Rinnovo CCNL lavoratori agricoli: tutte le novità previste dal contratto

Finalmente è stato raggiunto un accordo tra la parte sociale e quella datoriale per il rinnovo del contratto dei lavoratori agricoli: previste tante novità e aumenti stipendiali già dal 1° luglio.

Rinnovo CCNL lavoratori agricoli: tutte le novità previste dal contratto

Rinnovato il CCNL 2018-2021 per i lavoratori agricoli: è stata finalmente raggiunta un’intesa tra i datori di lavoro e i rappresentanti delle parti sociali che prenderà il via a partire dal 1° luglio 2018 con un aumento salariale dell’1,7% e che coinvolgerà 1,2 milioni di lavoratori di questo settore.

L’accordo è stato raggiunto dopo diversi mesi di negoziati durante i quali è stato necessario anche scongiurare uno sciopero sindacale; alla fine delle trattative le associazioni di categoria e la parte datoriale hanno trovato un’intesa sui principali punti da inserire all’interno del rinnovato CCNL degli operai agricoli e florovivaisti la cui data di scadenza risale allo scorso 31 dicembre.

Vediamo quali sono le maggiori novità previste dal contratto che entrerà in vigore tra pochi giorni.

Rinnovo CCNL

I lavoratori interessati dal rinnovo contrattuale sono circa 1,2 milioni e le imprese coinvolte circa 200.000 tra quelle facenti parte del settore tra il 2018 e il 2021.

Previsti aumenti dello stipendio a livello contrattuale già dal 1° luglio 2018 per una crescita intorno all’1,7% per ciascun livello professionale stabilito nei contratti provinciali e all’1,2% a partire dal 1° aprile 2019.

Il primo dei due aumenti previsti è anche finalizzato a ripagare i lavoratori degli effetti negativi subiti dal periodo di carenza contrattuale. La Coldiretti si è espressa in merito al rinnovo dichiarandosi entusiasta delle novità apportate al nuovo CCNL:

I punti di forza di questo rinnovo sono stati una particolare attenzione alle imprese e gruppi di imprese plurilocalizzate in più province e regioni che potranno finalmente contare su un unico strumento contrattuale aziendale anziché dover applicare una pluralità di contratti provinciali e una maggiore flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro raggiunto anche con l’allargamento delle causali che consentono l’interruzione della prestazione giornaliera estendendole a quelle relative a cause tecniche ed organizzative e non solo alla forza maggiore”.

Nuove indennità

Ma le novità non finiscono qui: il nuovo contratto prevede infatti anche un rafforzamento della posizione dell’EBAN, Ente Bilaterale Agricolo Nazionale, che si occupa di tutelare il welfare (ossia lo stato di benessere) degli operai agricoli.

D’ora in poi l’EBAN potrà richiedere al Comitato di Gestione di valutare la sostenibilità finanziaria per le seguenti prestazioni:

  • una indennità economica agli operai agricoli a tempo indeterminato licenziati nell’ultimo quadrimestre dell’anno solare pari al 30% del minimo retributivo della II area per 3 mensilità;
  • una indennità in favore del genitore lavoratore o lavoratrice dipendente con contratto a tempo indeterminato che usufruisce del congedo parentale, pari al 40% del minimo retributivo della II arca per un massimo di 6 mensilità;
  • un assegno di solidarietà in favore degli operai a tempo indeterminato affetti da patologie oncologiche pari all’80% del minimo retributivo della II area per un massimo di 6 mensilità;
  • una indennità in favore delle donne lavoratrici con contratto a tempo indeterminato vittime di violenza di genere, pari al 100% del minimo retributivo della II area per un massimo di 2 mesi.

Tutte queste indennità richieste dall’EBAN, sempre restando fermi i limiti dei fondi stanziati annualmente con delibera del Comitato di Gestione, possono essere riconosciute ai soli dipendenti delle imprese iscritte all’Ente che siano in regola con il versamento dei contributi.

Orario di lavoro

Infine il contratto stabilisce la durata minima di ogni prestazione effettuata all’interno del comparto:

  • 24 ore per prestazioni settimanali;
  • 72 ore per prestazioni mensili;
  • 500 ore per prestazioni annuali.

Per ogni ora di lavoro prestata è prevista una maggiorazione del 15%. In caso di variazione dell’orario, questa deve essere comunicata dal datore di lavoro almeno 3 giorni prima della prestazione; è prevista un’elasticità nei casi di emergenza per i quali è sufficiente un preavviso di 2 giorni. All’operaio spetta inoltre un permesso retribuito di 15 giorni in caso di matrimonio.

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