Di Maio rinvia la fatturazione elettronica: bloccato sciopero benzinai del 26 giugno?

Luigi di Maio annuncia il rinvio dell’obbligo di fatturazione elettronica per i benzinai che sarebbe dovuto partire dal 1° luglio e per il quale i sindacati avevano già annunciato uno sciopero generale per il 26 giugno che potrebbe essere scampato.

Di Maio rinvia la fatturazione elettronica: bloccato sciopero benzinai del 26 giugno?

Di Maio annuncia il rinvio al 2019 della fatturazione elettronica per i benzinai e riesce forse a scongiurare lo sciopero di categoria previsto per il 26 giugno.

Dal 1° luglio infatti doveva entrare in vigore l’obbligo di emettere solo fatture tracciabili ma in merito erano già nate numerose proteste da parte dei benzinai che non essendosi sentiti accompagnati dalla Pubblica Amministrazione in questa fase di cambiamento avevano indetto uno sciopero nazionale.

A rendere note le agitazioni erano state le organizzazioni dei gestori degli impianti di rifornimento - Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa-Confcommercio - che avevano comunicato che il blocco avrebbe coinvolto sia la rete ordinaria sia la viabilità autostradale.

Interessante è capire quali sono le motivazioni che hanno condotto l’intera categoria a prendere una decisione così drastica e con quali ragioni Di Maio avrebbe deciso di andare incontro ai gestori di distributori di carburante prospettando così il rinvio dell’obbligo.

La proposta di Di Maio

Il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio sta cercando di andare incontro alla categoria dei benzinai proponendo di rinviare al prossimo anno l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica e di evitare così lo sciopero preannunciato:

Stiamo predisponendo il rinvio al primo gennaio 2019 dell’obbligo di fatturazione elettronica per le vendite di carburanti ai soggetti con partita Iva. Questa categoria si è trovata ad essere prescelta per sperimentare, in anticipo su tutte le altre, l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica. Nei prossimi giorni vogliamo avviare un tavolo tecnico al Mise con le federazioni dei gestori per scongiurare lo sciopero annunciato e per sviscerare il problema”.

A detta di Di Maio il cambiamento previsto è giusto ma è stato lanciato senza offrire il tempo e gli strumenti necessari per adeguarsi. La data del 1° luglio, così come denunciato dai benzinai, non sarebbe realistica per il passaggio alla fatturazione elettronica secondo il Ministro che infine incalza:

Il paradosso italiano è che questi strumenti vengono inventati per combattere gli evasori e puntualmente vanno a danneggiare quelli che le tasse le hanno sempre pagate”.

La risposta dei sindacati

Le organizzazioni di categoria dei benzinai hanno dichiarato che già da questa mattina valuteranno se procedere con la cancellazione dello sciopero nazionale previsto per il 26 giugno in risposta al rinvio prospettato dal Ministro Di Maio sulla fatturazione elettronica. Fegica e Cisl hanno quindi affermato:

Siamo particolarmente attenti a questo tipo di dichiarazioni per noi è un segnale importante. Ci aspettiamo una convocazione al Mise per domani e ci auguriamo fortemente che questo possa accadere perché per noi la dichiarazione va nella direzione sperata”.

Il rinvio dello sciopero sembrerebbe a seguito di queste dichiarazioni sempre più probabile anche se i sindacati richiedono sempre maggiori garanzie.

I motivi della protesta

Le tre organizzazioni a capo dell’organizzazione dello sciopero rappresentano 20.000 lavoratori e sottolineano che l’iniziativa di protesta è motivata dalla loro presa di posizione verso i nuovi obblighi di fatturazione elettronica che scatteranno dal 1° luglio.

Secondo i sindacati ci sarebbero stati troppi ritardi e le indicazioni fornite si sarebbero rivelate poco chiare sia per quanto riguarda le modalità operative sia per la fornitura di supporti tecnologici che l’amministrazione pubblica aveva promesso; pertanto se l’obbligo partisse come previsto la rete distributiva sarebbe a rischio di blocco e paralisi.

I benzinai dichiarano di aver collaborato con l’amministrazione per consentire di sperimentare in anticipo l’introduzione della fatturazione elettronica che gli altri settori introdurranno dal 1° gennaio 2019, ma arrivati a questo punto sentono di essere stati presi in giro e di non essere stati seguiti e guidati in questo momento di transazione che gli è stato richiesto di affrontare.

Obbligo fattura elettronica

L’obbligo in questione è quello di emissione della fattura elettronica per le operazioni di cessione di benzina o gasolio dei motori che dovrebbe entrare in vigore dal 1° luglio 2018.

La scelta di anteporre l’introduzione della fattura elettronica per questa specifica tipologia di operazioni commerciali, rispetto all’obbligo per tutte le transazioni tra privati che invece partirà dal 2019, è nata dall’intento di osservare l’andamento della misura fiscale; inoltre uno degli obiettivi del vecchio Governo era quello di ridurre le frodi Iva che hanno un impatto negativo non soltanto sulle casse dello Stato ma anche sulle imprese che lavorano correttamente.

Senza l’utilizzo della fattura elettronica, questi soggetti potrebbero acquistare senza Iva, fatturare con Iva al cliente o non versare l’imposta; mentre con l’introduzione di questo strumento si rende possibile tracciare i passaggi ed evitare frodi.

La richiesta

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto quindi un decreto urgente con cui si rinvii la scadenza troppo vicina del 1° luglio. La dichiarazione delle tre organizzazione a capo dello sciopero è chiara:

“Pur comprendendo il delicato momento di transizione di Parlamento e governo, le scadenze ravvicinatissime ed il livello di impreparazione del sistema dovrebbero di per sé consigliare un intervento normativo urgente e risolutivo che, oltre al resto, posponga i termini già fissati”.

Le organizzazioni avevano annunciato che le ripetute sollecitazioni avanzate anche direttamente verso il Ministro dell’Economia Tria non erano riuscite finora a sortire neanche un segnale di attenzione; l’intervento del Ministro del Lavoro sembrerebbe smentire questa disattenzione e offrirebbe anzi un segnale di forte interesse verso la questione da parte del governo che potrebbe condurre alla cancellazione dello sciopero annunciato.

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