Sanità: cambiano i codici del Pronto Soccorso, dai colori ai numeri

Cambiano i codici dal Pronto Soccorso a partire dalla regione Lazio, probabilmente già da gennaio 2019: l’identificazione non avverrà più tramite i colori ma attraverso numeri e i codici non saranno più 4 ma 5 in modo da ridurre al minimo le attese.

Sanità: cambiano i codici del Pronto Soccorso, dai colori ai numeri

Tante le novità in previsione per il comparto sanità tra le quali spicca quella del cambiamento dei codici del Pronto Soccorso che non verranno più classificati in base ai colori ma a seconda dei numeri.

Non più quindi bianco, verde, giallo o rosso per filtrare i pazienti che arrivano in ricerca di cure urgenti ma numeri; inoltre non saranno più 4 ma 5 i codici identificativi utilizzati a questo scopo.

A stabilirlo sono le nuove linee guida sul triage intraospedaliero che dovrebbero essere approvate in via definitiva a breve da parte della conferenza Stato-Regioni; in particolare per il Lazio c’è stata una riunione in Regione e sembra molto probabile che si parta dal 1° gennaio.

I nuovi codici

A fare da apripista al cambiamento sarà quindi la regione Lazio che per prima adotterà i nuovi codici. La novità sarà introdotta a partire da gennaio quando inizierà una fase di sperimentazione per permettere alle strutture e ai dipendenti l’adeguamento alle nuove regole.

Ma come mai si è reso necessario il cambiamento in una materia così consolidata? L’obiettivo è la riduzione dei tempi di attesa e del margine di errori medici.

Il Corriere della Sera ha anticipato che i vecchi codici che vanno dal rosso al bianco, per il quale è anche previsto il pagamento del ticket, saranno sostituiti dai nuovi che andranno da 1 a 5 e avranno i seguenti significati:

  • 1 rappresenta i casi più gravi (emergenza);
  • 2 l’urgenza;
  • 3 l’urgenza differibile;
  • 4 l’urgenza minore;
  • 5 la non urgenza.

I codici che vanno da 1 a 3 necessitano di cure a intensità medio-alta; mentre i numeri 4 e 5 corrispondono a pazienti che hanno bisogno di cure a intensità più moderata. I tempi stimati di accesso variano da zero (che rappresenta un intervento immediato) a 240 minuti.

Reazioni

A commentare per primo il nuovo sistema è stato Francesco Rocco Pugliese, il presidente Simeu (Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza) che ha dichiarato durante un’intervista:

Servono cinque codici Triage perché in particolare abbiamo il codice verde che racchiude il 60-70% degli utenti del Pronto Soccorso e che ha dentro una grande fascia di variabilità. Ci sarebbero da risolvere problematiche legate al rifacimento dei protocolli a cinque codici e alla conseguente formazione del personale medico-infermieristico, oltre che alla definizione delle responsabilità. Ci vorrebbe poi un’adeguata informazione al cittadino, che il codice rosso lo capisce meglio”.

Alla fine del suo lungo intervento il Presidente ha aggiunto che il Pronto Soccorso offre tra le 20 e le 25 milioni di prestazioni ogni anno in Italia e che pertanto non va in alcun modo considerato un nemico dei cittadini, ma anzi il loro più grande alleato: il codice assegnato in fase di Triage è uno strumento organizzativo e non una punizione. L’ultima considerazione di Pugliese sull’utilità del cambiamento però non sembra essere di buon auspicio:

Vorrei verificarlo sul campo, ma purtroppo non credo che con la nuova organizzazione si ridurrebbero i tempi di attesa per i pazienti meno acuti, anche se me lo auguro”.

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