Salvini a processo: slitta ad ottobre l’udienza per sequestro di persona

L’emergenza sanitaria fa slittare il processo per sequestro di persona che coinvolge Matteo Salvini. La prima udienza ci sarà in autunno e non più a luglio.

Salvini a processo: slitta ad ottobre l'udienza per sequestro di persona

Salvini non sarà in udienza a luglio per il processo che lo vede imputato per sequestro di persona per i fatti avvenuti sulla nave Gregoretti.

La sospensione dei processi e la lenta ripartenza della Giustizia ha travolto anche l’ex Ministro dell’Interno e la prima udienza ci sarà ad ottobre e non più il 4 luglio.

Queste le parole del GUP Sarpietro rivolte a Salvini:

“Stia tranquillo il senatore Salvini, avrà un processo equo giusto e imparziale come tutti i cittadini. Né io né nessun giudice che si è occupato di questo fascicolo abbiamo nulla a che spartire con Palamara.”

Una dichiarazione che vuole tranquillizzare Salvini sulla garanzia del giusto processo. Nei giorni scorsi, infatti, l’ex Ministro aveva manifestato la sua preoccupazione al Presidente Mattarella dopo le “chat scandalose” emerse nell’indagine sul pm Luca Palamara. In queste, secondo il leader della Lega, emergerebbe un atteggiamento di sfavore da parte della magistratura.

Salvini, slitta il processo per sequestro di persona

Con queste parole Nunzio Sarpietro - presidente dell’ufficio del GUP di Catania - ha annunciato il rinvio dell’udienza di Salvini:

“I nostri ruoli sono stati travolti dallo stop per l’emergenza coronavirus, ci sono migliaia di processi rinviati che hanno precedenza e ho dovuto spostare l’inizio del processo che vede imputato il senatore Salvini ad ottobre.”

Questo perché nemmeno i processi di rilevanza nazionale sono esclusi dalla sospensione delle udienze causata dal coronavirus, e la Giustizia italiana dovrebbe ripartire a pieno regime soltanto in autunno.

Una notizia che arriva alla viglia del voto di domani in Senato su un altro processo che vede l’ex Ministro dell’Interno come protagonista: i fatti sono analoghi - sequestro di persona plurimo aggravato e rifiuto di atti d’ufficio - ma riguardano il mancato sbarco dei migranti a bordo della nave Open Arms, bloccata lo scorso agosto con a bordo 150 migranti.

Cosa rischia Salvini

La data del processo si allontana ma non cambiano le conseguenze penali in caso di condanna. Se l’udienza dovesse riconoscere la sua colpevolezza, l’ex Ministro dell’Interno rischierebbe fino a 15 anni di carcere, in applicazione dell’articolo 605 del Codice penale: sequestro di persona aggravato dalla presenza di minori a bordo.

Sulla nave Gregoretti c’erano un centinaio di persone che per ordine di Salvini sono rimaste bloccate per 6 giorni in condizioni igienico-sanitarie precarie. Il 12 febbraio scorso il Senato ha dato l’ok all’autorizzazione a procedere, cosa che Salvini ha accettato senza inflessioni, pronto a dimostrare la sua innocenza in giudizio.

Oltre al carcere, la sentenza di condanna comporterebbe anche l’applicazione della legge Severino e quindi di incandidabilità e ineleggibilità alle prossime elezioni.

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