Rientro in classe: test sierologici per insegnanti e ATA?

Test sierologici per insegnanti e ATA in vista del ritorno in classe? Il Parlamento dà precise indicazioni al MIUR.

Rientro in classe: test sierologici per insegnanti e ATA?

Rientro in classe a settembre, ultime novità: ci sono buone probabilità che in vista della riapertura delle scuole gli insegnanti, il personale ATA e i Dirigenti Scolastici, dovranno sottoporsi al test sierologico per verificare se sono venuti a contatto con il coronavirus.

In queste ore, infatti, è stata approvata alla Camera una risoluzione - rappresentativa di tutta la maggioranza - che detta alcune indicazioni sul rientro in classe a settembre, prevedendo anche che il personale scolastico venga sottoposto ai test sierologici per verificare l’esistenza di anticorpi da COVID-19 (in quel caso significherebbe che si è stati contagiati dal coronavirus).

Una novità che potrebbe aggiungersi alle linee guida per la riapertura delle scuole che il Ministero dell’Istruzione presenterà la prossima settimana. Ma non è detto sia così: ricordiamo, infatti, che la risoluzione è uno degli atti con cui il Parlamento indirizza il Governo, ma che ha un valore meramente procedurale in quanto non è vincolante.

Vedremo quindi se la Azzolina seguirà le indicazioni contenute nella risoluzione, compresa quella che obbligherebbe insegnanti e ATA a sottoporsi al test da COVID-19.

Test sierologici per il personale della scuola: come funziona?

Dal 1° settembre le scuole potrebbero riaprire: si partirà con un piano pedagogico nazionale per il recupero del debito formativo accumulato negli ultimi mesi da tutti gli studenti, nonché per colmare alcune lacune del programma.

Il rientro in classe dovrà avvenire nella massima sicurezza; a tal proposito, secondo i deputati firmatari della risoluzione* oltre alla sanificazione di tutti i locali bisognerà anche prevedere test sierologici per tutto il personale scolastico.

L’esame del sangue è il primo passo per verificare se la persona è venuta a contatto con il coronavirus; con questo, infatti, si va ad individuare la presenza di anticorpi IgG che si rintracciano nel sangue dopo un paio di settimane dal contatto con il virus. Il test si effettua nei laboratori analisi e generalmente ha un costo di 15,23€, mentre ovviamente sarebbe gratuito per il personale della scuola qualora l’indicazione contenuta nella risoluzione venisse accolta dal MIUR.

In caso di risposta negativa vorrà dire che l’organismo non è venuto a contatto con il virus SARS-CoV-2; in caso di risposta positiva al test sierologico sarà invece necessario effettuare un tampone naso/orofaringeo per scoprire se l’infezione è attiva ovvero se si è a rischio di essere contagiosi.

*Fusacchia (+Europa), Lattanzio (M5s), Quartapelle (Pd), Muroni (Leu), Palazzotto (Leu), Toccafondi (Civica popolare), De Giorgi (Pd), Fioramonti (ex M5s), Ruocco (M5s), Siani (Pd), Magi (+Europa), Nitti (ex M5s), Prestipino (Pd), Carbonaro (M5s), Frate (ex M5s), Gribaudo (Pd), Rizzo Nervo (Pd), Schirò (Pd), Siragusa (Pd), Ungaro (Iv), Villani (M5s)

Rientro in classe a settembre: le altre indicazioni della risoluzione

Oltre a chiedere che per il personale della scuola i test sierologici siano necessari ai fini del ritorno in classe, i deputati firmatari della risoluzione suggeriscono di prevedere una riserva del 15% di tutti i finanziamenti pubblici, e del 20% di quelli europei, da destinare alla scuola.

Rientrare in sicurezza sarà importante, ma è assolutamente necessario riportare gli studenti a scuola; “deve essere la priorità di tutto il governo e il parlamento, non solo del ministero dell’Istruzione e della Commissione Cultura.” Per questo motivo è necessario utilizzare “tutto il mese di settembre e per tutti gli studenti”, con l’obiettivo di costruire una scuola “inclusiva, resiliente, capace di valorizzare il meglio dell’innovazione didattica e digitale recuperando la socialità e la compresenza, e che dal primo settembre sia all’altezza della sfida che abbiamo di fronte”.

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