SPID: cos’è e come fare per richiedere l’Identità Digitale

Redazione Lavoro

02/03/2021

02/03/2021 - 16:43

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Spid, cos’è e come fare per richiederlo? L’Identità Digitale, dal 1° marzo 2021, diventa strumento obbligatorio per accedere ai servizi pubblici online. Vediamo di seguito come si ottiene, con le istruzioni da seguire passo per passo.

Spid, chiave unica di accesso ai servizi pubblici online dal 1° marzo 2021.

Come da tabella di marcia, è partito di fatto l’obbligo di dotarsi dell’Identità Digitale per usufruire di molti servizi online e di seguito vedremo cos’è e come fare per richiedere le credenziali Spid.

Sono pochi e semplici i passaggi per richiedere lo Spid, credenziali uniche per l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, che sarà di fatto obbligatorio avere dal 2021 per accedere, ad esempio, al sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS.

Sebbene fino al mese di settembre sia previsto un periodo transitorio per consentire a tutti di adeguarsi alla novità, richiedere lo Spid per tempo sarà fondamentale per poter accedere ai servizi pubblici online.

Di seguito una guida passo passo su come fare, e le istruzioni dettagliate su cos’è e come richiedere le credenziali Spid.

Cosa è Spid e cosa cambia dal 2021

Lo Spid è il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Si tratta di un username e di una password unica, che consente di accedere ai servizi online di tutta la Pubblica Amministrazione.

Sulla base delle novità introdotte dal decreto Semplificazioni, entro il 1° marzo 2021 tutte le PA dovranno adeguare i propri sistemi per renderli accessibili tramite Spid e CIE (la carta d’identità elettronica).

Gradualmente spariranno le password differenziate per i vari servizi pubblici. Il termine ultimo è fissato al 30 settembre 2021, data in cui finirà il periodo transitorio durante il quale sarà possibile usare le credenziali già in possesso e non ancora scadute.

L’INPS, così come il Ministero del Lavoro l’INAIL e l’Agenzia delle Entrate, si sono già adeguati alla novità, prevedendo la graduale dismissione delle credenziali in uso ed il progressivo passaggio allo Spid.

Quali sono le novità previste per i cittadini? Servirà un unica password per accedere a tutti i servizi pubblici, e l’autenticazione tramite SPID verrà equiparata all’esibizione di un documento di identità.

Lo Spid è il “passepartout” che facilita l’accesso dei cittadini ai vari servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

Spid, per cosa si usa?

Grazie allo Spid l’accesso ad alcuni servizi pubblici è già stato semplificato notevolmente.

Infatti, è possibile usare l’Identità Digitale per gestire alcuni servizi dell’Inps, come ad esempio la richiesta degli assegni familiari.

Ce ne sono molti altri dell’Agenzia delle Entrate (come la dichiarazioni dei redditi), ma grazie allo Spid si può fare richiesta anche di prestazioni sanitarie e pagare alcune tasse pubbliche come la Tasi o il bollo auto. Senza contare che si può accedere anche ai servizi del Miur, quindi si può utilizzare lo Spid anche per iscrivere i propri figli a scuola.

Lo Spid è la chiave anche per partecipare al bonus bancomat, il meccanismo di cashback in partenza in via sperimentale dall’8 dicembre e a regime a partire dal 1° gennaio 2021.

Come fare SPID: ecco come richiedere l’Identità Digitale

Per richiedere lo Spid bisogna rivolgersi ad uno dei tanti Identity Provider autorizzati. Per la richiesta è sufficiente avere:

  • un indirizzo e-mail;
  • il numero di linea mobile;
  • un documento di identità valido (Carta di identità, passaporto, patente, permesso di soggiorno);
  • la tua tessera sanitaria con il codice fiscale.

La registrazione, invece, consiste in tre differenti step:

  • inserimento dati anagrafici;
  • creazione credenziali Spid;
  • riconoscimento (di persona, online o tramite CIE, CNS o firma digitale).

Come anticipato, si può richiedere lo Spid presso diverse società. Non ci sono differenze tra gli Spid attivabili presso i vari Identity Provider - che vedremo di seguito - e per questo spetta al cittadino a scegliere il gestore che preferisce.

Per richiederlo vi basta andare sui siti ufficiali delle aziende e cliccare sull’area specifica dello Spid.

A questo punto vi viene chiesto di compilare un form con i vostri dati anagrafici come nome, cognome, codice fiscale e data di nascita. Dopo averne fatto richiesta riceverete le credenziali del vostro Spid tramite raccomandata o per email.

Nel dettaglio, per richiedere lo Spid bisogna registrarsi presso uno dei siti dei soggetti abilitati al rilascio del Pin unico per l’Identità Digitale. Ecco quali sono al momento gli otto Identity Provider presso i quali è possibile richiedere lo SPID:

  • TIM ID (2 livelli di sicurezza).

La scelta dell’Identity provider è libera; alcuni di questi consentono di ottenere le credenziali Spid gratuitamente, in altri casi è previsto invece il pagamento di una somma minima.

Nell’immagine di seguito allegata sono riassunte le condizioni previste. Per il periodo di emergenza coronavirus sono diversi i provider del servizio che consentono di ottenere le credenziali gratuitamente.

Il nostro consiglio, quindi, è di analizzare singolarmente i piani degli Identity Provider e vedere qual è il più affine alle vostre esigenze; dovete sapere, ad esempio, che ognuno prevede delle modalità di riconoscimento differenti (dal riconoscimento - a pagamento nella maggior parte dei casi - via webcam, a quello tramite Carta d’Identità Elettronica), quindi preferite quello più comodo per voi.

Tempi per ricevere lo Spid: facciamo chiarezza

Come abbiamo appena visto ci sono diverse aziende che permettono di attivare un proprio codice Spid, ma nessuna di queste è in grado di farvelo ricevere in tempi rapidi.

Solitamente bisogna aspettare circa una settimana per ricevere i dati di accesso per la propria Identità digitale. È vero infatti che si può fare la richiesta per lo Spid in 5 minuti e comodamente seduti sulla propria scrivania, come molte agenzie promettono, ma non sempre viene specificato che per ricevere il codice di accesso bisogna attendere la conclusione delle attività di verifica delle informazioni inserite.

Le attività di controllo d’altronde sono necessarie per evitare un furto di attività, e per questo richiedono diverso tempo. Bisogna interrogare le banche dati e tutte le agenzie devono farlo; ecco perché non esiste nessuno che può consegnare lo Spid immediatamente.

Ad esempio, con TIM dopo aver impiegato circa 20 minuti per fare la richiesta ci si trova davanti al seguente messaggio:

“Hai completato tutte le fasi per richiedere la tua Identità Digitale Tim id. Stiamo verificando i dati che ci hai fornito. Entro 5 gg lavorativi ti comunicheremo l’esito della richiesta”.

Per ricevere lo Spid quindi ci vogliono circa 5 giorni lavorativi; ricordatevelo prima di effettuare la registrazione a pagamento solo perché credete che in questo modo vi verrà consegnato immediatamente.

È obbligatorio?

Richiedere lo SPID non è obbligatorio, ma è fondamentale se si vuole accedere ai servizi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione. Entro il 1° marzo 2021 tutti gli enti pubblici dovevano adeguare i propri portali, per consentire l’accesso esclusivamente tramite SPID o la CIE (la carta d’identità elettronica).

Ed è per questo che, sebbene non obbligatorio per legge, avere lo SPID diventa obbligatorio per continuare ad accedere ai servizi online messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione.

È il cittadino a decidere se richiedere la propria Identità Digitale e come abbiamo detto è lui stesso a scegliere il gestore che preferisce.

È sicuro?

È stata data molta importanza alla sicurezza dei dati personali dei cittadini. Infatti, lo Spid è disponibile in tre diversi livelli di identità e ad ognuno di questi è correlato un diverso sistema di sicurezza.

Nel dettaglio, nel primo livello per l’autenticazione è sufficiente inserire il proprio ID e la password (che va cambiata ogni sei mesi), mentre nel secondo si aggiunge una password aggiuntiva (di tipo one time). Nel terzo livello, previsto solo da chi richiede lo Spid con Aruba o Poste Italiane, invece è prevista l’aggiunta di una smart card, che in alcuni casi potrebbe essere proprio la Carta d’Identità elettronica.

Inoltre, lo Spid non fornisce le credenziali del cittadino, a meno che questo non ne dia il consenso esplicito.

A queste tutele si aggiunge quella per cui i gestori delle identità dovranno gestire le informazioni personali dell’utente rispettando i criteri di sicurezza decisi da Agid.

Spid, quali sono i vantaggi?

Come anticipato, questo permette di “ridurre i tempi di attesa per l’ottenimento di servizi e informazioni”, ma anche di dare più fiducia ai cittadini nei servizi Internet.
Inoltre, grazie allo Spid si cercherà di risolvere il problema criminale del furto d’identità. A questi vantaggi si aggiungono la riduzione dei costi “derivanti dalla possibilità di recuperare spazi fisici necessari per uffici, sportelli ed archivi” e degli impatti eco-ambientali “grazie alle minori esigenze di spostamenti.”.

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