Salvini e lo scandalo delle chat dei magistrati: cosa è successo veramente

Nell’indagine sul CSM spuntano delle chat contro Salvini - “va attaccato anche se ha ragione” - e il leader della Lega scrive a Mattarella. Ecco cosa è successo davvero e cosa aspettarsi in vista del processo.

La prima udienza per sequestro di persona ai danni di Salvini è alle porte, e proprio alla vigilia del processo spuntano delle chat rivolte al leader della Lega.

Si tratta di una conversazione privata tra il magistrato Luca Palamara e Paolo Auriemma (procuratore di Viterbo) emersa nell’indagine per corruzione che coinvolge il Consiglio Superiore della Magistratura.

Nelle chat su Whatsapp ci si riferisce più volte a Salvini con termini offensivi e forti critiche alle scelte politiche sull’immigrazione, infatti la conversazione risale a quando il leader della Lega era ancora Ministro dell’Interno.

Adesso Salvini teme che l’ostilità di Palamara sia condivisa da tutta la magistratura, e per questo ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica, invocando il diritto al giusto processo.

Vediamo nel dettaglio cosa è successo e perché l’ex vice premier è così preoccupato.

Salvini e le chat dei magistrati: ’Ha ragione ma va attaccato’

A fare scalpore sono le chat pubblicate dal quotidiano La verità in data 21 maggio 2020: qui vengono raccolte alcune conversazioni private tra Auriemma (capo della procura di Viterbo) e Palamara (indagato nello scandalo CSM) che contengono frasi evidentemente contro il leader della Lega.

’’Hai ragione. Ma adesso bisogna attaccarlo’’ e ancora “è un pezzo di merda” e “va attaccato anche se ha ragione”.

Parole pronunciate soltanto da Palamara ma che, secondo Salvini, sono la prova della presunta ostilità che la magistratura avrebbe nei suoi confronti.

La lettera a Mattarella

Alla notizia delle chat l’indignazione (e anche la preoccupazione) del leader della Lega è salita alle stelle. Oltre alle varie esternazioni su Twitter e Facebook, Salvini ha anche inviato una lettera scritta al Presidente della Repubblica.

Oggetto della comunicazione la convinta preoccupazione circa gli orientamenti della magistratura nei suoi confronti.

Nella lettera a Mattarella Salvini dichiara ’Strategia diffusa e largamente condivisa di un’offensiva nei miei riguardi da parte della Magistratura’’ cosa che accresce il timore in vista del processo per sequestro di persona che si terrà il 4 luglio.

Tuttavia dalle chat non emergono indizi di reato o comportamenti concretamente lesivi nei confronti di Salvini, e non ci sono gli estremi per sporgere denuncia. Si tratta di conversazioni private e i magistrati coinvolti non c’entrano nulla con le indagini a suo carico.

Il processo per sequestro di persona si avvicina

La prima udienza del processo per sequestro di persona relativo ai fatti della nave Gregoretti è alle porte: il 4 luglio 2020. E probabilmente Salvini inizia a preoccuparsi.

Su di lui grava l’accusa di sequestro di persona ex articolo 605 del Codice penale, aggravato dalla presenza di minori sulla nave, e per questo rischia fino a 15 anni di carcere. Non solo, aleggia nell’aria lo spettro della legge Severino che in caso di condanna eliminerebbe il leader della Lega dallo scenario politico.

Salvini si è sempre difeso dalle accuse sostenendo di aver fatto “gli interessi degli italiani” e di aver “difeso i confini nazionali”. Vedremo quale verità risulterà dal processo.

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Lega Matteo Salvini

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