Battuta d’arresto per l’S&P dopo un 2016 stellare. Le trimestrali non aiutano a trovare nuovi massimi. Si inizia già a parlare di bolla speculativa.
Analisi S&P 500: è lo stop della sua corsa? Individuiamo analisi e scenari futuri per l’indice di Wall Street che sembra voler arrestare il rialzo dopo aver segnato i massimi storici ad agosto.
Nemmeno la Brexit era riuscita a fermare la corsa dell’S&P 500 iniziata nei primi messi dell’anno. In soli tre giorni l’indice americano era riuscito a recuperare una giornata finita in tragedia.
Da un paio di mesi però i prezzi dell’indice di Wall Street si trovano in una fase di accumulo laterale e l’S&P 500 non sembra intenzionato a dare dimostrazione di forza per andare a cercare nuovi massimi.
Lo scenario politico incerto dato dalle elezioni USA 2016 ed i dati macro in linea con le attese continuano a mantenere l’S&P stabile, leggermente al di sopra dei 2100 punti.
S&P500: i massimi fanno paura. Possibili scenari futuri
L’S&P500 sembra voler frenare la sua corsa. L’indice non riesce ormai da più di un mese ad uscire dalla fase di accumulo laterale che vedi i prezzi oscillare tra i massimi assoluti posti in area 2190 ed il supporto posizionato a 2120 punti.
Nei giorni scorsi è stata violata per la prima volta la trendline ascendente partita dal doppio minimo di inizio anno e da cui è iniziata la rapida salita verso gli attuali prezzi. L’indice sembra non riuscire a trovare la forza per andare a testare nuovi massimi storici. Questa debolezza si deve sia allo scenario politico-economico in cui si trovano gli States, sia ai prezzi già troppo alti e probabilmente poco veritieri in cui si trova l’indice.
Dall’analisi grafica possiamo notare l’interessante supporto statico in area 2120 punti, già testato in più di un’occasione, ma mai violato con convinzione. Le media mobile a 20, 50 e 100 periodi sono leggermente al di sopra degli attuali prezzi, all’altezza della trendline ascendente appena violata al ribasso e su cui i prezzi hanno cercato senza successo un leggero pullback.
Ad oggi i prezzi, dopo il pullback fallito, stanno nuovamente puntando verso il supporto, la cui rottura sarebbe un forte segno di debolezza da parte dell’indice. Ultimo ostacolo, in caso di rottura al ribasso del supporto, sarà solo la media a 200 periodi.
S&P 500: corsa finita? L’impatto delle trimestrali di Wall Street
Apertura in calo per Wall Street quella di venerdì. S&P e Dow Jones perdono rispettivamente lo 0,25% e 0,50%, mentre è in leggero aumento il Nasdaq che registra un +0,13%.
In una giornata priva di spunti macro rilevanti l’attenzione degli operatori si concentra sui dati delle trimestrali americane. Le big company continuano a riportare in media dati leggermente superiori alle attese.
Utile in leggero calo per il colosso della ristorazione Mc Donald’s, con i ricavi che sono scesi del 2,9%, ma comunque oltre le previsioni degli analisti. In grande spolvero Microsoft con utili e ricavi ben oltre le previsioni e fa registrare un’ottima performance nel settore cloud. Ad accendere gli acquisti su Reynolds American è stata invece l’offerta non sollecitata presentata in mattinata da British American Tobacco, che porta il titolo a guadagnare il 15% nella giornata odierna.
Segni di debolezza invece da parte di Honeywell con dati che confermano la debolezza del settore aereo. Il gruppo ha comunque riportato dati in linea con le attese. Altra big che non riesce a brillare nonostante i dati positivi è General Electric.
L’andamento positivo della generazione di energia elettrica e energie rinnovabili hanno consentito alla società di annunciare un utile trimestrale in aumento, tuttavia la debolezza della crescita economica ha spinto GE a rivedere al ribasso le stime di ricavi ed utile.
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