Riforma pensioni, novità: 20 anni di prestito per la pensione anticipata, ecco come funziona l’Ape

La riforma delle pensioni è stata discussa ieri tra parti sociali e Governo e le novità dell’incontro sembrano essere incoraggianti. Cosa è stato deciso per il pensionamento anticipato? Vediamo le novità sulla riforma delle pensioni.

La riforma delle pensioni 2016 è arrivata ormai ad un punto di snodo e viene presentato il piano Ape dal Governo. La riforma è stata discussa nella giornata di ieri con i sindacati e si è parlato a lungo sulle mosse migliori da attuare. Al Dicastero del welfare nella riunione erano presenti i segretari dei vari sindacati, il Ministro Poletti e anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Tommaso Nannicini.

Da tempo si attendeva questo incontro per la discussione della riforma delle pensioni e le decisioni prese riguardo alle pensioni anticipate farebbero ben sperare i lavoratori penalizzati dalla Riforma Fornero. Dall’incontro di ieri tra sindacati e Governo infatti le novità sembrano rassicuranti, tanto che non si parla più di un prestito per il piano Ape, ma di un ammortizzamento ventennale. Chi vorrà anticipare la pensione avrà accesso a delle agevolazioni e potrà accedere ad un piano di aiuti nel caso in cui lo stipendio non fosse alto.

Il primo tavolo tra Governo e parti sociali non aveva portato a grandi decisioni, ma aveva gettato le basi per un successivo incontro. La riunione di ieri ha invece portato al centro del dibattito il piano del pensionamento anticipato, la necessità delle agevolazioni per i salari più bassi e le questioni più spinose della riforma delle pensioni.

Le decisioni prese dopo l’incontro fanno ben sperare i lavoratori che vorrebbero usufruire della flessibilità in uscita e del piano previsto dal Governo per il pensionamento anticipato. Cosa cambia per la riforma delle pensioni dopo la giornata di ieri? Quali sono le novità? Vediamo insieme cosa si è deciso al tavolo delle trattative e cosa potrebbe cambiare per il piano di pensionamento anticipato.

Riforma pensioni, novità: come funzionerà il piano Ape?

Tutti i nodi della riforma delle pensioni sono stati trattati ieri e al centro delle discussioni si è trovato il piano Ape. Il progetto del Governo per il pensionamento anticipato prevede infatti un prestito da parte di banche e assicurazioni, dal momento che servono 10 miliardi l’anno. Lo Stato al momento non può pagare tanto e di conseguenza si affiderà a banche e assicurazioni.

Tommaso Nannicini ha ribadito l’impossibilità per lo Stato di sostenere la flessibilità in uscita senza un aiuto da parte di terzi e l’impossibilità di attuare il piano senza prestito delle banche. Ai sindacati Nannicini ha spiegato che non si dovrà pensare ad un vero e proprio prestito per il piano Ape, ma ad una «rata di ammortamento». Ossia una rata molto simile a quella che si deve pagare quando si accende un mutuo.

Il piano Ape hanno spiegato i rappresentanti del Governo funzionerà nel seguente modo: la banca presterà al lavoratore la parte di soldi che gli servono per anticipare l’età della pensione, in modo da pagare quanto serve per arrivare ai requisiti della pensione di vecchiaia. La somma non verrà tolta al lavoratore con una decurtazione dell’assegno pensionistico, ma ammortizzata nel tempo (fino ad un massimo di 20 anni).

Sono stati previsti degli ammortizzatori e delle detrazioni fiscali per coloro che hanno stipendi più bassi. In questo modo tutti potranno accedere al piano Ape. Le pratiche verranno svolte dall’Inps, che sarà il tramite tra le banche e le assicurazioni che erogheranno il prestito al lavoratore.

Riforma pensioni, novità: quali sono le decurtazioni sull’assegno pensionistico?

Il problema però rimane: con il piano Ape i lavoratori possono perdere fino al 15% della pensione piena potenziale. Una diminuzione davvero eccessiva per anticipare l’uscita dal lavoro di soli 3 anni. Il Governo ha però previsto delle diminuzioni per coloro che hanno avuto lunghi periodi di disoccupazione o lavoratori con uno stipendio molto basso. In questi casi problematici le decurtazioni potrebbero essere addirittura azzerate.

Per i lavoratori con problemi di questo tipo infatti il Governo ha previsto dei piani di agevolazioni fiscali che porteranno ad annullare le decurtazioni, in modo che tutti possano usufruire della flessibilità in uscita. In questi casi sarà lo Stato a farsi carico le debito con le banche che hanno anticipato i finanziamenti.

Il prestito emesso dalle banche, specificano Nannicini e Poletti, sarà garantito mediante assicurazione sui rischi, ma senza garanzia reale (come ad esempio la casa). Il piano Ape inizierà dal 2017 (non da giugno 2016 come era stato annunciato in precedenza) e coinvolgerà i lavoratori 1951, 1952 e 1953. Il piano sarà sperimentale per questo primo anno e dal 2018 coinvolgerà anche la classe 1954, fino ad arrivare al 2019, anno in cui diventerà permanente.

I lavoratori coinvolti nel piano Ape dovrebbero essere 30/40 mila l’anno e in questo modo si riuscirebbe a sbloccare la situazione lavorativa in Italia. Grazie al coinvolgimento di banche e istituti assicurativi infatti il piano di pensionamento anticipato potrà essere esteso a molti più soggetti di quanto non si potrebbe fare solamente con il contributo statale.

Riforma pensioni, novità: l’opinione dei sindacati

Le parti sociali, anche nell’incontro scorso con il Governo, avevano mostrato la loro disponibilità e avevano messo in luce la differente prospettiva delle trattative, che dopo tanto tempo sembravano aperte ad un dialogo. Anche nell’incontro di ieri la situazione rilassate e la possibilità di avanzare proposte hanno posto un clima di disponibilità, che i sindacati hanno apprezzato.

Susanna Camusso ha affermato: “c’è qualche novità positiva e la disponibilità del governo a entrare nel merito dei vari aspetti”, quindi un parere positivo sulle trattative. Della stessa opinione sono anche i commenti degli altri segretari.Annamaria Furlan ha dichiarato “il clima è cambiato, si è attivato un confronto vero”, un clima differente che si era fatto notare già nell’incontro precedente.

Riforma pensioni, novità: di cosa non si è trattato?

Sebbene siano stati chiariti dei punti sul piano del pensionamento anticipato, tanti altri temi non sono stati presi in esame. Tra questi c’è l’Opzione donna, che al momento non prevede proroghe e che potrebbe essere soppressa a causa dell’entrata in vigore dell’Ape.

Tra i nodi da sciogliere rimangono ancora in che modo verrà restituito il prestito, dal momento che le indicazione al momento sono state abbastanza vaghe e i lavoratori non riescono a capire quali tassi di interesse dovranno affrontare per la flessibilità in uscita.
Nulla di nuovo neanche sul piano dei lavori usuranti per i quali il sindacato aveva promesso battaglia, ma alla fine non sembrano esser stati menzionati nella riunione di ieri.

Altro grande assente nelle discussioni di ieri è il piano Rita, che non sembra essere rientrato nelle discussioni. Un altro incontro è previsto per il 23 giugno e forse in questo momento verranno chiariti gli ultimi punti oscuri della riforma pensionistica del 2016.

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