Rinnovo contratto statali, novità: altre risorse in manovra, cosa cambia per gli stipendi

Rinnovo del contratto dipendenti pubblici: più risorse con la Legge di Bilancio, ma siamo lontani dalle richieste dei sindacati.

Rinnovo contratto statali, novità: altre risorse in manovra, cosa cambia per gli stipendi

Rinnovo contratto pubblico impiego: mentre il comparto Difesa e Sicurezza di lamenta per il mancato riconoscimento della specificità, la maggioranza discute della possibilità di aumentare la dote a disposizione in occasione della prossima Legge di Bilancio.

Come noto, infatti, entro il prossimo anno bisognerà trovare la quadra per il rinnovo del contratto del pubblico impiego per il triennio 2019-2021. Per alcuni comparti, come appunto quelli di Difesa e Sicurezza, la concertazione è già partita, ma i sindacati chiedono maggiori risorse per poter riconoscere un cospicuo aumento di stipendio per i dipendenti pubblici.

Ricordiamo che con l’ultimo rinnovo - che ha interessato il triennio 2016-2018 dopo anni di blocco contrattuale - è stato riconosciuto ai dipendenti pubblici un aumento medio e lordo di 85 euro al mese, una cifra che i sindacati hanno ritenuto insufficiente per valorizzare alcune categorie professionali, come ad esempio gli insegnanti.

Per questo motivo si sta chiedendo con una certa insistenza l’aumento delle risorse a disposizione per il prossimo rinnovo, con il Governo che potrebbe intervenire con la Legge di Bilancio per il 2021.

A tal proposito, la maggioranza - che in questi giorni sta definendo le misure da finanziare con la manovra per il prossimo anno - sta prendendo in seria considerazione l’opportunità di mettere mano, ancora una volta, alle risorse per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Tuttavia, come anticipato da Il Messaggero, la cifra su cui sta ragionando il Governo è molto lontana dalla richiesta dei sindacati e per questo motivo l’impatto sullo stipendio sarebbe minimo.

Rinnovo del contratto: aumentano le risorse, ma non abbastanza

Il Governo in questi giorni sta avendo vari confronti con i capi delegazione dei partiti che lo sostengono per provare a trovare un accordo riguardo alle misure che dovranno essere finanziate con la prossima Legge di Bilancio, per quella che dovrebbe essere una manovra da circa 40 miliardi di euro.

Tra le proposte c’è quella di destinare una minima parte di queste risorse al rinnovo del contratto del pubblico impiego, per il quale la dote attualmente a disposizione è di 3,2 miliardi di euro, una cifra tale che potrebbe garantire un aumento di circa 95,00€ medi e lordi.

A tal proposito, da tempo i sindacati chiedono di stanziare almeno altri 2 miliardi di euro per il rinnovo del contratto. Tuttavia, la cifra su cui sta riflettendo il Governo è molto lontana dalla loro richiesta, in quanto si parla di appena 500 milioni di euro.

Una concessione minima che non servirebbe per andare oltre i 100 euro di aumento come richiesto dai sindacati ma che - come fa sapere Il Messaggero - potrebbe rappresentare il passaggio necessario quantomeno per avviare il tavolo delle trattative.

Anche perché, bisogna ricordare che una buona parte dei 3,175 miliardi oggi a disposizione - che potrebbero arrivare a 3,675 nel caso fosse confermato l’aumento di risorse con la manovra finanziaria - serviranno anche per confermare l’elemento perequativo introdotto dal precedente rinnovo di contratto per garantire un aumento cospicuo anche ai redditi bassi, i quali senza questo non sarebbero arrivati neppure agli 85,00 medi e lordi promessi dall’accordo raggiunto tra Aran e sindacati.

Un elemento di circa 20 euro su cui si concentra una buona fetta delle risorse a disposizione e che per questo motivo potrebbe frenare le ambizioni dei sindacati - e dei dipendenti pubblici - riguardo al riconoscimento di un aumento di stipendio a tre cifre con il prossimo rinnovo contrattuale.

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