SPID obbligatorio ma rilascio più veloce: cosa cambia

SPID: dal Garante della Privacy via libera alle nuove modalità per il rilascio. Non sarà più necessario il riconoscimento da parte di un operatore.

SPID obbligatorio ma rilascio più veloce: cosa cambia

SPID: via alla procedura semplificata per il rilascio dell’Identità Digitale.

Il testo del decreto legge 76/2020, conosciuto come Decreto Semplificazioni, riconosce lo SPID come strumento utile per la riduzione di oneri e adempimenti dei contribuenti. L’accesso a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione potrà avvenire in modalità digitale e l’identificazione con lo SPID sostituirà il documento di riconoscimento.

Novità importanti, tant’è che da ottobre lo SPID ha sostituito il PIN dell’INPS e presto lo switch interesserà anche i servizi telematici del Ministero del Lavoro.

Nel frattempo, però, è stato deciso di semplificare la procedura per il rilascio dello SPID così da velocizzare i tempi; a tal proposito, in queste ore è arrivato il via libera del Garante per la protezione dei dati personali alle nuove modalità di rilascio delle identità digitali, autorizzando così le modifiche proposte dall’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale).

La novità più importante è quella che elimina l’obbligo di riconoscimento del richiedente da parte di un operatore; la procedura diventa automatica - ma non meno sicura - e di conseguenza si riducono anche passaggi e tempi per il rilascio.

SPID: la nuova procedura per il rilascio

La novità più importante, quindi, è quella che prevede l’introduzione della nuova procedura di riconoscimento da remoto introdotta dall’AGID e autorizzata dal Garante della Privacy. Quest’ultimo era un passaggio fondamentale in quanto conferma che nonostante le modalità per il rilascio dell’Identità Digitale siano state semplificate non ci sono ripercussioni negative per la privacy dei cittadini.

Nel dettaglio, come spiegato dal Garante della Privacy con una nota pubblicata in queste ore, i nuovi passaggi per il rilascio dello SPID sono i seguenti:

  • registrazione sul sito del gestore;
  • avvio di una sessione automatica audio-video durante la quale verrà richiesto di mostrare sia il documento di riconoscimento che il tesserino del codice fiscale (o anche la tessera sanitaria);
  • durante la sessione video, per evitare tentativi di furti d’identità, ci sono altre specifiche misure di sicurezza. Ad esempio, bisognerà leggere un codice ricevuto via SMS. Inoltre, il richiedente dovrà effettuare un bonifico da un conto corrente (deve essere italiano) a lui intestato (o comunque cointestato) con la causale che dovrà indicare uno specifico codice precedentemente ricevuto.

Completata la procedura ci sarà una valutazione in back office da parte dell’operatore incaricato; qualora l’accertamento vada a buon fine si provvederà al rilascio dell’identità digitale.

Infine, il Garante della Privacy ha chiesto e ottenuto la garanzia per cui gli enti gestori possano effettuare un secondo controllo a posteriori. Controlli che saranno a campione, non interessando così la generalità dei richiedenti.

A coloro che saranno selezionati per un secondo controllo verrà chiesta nuovamente di effettuare una verifica di tipo audio e video, con le modalità che potranno variare a seconda dell’operatore.

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