Riforma PA, Decreto crescita: bonus per acquisto macchinari, credito di imposta, taglio bollette. Ecco le norme a favore delle Pmi

La riforma della Pa porta con sé un decreto per la crescita e competitività delle piccole e medie imprese. Molti gli interventi a loro favore, ecco quali sono

E’ finalmente arrivato in Gazzetta Ufficiale il decreto per la riforma della Pubblica amministrazione. Il Presidente della Repubblica ha firmato ieri sera un decreto legge molto diverso rispetto a quello licenziato dal Consiglio dei Ministri il 13 giugno e suddiviso in due diversi testi: uno legata alla riforma della Pubblica amministrazione con interventi sulla mobilità, il turn over, il trattenimento in servizio e per la semplificazione; l’altro con norme a favore delle piccole e medie imprese. Nel secondo decreto, alcuni importanti provvedimenti cambiano il sistema degli appalti per i lavori pubblici, leggi anche: Riforma PA: lotta alla corruzione. Ecco come cambiano le norme su appalti e lavori pubblici

Vediamo quali interventi sono stati pensati dal governo per la crescita e il sostegno delle Pmi.

Ridotti del 50% oneri camerali
Dal 2015, e non da quest’anno come inizialmente proposto, scatterà la riduzione del 50% degli oneri camerali, ovvero il contributo annuale chiesto alle imprese per l’iscrizione alle Camere di commercio. Dal prossimo anno si prevede quindi un risparmio per le aziende iscritte nel Registro delle imprese, quantificabile complessivamente in circa 400 milioni di euro circa.

Semplificazione: modelli unici
Entro il 31 ottobre 2014 il Consiglio dei Ministri dovrà adottare l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017. All’interno del progetto di semplificazione rientra anche il progetto di adozione di una modulistica unificata e standardizzata su tutto il territorio nazionale per la presentazione alle Regioni e agli enti locali di istanze, dichiarazioni e segnalazioni per edilizia e attività produttive. Un passo in questa direzione è già stato fatto dal governo che, grazie all’accordo Italia semplice, ha adottato un modello unificato per SCIA e permesso di costruire (scarica qui il PDF).

ACE
L’ACE è l’Aiuto per la crescita economica varato dal governo Monti per incentivare la patrimonializzazione delle imprese. Con la riforma della Pa e il decreto per la crescita si amplia il campo d’azione dell’ACE. In sostanza, «a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, i soggetti Irpef e Ires potranno fruire di un credito di imposta commisurato all’eccedenza del rendimento nozionale non utilizzato nel periodo di imposta per incapienza del reddito complessivo netto». Nel caso di soggetti incapienti Ires, l’aiuto potrà essere trasformato in un credito di imposta sull’Irap da utilizzare in 5 anni.

Super ACE
L’ACE ha un suo formato maxi per la aziende che decidono di quotarsi in borsa. Si chiama Super ACE e prevede «per tre periodi d’imposta una maggiorazione del 40% della variazione in aumento del capitale per le società ammesse alla quotazione». La maggiorazione quindi è valida per l’anno in cui si effettua la quotazione e i due anni successivi. Per la copertura è probabile che scatti l’aumento delle accise sulla benzina a partire dal 2019.

Bonus per l’acquisto di macchinari
Uno dei provvedimento più attesi e con maggior impatto sul lavoro delle Pmi è quello che introduce bonus per l’acquisto di macchinari. Il decreto crescita infatti prevede un credito d’imposta del 15% per gli investimenti delle imprese in macchinari. L’acquisto dei macchinari dovrà avvenire entro il 30 giugno 2015, mentre si potrà usufruire del beneficio in compensazione a partire dal 2016 e in tre quote annuali.

Taglio bolletta
Altra notizia positiva per le Pmi: il taglio del 10% delle bolletta energetica. Per finanziare il taglio della bolletta per le piccole e medie imprese il decreto prevede il ritorno dello slittamento dei rimborsi agli impianti fotovoltaici sopra i 200 chilowatt con una riduzione progressiva del 20%.

Credito alternativo alle banche
Il decreto crescita ha l’obiettivo di superare il monopolio delle banche della distribuzione di credito alle pmi. Il decreto apre anche alla partecipazione di assicurazioni, fondi pensione, fondi di credito e società di cartolarizzazioni. Le assicurazioni avranno la facoltà di erogare credito, esclusivamente alle imprese, secondo regole che il governo stabilirà in accordo con le autorità di vigilanza, Ivass e Banca d’Italia.

Anche le società di cartolarizzazione da oggi possono concedere finanziamenti alle imprese, nel rispetto di condizioni simili a quelle previste per le compagnie di assicurazione che consentono alle società di cartolarizzazione di agire come mini fondi di credito.

Emissione obbligazioni
Il decreto crescita rimuove i vincoli fiscali necessari ad agevolare l’accesso al mercato dei capitali per incentivare le pmi all’emissione dei corporate bond. La riforma cancella anche due articoli del codice civile, il 2412 e il 2413, per aiutare Spa e Srl interessate all’emissione di titoli obbligazionari.

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Argomenti:

Italia PMI

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