È possibile ottenere un risarcimento per i pedaggi autostradali pagati negli anni? Secondo Altroconsumo sì.

Il 21 giugno 2021 Altroconsumo ha pubblicato la propria inchiesta sulle condizioni delle autostrade d’Italia. Secondo l’organizzazione indipendente dei consumatori la viabilità sulle autostrade da Nord a Sud è talmente compromessa da permettere una class action contro Autostrade per l’Italia.

La proposta di Altroconsumo è di richiedere un risarcimento per i pedaggi autostradali, per un valore di 220 euro, per tutti gli automobilisti che hanno attraversato le strade d’Italia nell’ultimo decennio.

Le condizioni economiche di un Paese si notano prima di tutto dalle strade che l’attraversano. In Italia la prospettiva non è quindi delle migliori. Come denuncia Altroconsumo, ogni 18 km c’è un cantiere stradale aperto, con tutti i relativi disagi che questo comporta.

In un viaggio di 1.500 km lungo il Paese Beba Minna, autrice dell’inchiesta, dichiara di aver incontrato 80 cantieri aperti.

Non è solo una questione di tempo perso per via dei rallentamenti e delle code; dietro la class action di Altroconsumo c’è anche la richiesta di strade più sicure. Durante i cantieri infatti le corsie di emergenza vengono utilizzate per far scorrere la fila, il che non permette di fermarsi in caso di bisogno. Infine la richiesta di risarcimento nascerebbe dalla necessità di far notare ai dirigenti Autostrade che non si può chiedere solo l’aumento dei pedaggi senza investire nelle autostrade.

Il momento giusto per una class action sembra essere questo, prima che il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture decida sulle nuove proposte tariffarie.

Il contenuto dell’inchiesta per chiedere il risarcimento dei pedaggi autostradali

Questo è uno di quei momenti nei quali l’ormai abusata frase di Totò è perfetta per introdurre un argomentazione più che mai valida: “e io pago!”.

Dal 2009 al 2018 il costo dei pedaggi è aumentato del 20%, ma gli investimenti previsti per il miglioramento delle condizioni delle strade e dei servizi è stato dimezzato. Dopo anni d’incuria, scrive Altroconsumo, da due anni a questa parte Autostrade per l’Italia ha tentato di recuperare gli investimenti non fatti nel decennio precedente e ha aperto più cantieri di quanto il flusso di auto in transito gli permetta.

Il pedaggio autostradale nel frattempo continua a salire; solo nel 2021 è stato approvato un aumento del 2% su 4 delle maggiori arterie di traffico, ma i disagi sono sempre gli stessi. In particolare, risultano tra le peggiori d’Italia le autostrade di:

  • Ancora-Pescata, 19 cantieri su 160 km;
  • Milano-Bologna, 11 cantieri su 190 km;
  • La Spezia-Genova, 14 cantieri su 90 km.

La proposta di risarcimento: doverosa e necessaria

Altroconsumo conta quasi un milione di utenti, consumatori che ogni giorno denunciano una mancata regolarità nei servizi di ogni genere. Questo caso specifico sembra colpire un po’ tutti.

Se è vero che le autostrade sono in queste condizioni, e non ci sono motivi per dubitarne, allora anche questa estate dovremo ascoltare migliaia di lamentate in televisione e non sui possibili rallentamenti, ritardi e disagi di chi giustamente viaggia per lavoro o per piacere.

Con una mossa che punta a far reagire la politica, Altroconsumo propone una class actin prima della fine di luglio, quando i concessionari dovranno presentare al Ministero dei Trasporti le nuove proposte di tariffe. Nella proposta di risarcimento si legge:

per chiedere giustizia e un risarcimento per gli anni di inefficienza, per la mancata manutenzione obbligatoria e la conseguente riduzione della qualità del servizio reso, a fronte di un aumento dei pedaggi e dei disagi alla circolazione subiti dai consumatori.

Per questi motivi Altroconsumo chiede un risarcimento per i pedaggi autostradali per un valore di 220 euro ad automobilista. Il calcolo è stato effettuato prendendo in considerazione i costi medi di una famiglia, circa 88 euro all’anno, moltiplicati per 10 anni d’incuria: il totale sarebbe 880 euro, ma è stato chiesto il 25% dell’importo come risarcimento.

Per firmare la petizione potete visitare il sito di Altroconsimo a questo link.