Scrive Paul Krugman: Si può salvare l’Euro? È possibile, ma dubito che qualcosa avvenga.
In una sua analisi, l’economista e famoso collaboratore del NY Times esprime i suoi timori nei confronti delle misure adottate per salvare l’euro e accusa le istituzioni per la mancanza di risolutezza che è, invece, necessaria per voltare pagina ed uscire da questa penosa situazione economica che coinvolge tutto il mondo.
Problematiche
Stando all’analisi di Krugman, il problema dell’euro è paragonabile ad una situazione multistrato, scomponibile in tre livelli che pesano l’uno sull’altro:
- banche problematiche che hanno bisogno di sussidi internazionali;
- debito sovrano che raggiunge livelli inaccettabili;
- mancanza di competitività, in parte dovuta alla «fuga» dei capitali, tra il 2000 ed il 2007.
Soluzioni
Considerati i problemi dell’Euro, dice Krugman nella sua analisi, per risolverli è necessario:
- stabilire un processo credibile e coerente che permetta il salvataggio delle banche con problemi di solvenza;
- attuare un intervento mirato sui mercati dei titoli sovrani in Spagna e in Italia per mantenere a livelli accettabili i tassi di interesse;
- mantenere un’inflazione abbastanza elevata in Germania in modo che il sud Europa non debba trovarsi costretto ad affrontare la deflazione.
Stando all’attuale situazione, infatti, nelle zone problematiche dell’Europa diminuisce sempre più la domanda di beni e servizi, questo frena la spesa di consumatori e aziende e c’è la possibilità che prenda il via una spirale negativa che potrebbe trasformarsi in un vicolo cieco, cui l’unica via di fuga sarebbe rappresentata dal default.
Krugman sostiene che un programma del genere avrebbe non poche difficoltà ad essere approvato da Bruxelles, ma per salvare l’Euro ed evitare che la crisi esploda, c’è bisogno di un movimento unisono dei leader ai vertici che devono ad ogni costo lavorare per ridare sicurezza ai mercati, facendo arrivare un messaggio chiaro e positivo: la soluzione c’è e sta arrivando.
Riguardo ai tagli della BCE
«La Banca Centrale Europea ha fatto il minimo dovuto».
A Francoforte, dice Krugman, avrebbero dovuto rendersi conto che neppure tagliando a 0 i tassi di interesse, la crisi sarebbe stata scongiurata.
L’analista rimprovera ancora la BCE per non aver fatto alcuno sforzo per «voltare pagina», e per non aver lanciato alcun messaggio diretto e chiaro in relazione a tutto quanto ancora c’è da fare.
Infatti, dice Krugman, i mercati parlano chiaro e si dirigono inesorabilmente verso le zone di meltdown, verso le zone rosse.
Ci dicono che siamo alla fine del tunnel, ma nessuno è ancora in grado di vedere chiaramente la luce.
Fonte: Paul Krugman, NY Times