Riforma pensioni, si va verso Quota 100 e Quota 41,5? Le ultime novità

Si accende il dibattito sulla riforma delle pensioni: probabile la strada che porta a Quota 100 e a Quota 41,5? Ecco le ultime novità.

Riforma pensioni, si va verso Quota 100 e Quota 41,5? Le ultime novità

Con la ripresa dei lavori parlamentari, in vista dell’approvazione della Legge di Bilancio, si è riaccesa la discussione sulla riforma delle pensioni, uno dei punti cardine dei programmi elettorali di entrambe le forze politiche attualmente al Governo.

Che la riforma delle pensioni si farà non è mai stato messo in discussione nè dalla Lega nè dal M5S, resta però da capire quale sarà la strada che deciderà di intraprendere in concreto l’esecutivo.

Sempre più certa sembra essere la Quota 100, al centro dell’attenzione sul fronte previdenziale già da molte settimane, che non mette però d’accordo tutti: proprio per andare incontro alle esigenze di chi ha iniziato a lavorare molto presto e si ritrova quindi ad avere molti anni di contributi ma un’età anagrafica bassa, il Governo starebbe pensando all’ipotesi di affiancare alla Quota 100 anche una Quota 41,5.

Ecco le ultime novità in proposito.

Quota 100 a 62 anni e quota 41,5

La riforma delle pensioni che verrà inserita all’interno della prossima Legge di Bilancio potrebbe essere all’insegna della Quota 100 e della Quota 41.

A ribadirlo è stato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha ipotizzato delle possibili soluzioni per andare incontro alle esigenze dei lavoratori che stanno aspettando risposte dal Governo.

La Quota 100, secondo quanto ribadito da Salvini, si farà e con paletti che non siano troppo restrittivi per chi desidera accedervi: l’età minima per usufruirne, infatti, dovrebbe essere abbassata a 62 anni.

Resta aperto il problema dei lavoratori precoci, ossia di coloro che hanno iniziato presto a lavorare e si ritrovano quindi con molti anni di contributi versati alle spalle ma un’età anagrafica troppo bassa per accedere alla pensione. Se la strada della Quota 41 per i precoci sembrava svanita, Salvini ha invece riacceso le speranze: quella proposta dal Ministro dell’Interno, infatti, è una Quota 41,5 che consentirebbe a chiunque abbia raggiunto i 41 anni e 6 mesi di contributi di accedere alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica.

L’opinione dei sindacati

Sulla ricetta del Governo per la prossima riforma previdenziale i sindacati si trovano attualmente spaccati.
Annamaria Furlan, segretaria della Cisl, ha accolto positivamente l’apertura del Governo sul fronte previdenziale ritenendo la proposta di Salvini

“una buona base di confronto”

. La Furlan ha poi ricordato come la Cisl abbia

"già parzialmente modificato alcune strutture della Legge Fornero attraverso l’Ape sociale, ma credo ci sia molto lavoro da fare, è un’ottima base di discussione. L’importante è avere un confronto”.

Diversa è invece la posizione di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che non vede la Quota 100 come possibile soluzione alla Legge Fornero.
Per Camusso, infatti, la Legge Fornero

“è profondamente ingiusta, ma questo andare verso quota 100 è fortemente limitante, penalizza il Sud e non dà risposte ai giovani”.

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