Renzi e un partito tutto suo: sarà lui il prossimo leader dei moderati?

Dopo l’intervista da Fazio si torna a parlare della nascita di un nuovo partito guidato da Renzi, sulla scia di quanto fatto in Francia da Macron.

Renzi e un partito tutto suo: sarà lui il prossimo leader dei moderati?

Che alla fine sia Matteo Renzi l’erede di Silvio Berlusconi alla guida di quelli che vengono considerati i moderati nel nostro paese? Dopo l’intervista dell’ex segretario del Partito Democratico ospite nel salotto di Fabio Fazio, la possibilità della nascita di un nuovo partito torna a riprendere quota.

L’ex premier quindi potrebbe fare come lo spesso citato Emmanuel Macron, che prendendo le distanze dai socialisti francesi con il suo En Marche! è riuscito da solo a vincere le elezioni dello scorso anno. Con la legge elettorale in vigore in Italia, a Renzi però potrebbe non convenire staccarsi dal PD.

Renzi alla francese

La decisione presa da Matteo Renzi di interrompere il silenzio delle ultime settimane, è stata dettata dall’esigenza politica di ribadire ancora una volta quale fosse la sua linea politica, quindi anche quella del PD, in merito a un possibile governo assieme al Movimento 5 Stelle.

Non ci sono possibilità di accordo per far nascere un esecutivo in tandem con i pentastellati, con i quali al massimo si può dar vita un governo istituzionale per realizzare quelle riforme costituzionali bocciate nel Referendum del 2016.

Visto che di fatto Renzi può contare sull’appoggio di un ampio numero di fedelissimi tra i parlamentari dem, anche il mandato esplorativo affidato a Roberto Fico sembrerebbe di conseguenza destinato a fallire.

La direzione PD di mercoledì 3 maggio servirà solo a ribadire che il partito starà all’opposizione in questa legislatura, tranne nel caso in cui il Presidente Mattarella chieda di dare vita a un governo di tutti.

Anche se alla fine passerà la linea renziana, lo strappo all’interno del Partito Democratico non sembra essere destinato a ricucirsi. Ecco dunque che Renzi da Fazio ha fatto trapelare anche una sorta di insofferenza tanto che, dopo una precisa domanda sulla possibilità di creare un nuovo partito alla Macron, “ho la tentazione di costruire un sistema francese che funzioni” è stata la risposta dell’ex premier.

Un nuovo partito

Mercoledì potrebbe essere il momento della resa dei conti all’interno del Partito Democratico. C’è un reggente, Maurizio Martina, che insieme alle correnti più spostate a sinistra vorrebbe almeno sedersi al tavolo delle trattative con i 5 Stelle.

Renzi però avendo fatto lui le liste ha i numeri dalla sua parte in direzione, ma questa ennesima differenza di vedute potrebbe portare a conseguenze ben più profonde come una nuova scissione dopo quella dello scorso anno.

Da tempo circola la voce di come l’ex sindaco di Firenze possa decidere di abbandonare il Partito Democratico creando un suo partito, portando con sé gran parte dell’attuale classe dirigente dei dem: dal presidente Orfini al tesoriere Bonifazi, passando per i vari colonnelli come Marcucci e la Boschi.

Alla fine questa potrebbe essere la decisione più coerente: i renziani ormai appaiono come un corpo estraneo all’interno del PD, partito che in questi anni è stato in qualche modo trasformato e anche snaturato dal nuovo corso.

La scelta più naturale però spesso, come in questo caso, non è quella più conveniente. I dem sono in crisi e dividersi ulteriormente non aiuterà di certo a riconquistare gli elettori perduti negli ultimi tempi.

Oltre al minor peso in Parlamento che una scissione porterebbe, in caso di nuove elezioni a stretto giro l’impatto che un partito di Matteo Renzi può avere sull’elettorato sarebbe un’autentica incognita.

Una forza politica moderata potrebbe però fare parecchi proseliti tra chi nel Centrodestra non vede di buon occhio l’ascesa di Salvini come leader della coalizione, ovvero Forza Italia, con Silvio Berlusconi che sarebbe tentato di sposare questa nuova causa nel caso di una rottura con la Lega.

In pratica si potrebbe creare questo nuovo schema politico: Lega con Fratelli d’Italia e gli altri di destra, Forza Italia con i renziani, ciò che rimane del PD con il resto della sinistra e il Movimento 5 Stelle ovviamente sempre da solo.

Con uno scenario del genere però si lascerebbe troppo campo a Lega e 5 Stelle, che a quel punto non avrebbero problemi a far nascere un loro governo. Vedremo dunque cosa succederà durante la direzione PD, un appuntamento che potrebbe nuovamente segnare le sorti di quello che fino a qualche mese fa era l’indiscusso primo partito del paese.

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