Risultati sondaggio: DPCM, è sbagliato penalizzare i lavoratori per tutelare la salute

I risultati del sondaggio di Money.it: dopo l’ultimo DPCM firmato dal premier Conte, per il 62% dei rispondenti è sbagliato penalizzare alcune categorie di lavoratori per tutelare la salute in questa seconda ondata del coronavirus.

Risultati sondaggio: DPCM, è sbagliato penalizzare i lavoratori per tutelare la salute

In questo momento penalizzare alcuni lavoratori per tutelare la salute è sbagliato. Questo è il risultato del sondaggio di Money.it, condotto dopo la firma del premier Giuseppe Conte dell’ultimo DPCM che ha introdotto nuove misure restrittive allo scopo di fronteggiare l’aumento dei contagi da coronavirus.

Sondaggio: nuovo DPCM, è giusto penalizzare i lavoratori per tutelare la salute?

Stando al sondaggio, che ricordiamo non ha valore scientifico ma solamente indicativo non essendo realizzato a campione, per il 62% dei rispondenti è sbagliato penalizzare i lavoratori a fronte di un 34% che, invece, mette al primo posto la tutela della salute.

Con il riacutizzarsi dell’emergenza coronavirus, anche in Italia torna tristemente d’attualità il dilemma che ha caratterizzato la prima ondata: è giusto penalizzare interi settori del tessuto economico per cercare di tutelare al meglio la salute dei cittadini?

Con la curva epidemiologica in costante crescita, negli ultimi giorni sono stati battuti in Italia record su record per quanto riguarda i nuovi contagi, il governo ha deciso di chiudere piscine, palestre, cinema e teatri, mentre bar e ristoranti dovranno abbassare le proprie serrande alle ore 18.

Misure queste sofferte ma che hanno la mission di stoppare la diffusione del virus prima che il nostro sistema sanitario possa entrare in crisi: un mese di sacrifici per evitare lo spettro di un nuovo lockdown nazionale.

Non sono mancate però le critiche a questo DPCM: anche all’interno della stessa maggioranza, i renziani hanno proposto il modello Alto Adige per non penalizzare troppo esercenti e lavoratori: cinema e teatri aperti, bar chiusi alle 20 e i ristoranti alle 22.

Un sondaggio sul nuovo DPCM

Visto l’aumento delle tensioni nel Paese, con il concreto pericolo che possano sfociare in autentiche rivolte, Giuseppe Conte ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta pubblicata dal Fatto Quotidiano.

Ora è il momento di mettere il Paese in sicurezza, evitando la diffusione del contagio e il rischio di non riuscire a garantire cure e ricoveri adeguati e di non riuscire a preservare il tessuto economico e produttivo. Siamo tutti pienamente consapevoli delle ricadute economiche di queste misure, delle difficoltà a cui molti cittadini italiani vanno incontro, penso a chi lavora nel settore della ristorazione, del turismo, dello spettacolo, della cultura, delle palestre e di tutti i settori connessi.

Furioso con il nuovo DPCM è invece Matteo Salvini, con il leader della Lega che ha annunciato un ricorso al Tar spalleggiato dai governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Sardegna e Molise.

Tornano così d’attualità le parole pronunciate da Matteo Renzi durante la prima ondata “non dobbiamo morire di Covid, ma non possiamo morire di fame”, con il direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli che di recente invece ha ribaltato il concetto “non vedo morti di fame per le strade, ma morti di malattia negli ospedali”.

Guardando i risultati del sondaggio, emerge come per i lettori di Money.it in questo momento in Italia sarebbe una mossa sbagliata penalizzare alcuni lavoratori per motivi di tutela della salute.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO

2017 voti

VOTA ORA