Salvini indagato per diffamazione a Carola Rackete, nel mirino i post su Facebook

Salvini è indagato dalla Procura di Roma per diffamazione ai danni della capitana Carola Rackete dopo il caso Sea Watch. Tutti i dettagli della vicenda.

Salvini indagato per diffamazione a Carola Rackete, nel mirino i post su Facebook

Matteo Salvini risulta indagato per diffamazione dalla Procura di Roma. L’ex Vicepremier e Ministro dell’Interno è stato denunciato dalla capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, in seguito ai numerosi post su Facebook e dichiarazioni contenenti insulti e offese nei sui confronti, anche di carattere personale.

La Procura romana ha già provveduto all’scrizione nel registro degli indagati e ha inviato gli atti alla Procura di Milano, che ha la competenza territoriale sul caso in quanto città di residenza del leader della Lega.

Nella querela presentata, Carola Rackete ha chiesto anche la chiusura degli account social dove Salvini è attivo e dove i sui post aveva scatenato numeri commenti diffamatori da parte degli haters.

Salvini indagato per diffamazione per il caso Carola Rackete: la denuncia della capitana

Matteo Salvini è stato indagato per diffamazione in seguito agli insulti contro Carola Rackete, la capitana della Sea Watch 3 che lo scorso giugno aveva fatto sbarcare i migranti a Lampedusa, nonostante il divieto dell’allora Ministro dell’Interno.

Adesso l’ex Vicepemier risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma, dove è pervenuta la denuncia di Carola. Tutti gli atti relativi alla querela per diffamazione sono già stati trasmessi alla Procura di Milano, che ha competenza territoriale sul caso.

Gli atti riportano i post di Facebook e Twitter a contenuto diffamatorio che Matteo Salvini ha pubblicato dopo lo sbarco. Inoltre la Rackete ha anche chiesto la chiusura degli account gestiti da Salvini, così da evitare il reiterarsi di post e commenti da parte degli haters.

Nei prossimi giorni avremo maggiori informazioni sugli sviluppi della vicenda.

Diffamazione ai danni di Carola Rackete: lo sbarco a Lampedusa

I fatti in questione si riferiscono allo sbarco della Sea Watch 3, avvenuto a Lampedusa lo scorso giugno. Carola Rackete, nonostante le minacce di Salvini, allora Ministro dell’Interno, aveva deciso di portare i migranti in salvo raggiungendo le coste della Sicilia.

Il fatto ebbe enorme rilevanza mediatica: molti Paesi si schierano a difesa di Carola, e l’Italia si vide spaccata a metà tra coloro che difendevano le ragioni dello sbarco e quelli che, invece, iniziarono una vera e propria campagna diffamatoria nei confronti della capitana, soprattutto sui Social network come Facebook.

Tra i commenti più pesanti ci furono certamente quelli di Matteo Salvini, per i quali adesso risulta indagato.

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