Ricercatori BCE: qualcuno sa in anticipo i dati macro USA, evidenze di insider trading

Redazione

02/05/2016

I ricercatori della BCE puntano il dito contro futures su Wall Street e mercato obbligazionario USA: ci sono evidenze di insider trading sull’uscita dei dati macro.

Ricercatori BCE: qualcuno sa in anticipo i dati macro USA, evidenze di insider trading

La BCE entra a gamba tesa sui mercati americani: l’istituto centrale europeo in un report pubblicato oggi ha messo in evidenza come i futures sui listini americani e il mercato dei Treasury si muovano nella “direzione giusta” circa 30 minuti prima della pubblicazione dei dati.

I ricercatori della Banca Centrale Europea nel dettaglio hanno scoperto che 7 volte su 21 di alcuni movimenti del mercato USA presi a campione, evidenziano un sostanziale “trading informato” prima dell’orario ufficiale di pubblicazione dei dati macroecnomici.

I ricercatori nel report evidenziano come i prezzi di futures e obbligazioni sovereign USA si muovano nella direzione “corretta” circa 30 minuti prima dell’orario di rilascio dei market mover statunitensi.

Gli autori dello studio hanno precisato che il report non rappresenta necessariamente la visione della BCE in merito in quanto trattasi di un paper di lavoro accademico.

Il report ha trovato una forte evidenza della tesi di insider trading su 7 annunci presi tra il campione di studio e riguarda:

  • l’indice di confidenza dei consumatori;
  • la vendita di abitazioni esistenti;
  • il PIL preliminare;
  • la produzione industriale;
  • indice ISM manifatturiero;
  • indice ISM non-manifatturiero;
  • contratti di vendita pendenti delle case.

Gli autori del report scrivono che le ragioni di movimenti del genere prima degli annunci dei dati macro USA sono dovuti alla combinazione di asimmetrie informative e previsioni superiori basate su raccolte di dati privati e di ri-elaborazione delle informazioni pubbliche.

Nel complesso, i movimenti registrati prima degli annunci dei dati hanno contato in media per la metà del totale dell’aggiustamento del prezzo. I risultati implicano quindi che qualche trader fosse in possesso di informazioni private sui fondamentali macroeconomici statunitensi, concludono gli esperti della BCE.

Fonte: cnbc.com

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