

Giulia Adonopoulos

03/11/2016

Uno sciopero generale nazionale è stato indetto per domani, venerdì 4 novembre 2016. Fermi uffici postali e scuole. Ecco chi aderisce, orari e motivi della protesta.

Sciopero nazionale Poste e Scuola, domani 4 novembre: orari di chiusura, motivi e info utili

Domani, 4 novembre 2016, c’è sciopero nazionale di Scuola, Poste e altri settori del pubblico e del privato. Tutte le informazioni utili su apertura e chiusura degli uffici e lo sciopero scuola di domani le trovate qui: orari della protesta, chi aderisce e motivazioni sindacali.

Novembre 2016 sarà un mese di scioperi, e si parte proprio venerdì 4 novembre con proteste e manifestazioni generali nelle maggiori città italiane. Perché si sciopera? Uffici e scuole resteranno chiusi?

Dopo lo sciopero nazionale di venerdì 21 ottobre che ha interessato dipendenti pubblici e privati dei settori più svariati, si preannuncia per domani un altro venerdì nero per gli italiani. Per fortuna la protesta risparmia i pendolari e i viaggiatori: il settore dei trasporti non partecipa allo sciopero generale del 4 novembre e mezzi pubblici e treni effettueranno orari di servizio e corse regolari. Lo stesso non si può dire per gli uffici postali, il personale docente e quello sanitario che aderiscono allo sciopero.

L’agitazione di domani 4 novembre è stata indetta dalle sigle sindacali Cub e Usi Ait con lo scopo di far sentire la voce dei lavoratori contro il precariato del lavoro, la disoccupazione, le guerre sociali e le spese militari. I sindacati chiedono la riduzione settimanale dell’orario di lavoro, la messa in sicurezza del territorio e dei posti di lavoro; reddito garantito per disoccupati e pensionati; aumenti salariali; pensioni a 60 anni o con 35 anni di contributi ed uguaglianza sociale.

Per quanto riguarda Poste Italiane, gli uffici postali incrociano le braccia contro la privatizzazione dell’ente. Molti sportelli in Italia domani avranno affisso il cartello “Chiuso”, o saranno garantiti i servizi minimi essenziali, senza spedizione di posta nella giornata di venerdì. Insegnanti e personale Ata venerdì 4 novembre scendono in piazza contro la Buona Scuola e le nuove politiche del Governo Renzi. Oltre allo sciopero, domani sono previste manifestazioni e cortei. Le principali si tengono a Napoli, con partenza da largo Cairoli alle 9.30, e a Milano, dove l’appuntamento è a piazza Mancini alle 10.

Ecco i dettagli sullo sciopero generale nazionale di Scuola e Poste Italiane domani 4 novembre 2016.

Sciopero nazionale Scuola, 4 novembre: scuole chiuse o aperte?

Uno sciopero della scuola è stato proclamato per la giornata di domani 4 novembre. Insieme ai dipendenti delle Poste e al settore privato, infatti, anche insegnanti e personale Ata incrociano le braccia. Le scuole resteranno aperte, ma in molte classi in tutta Italia potrebbe essere compromesso il normale svolgimento delle lezioni.

La protesta è stata indetta dalle sigle sindacali CUB (Confederazione Unitaria di Base), USI-AIT e SGB (Sindacato Generale di Base). Gli insegnanti e il personale scolastico scendono in piazza per protestare contro alcune condizioni contrattuali dei dipendenti scolastici, come i contratti fermi dal 2007, l’innalzamento dell’età pensionabile e le norme introdotte dalla cosiddetta Buona Scuola (Legge 107/2015).

Gli insegnanti che intendono aderire allo sciopero di venerdì 4 novembre possono farlo senza l’obbligo di annunciarlo anticipatamente agli alunni, ma si vedranno trattenuta una giornata di retribuzione sulla busta paga. Gli studenti che non andranno a scuola per via dello sciopero, invece, dovranno giustificare l’assenza.

Sciopero nazionale Poste, 4 novembre: orari e servizi garantiti

Nella giornata di venerdì 4 novembre Poste Italiane partecipa allo sciopero indetto dalle sigle sindacali Slc-Cgil, Slp-Cisl, Failp, Confsal e Ugl. Si protesta per contestare e fermare il piano di privatizzazione di Poste Italiane.

Ricordiamo, infatti, che il Consiglio dei Ministri ha deciso di quotare in Borsa un ulteriore 30% del capitale della società e di concedere il restante 35% alla Cassa Depositi e Prestiti. Ciò apporterebbe cambiamenti negli assetti societari e il controllo della più grande azienda italiana. La privatizzazione, dicono i sindacati, gioverebbe soltanto agli azionisti e metterebbe a rischio la qualità del servizio offerto ai cittadini, già ora compromesso a causa dei tentativi di chiusura degli uffici nelle aree più disagiate e la corrispondenza della posta a giorni alterni. Si protesta anche per il mancato rinnovo del Contratto Nazionale scaduto ormai un anno fa.

Per tutti questi motivi molti sportelli postali in Italia nella giornata di venerdì 4 novembre restano chiusi per tutta la durata dell’orario lavorativo, altri invece garantiranno i servizi essenziali (accettazione delle raccomandate e assicurate senza spedizione; accettazione e trasmissione telegrammi e telefax; anticipazione al giorno precedente del pagamento dei ratei di pensione in calendario per il giorno dello sciopero).