Sondaggio: è giusto consentire dal 3 giugno spostamenti tra Regioni e viaggi all’estero

I risultati del sondaggio di Money.it sulla ripresa dal 3 giugno degli spostamenti tra le Regioni e verso l’estero: il 65% dei rispondenti si è detto favorevole a queste riaperture, soprattutto per dare una spinta al turismo.

Sondaggio: è giusto consentire dal 3 giugno spostamenti tra Regioni e viaggi all'estero

I lettori di Money.it sono favorevoli alla ripresa degli spostamenti, sia quelli tra le Regioni che da e verso l’estero. Questo è il risultato del sondaggio proposto in virtù delle riaperture, annunciate a partire dal prossimo 3 giugno dopo le settimane di lockdown a causa del coronavirus, sulle quali però ancora pende la spada di Damocle dei numeri relativi alla curva del contagio.

Sondaggio: spostamenti tra Regioni e viaggi all’estero, è giusto riaprire dal 3 giugno?

  • Sì, il turismo deve ripartire - 30,4%
  • No, bisogna riaprire solo le Regioni - 20,2%
  • Sì, l’emergenza è ormai finita - 19,6%
  • Sì, ma solo alcune Regioni - 15,0%
  • No, è ancora troppo pericoloso - 12,9%
  • No, bisogna riaprire solo i viaggi all’estero - 1,0%
  • Non so / Non risponde - 0,9%

Guardando l’esito del sondaggio, che ricordiamo non ha valore scientifico ma solamente indicativo visto che non è realizzato a campione, si capisce come i lettori di Money.it siano favorevoli a queste riaperture, soprattutto per ridare slancio al turismo anche se la paura per una seconda ondata di contagi sembrerebbe essere ancora alta.

Nell’ultimo DPCM varato dal premier Giuseppe Conte, è stato deciso di consentire l’ingresso in Italia ai cittadini stranieri provenienti dai Paesi dell’Unione Europea, dal Regno Unito, dalla Norvegia, da Andorra e dal Principato di Monaco, il tutto senza obbligo di quarantena.

Al tempo stesso, i cittadini italiani potranno recarsi all’estero in tutti quei Paesi che lo rendono possibile. Una mossa questa dettata dal bisogno di rilanciare il turismo, settore vitale per l’Italia e ora in forte crisi, anche se rimangono i dubbi sui rischi sanitari del fare entrare nel Bel Paese cittadini provenienti da Stati dove la curva del contagio da coronavirus è ancora alta.

Al tempo stesso sempre a partire dal 3 giugno, il governo ha dato il disco verde anche agli spostamenti liberi tra le Regioni. Una decisione questa che però diventerà operativa soltanto dopo che sarà effettuato il monitoraggio delle singole curve di contagio.

Dipenderà dalle condizioni della Regione” è stato il commento del ministro Francesco Boccia, con Palazzo Chigi che vuole verificare i primi dati inerenti alla Fase 2 per consentire poi gli spostamenti interregionali solo se saranno confermati i numeri positivi delle ultime settimane.

Un sondaggio sugli spostamenti tra Regioni e all’estero

Dopo che il coronavirus da inizio marzo ha iniziato a sconvolgere il mondo intero e non soltanto la Cina, la quasi totalità dei Paesi di tutti i continenti ha deciso di applicare un lockdown, più o meno soft, per cercare di contenere la pandemia in atto.

L’Italia così come diversi altri Paesi è entrata ora nella cosiddetta Fase 2, ovvero il momento in cui si riaprono tutte quelle attività precedentemente chiuse nonostante ancora il virus sia in circolo. La Fase 3, quella del ritorno a una piena normalità, ci sarà infatti soltanto quando arriverà il vaccino.

Un step fondamentale della Fase 2 in Italia sarà quello del 3 giugno. Scavalcato il ponte della Festa della Repubblica, nelle intenzioni del governo c’è la possibilità di tornare a consentire gli spostamenti tra le varie Regioni.

La norma è contenuta nell’ultimo DPCM, ma è strettamente legata al rispetto di diversi parametri in merito alla curva del contagio. “L’ipotesi di programmare le riaperture interregionali dal 3 giugno è stata ufficializzata - ha spiegato Boccia - ma a condizione che si rispettino i dati del monitoraggio. Se una Regione è ad alto rischio, è evidente che non può partecipare alla mobilità interregionale”.

Se è una Regione a basso rischio - ha poi continuato il ministro - probabilmente sarà consentito lo spostamento dal 3 giugno. Un sistema di monitoraggio ci consente di sapere se una Regione è a basso, medio o alto rischio. Se una Regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre Regioni, ma speriamo non sia così”.

La data da cerchiare con il circoletto rosso a riguardo sarà quella di venerdì 29 maggio, giorno in cui verranno resi noti i dati del monitoraggio: se i numeri saranno positivi allora ci sarà un via libera generale, altrimenti alcune Regioni rischiano di rimanere chiuse.

Sempre nel DPCM è stata decisa anche la riapertura dei confini. Dal 3 giugno potranno entrare in Italia senza obbligo di quarantena i cittadini provenienti dall’Unione Europea e dal Regno Unito.

Al tempo stesso gli italiani potranno tornare a viaggiare in quei Paesi che lo consentiranno, visto che diverse nazioni al momento stanno tenendo i loro confini chiusi a chi proviene dall’Italia.

Lo scopo di questo sondaggio era di capire se, con l’emergenza coronavirus che ancora non è per nulla superata, queste riaperture siano una mossa giusta oppure se ancora sono alti i rischi di un riacutizzarsi della crisi sanitaria, con i lettori che in qualche modo hanno espresso una certa fiducia verso questo ulteriore step della Fase 2.

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