Renzi, scoppia il caso pensioni: in arrivo un prelievo sui pensionati?

Il programma di governo è stato messo a punto e illustrato dal premier Renzi, ma il lavoro da fare è soltanto all’inizio. Il governo deve fronteggiare le accuse e le critiche interne al paese, provenienti da parti sociali e partiti, ma anche esterne dell’Unione europea e Bce.

A soltanto due giorni dalla presentazione del programma di Renzi, si fa sempre più acceso il dibattito sulle coperture presentate dal premier, per qualcuno inconsistenti o insufficienti. E come spesso accade, scoppia il caso pensioni. Prima si parla di un prelievo sulle pensioni, poi destinato soltanto ad un certa fetta di pensionati, alla fine arriva la secca smentita di Matteo Renzi. I sincadati però erano già sul piede di guerra.

Le pensioni: prelievo si o no?
Per portare a termine i provvedimenti pensati dal governo servono 10 miliardi di euro. Secondo il premier Renzi, i soldi a disposizione dell’esecutivo sono «ben oltre tale cifra». Una buona fetta, circa 7 miliardi dovrebbe arrivare dai tagli agli sprechi dell’amministrazione centrale e altri obiettivi indicati da Cottarelli nel suo piano per la spending review.

In realtà in un’audizione alla Camera, alla vigilia della presentazione del piano Renzi, Cottarelli aveva parlato di risparmi per soli 3 miliardi di euro. Il premier però ha rilanciato: servono 7 miliardi, «Cottarelli è stato giustamente cauto, perché pensava che mancasse la volontà politica di incidere maggiormente». Tagliare più di quanto Cottarelli aveva stabilito di tagliare quindi.

E così il commissario per la revisione della spesa ha avanzato la proposta di toccare anche le pensioni, bacino di risorse sicure. L’idea è quella di prelevare una certa somma, ancora da stabilire, a coloro che prendono di pensione un cifra superiore ai 2.000 euro.

Ma Renzi, ospite ieri sera a Porta a Porta, ha risposto così alla domanda di Vespa sull’argomento: «L’idea che uno che guadagna 2-3mila euro di pensione sia chiamato a dare un contributo forse c’è per Cottarelli, ma io la escludo».

Per i pensionati, assicura Renzi, non cambierà niente: nessun prelievo e nessun beneficio. «I pensionati non daranno alcun contributo. Chi pensa che i pensionati pagheranno la manovra sbaglia», tranquillizza il presidente del Consiglio.

I sindacati
A sentir parlare di prelievo sulle pensioni i sindacati salgono subito sulle barricate. In seguito alle dichiarazioni di Cottarelli, le parti sociali hanno dimenticato in un lampo le riforme del governo che avevano già definito come positive per il paese. I primi a partire sono i pensionati che considerano l’ipotesi «inaccettabile» dopo aver tanto pagato per la crisi, una «ennesima ingiustizia» nei loro confronti.

Dopo le rassicurazioni di Renzi, circa l’indisponibilità del governo a effettuare un prelievo sulle pensioni, la polemica non si placa. Le parti sociali attaccano il governo sull’indifferenza con la quale stanno trattando i pensionati italiani, nessun beneficio infatti, arriverà per loro dal programma dell’esecutivo.

«Nessuna svolta buona per i pensionati e gli anziani. Tra le misure annunciate ieri dal governo per loro non c’è niente ed è ormai del tutto evidente che sono considerati a tutti gli effetti dei cittadini di serie B, non meritevoli di alcuna attenzione», affermano Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, che promettono battaglia.

Il Segretario generale della Cgil, Susanna Camusso afferma: «il governo dovrebbe fare un passo in più e guardare ai tanti pensionati poveri che hanno pensioni basse. Anche a loro è dovuta una restituzione fiscale». Le fa eco il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, apprezzando il taglio dell’Irpef per i lavoratori, chiede che non siano dimenticati i pensionati con i redditi più bassi.

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