Rendimax: opinioni, rendimento e rischi. Guida al conto deposito di Banca Ifis

Rendimax conviene? Opinioni, rendimento e rischi del conto deposito di Banca Ifis.

Rendimax: opinioni, rendimento e rischi. Guida al conto deposito di Banca Ifis

Rendimax: il conto deposito di Banca Ifis conviene? Che rendimento offre e quali sono le opinioni di chi l’ha già provato?
In questa guida vedremo cosa prevede l’offerta del conto deposito Rendimax, quali sono i rendimenti previsti e valutiamo il livello di rischio del conto deposito Rendimax e la solidità di Banca Ifis.

Rendimax, il conto deposito di Banca Ifis

Rendimax è un conto deposito “ad alto rendimento” istituito da Banca Ifis con l’obiettivo di intercettare indistintamente “privati, aziende e curatori”. Il conto deposito Rendimax nasce sulla scorta di un’attività di “co-creazione attraverso i social network” che ne fa uno degli strumenti più interessanti che il mercato al momento offre. La natura social ne fa quindi un continuo work-in-progress. Dal sito di Banca Ifis è infatti possibile interagire col personale dell’istituto è, qualora lo si desiderasse, proporre nuove soluzioni attraverso un blog.

Un risparmiatore che intenda accendere un conto deposito Rendimax può farlo on-line. In questa guida troverete tutte le informazioni per comprendere il servizio Rendimax di Banca Ifis. Cercheremo infatti di rispondere alle seguenti domande:

  • cos’è il conto deposito Rendimax?;
  • quali sono i rendimenti e quali sono i rischi di Rendimax?;
  • Banca Ifis è un istituto sicuro nel quale investire?

Rendimax: 3 tipi di conto deposito

Diversamente da altri conti deposito - che, ricordiamolo, a differenza di un normale conto corrente consentono al risparmiatore di guadagnare una rendita a mezzo interesse sulla somma depositata - Rendimax, “conto deposito a risparmio”, propone tre diverse tipologie di deposito, ognuna delle quali presenta condizioni e rendimenti diversi:

  • Rendimax “libero”;
  • Rendimax “like”;
  • Rendimax “vincolato”.

Le tre tipologie divergono sulla base di un diverso rendimento. Si va da un rendimento dello 0.75% nel caso di Rendimax Libero a un rendimento superiore al 2% con l’opzione Rendimax vincolato. Quest’ultima è senz’altro l’opzione più profittevole, ma anche la più rischiosa.

1. Rendimax libero
La prima tipologia si chiama Rendimax libero: consente di ritirare i soldi depositati sul conto in ogni momento. Come recita l’informativa di Banca Ifis, “la Banca si obbliga a restituire [il denaro] alla richiesta dello stesso [risparmiatore]”. Tra le tipologie disponibili, Rendimax libero è senz’ombra di dubbio l’opzione più sicura nonché la meno redditizia. Il rendimento atteso è dello 0.75%, accreditato trimestralmente da Banca Ifis sul conto del risparmiatore. Per coloro i quali hanno una limitata propensione al rischio ma allo stesso l’intenzione di ricavare un rendimento sicuro da una data somma di denaro depositato, questa risulta la tipologia migliore.

2. Rendimax like
La seconda tipologia si chiama Rendimax like ed una forma di “deposito con preavviso”. In pratica, come nell’opzione Rendimax libero, il risparmiatore ha la facoltà di svincolare (richiedere indietro) il denaro depositato sul conto in qualsiasi momento. Banca Ifis sottolinea che un’azione di questo tipo è possibile anche il giorno successivo al versamento dell’importo. In cosa diverge, allora, dal conto deposito Rendimax Libero? Se nella forma base Rendimax lo svincolo del denaro è immediato, per il conto deposito Rendimax Like lo svincolo avviene letteralmente su prenotazione dopo 33 giorni dalla richiesta inoltrata alla Banca. Si tratta, in definitiva, di un “conto vincolato a tempo determinato”. Il rendimento è del 1.05%, che ne fa senz’altro un’opzione più redditizia per il risparmiatore. È necessario, per maturare il rendimento sopramenzionato, depositare una somma non inferiore ai 1000 euro.

3. Rendimax vincolato
La terza tipologia è la più redditizia nonché quella consigliata ad una clientela più consapevole delle dinamiche di credito e debito. Si chiama conto deposito Rendimax vincolato. Diversamente dalle altre opzioni, al risparmiatore non è consentito svincolare alcuna somma di denaro fuori dalle modalità e dalle tempistiche mutuamente concertate con la Banca. Si tratta semplicemente di un conto vincolato. Le particolare condizioni descritte ne fanno sicuramente la scelta più redditizia. Anche in questo caso la soglia minima di partenza è di 1000 euro.

Rendimento del conto deposito Rendimax

I rendimenti sono divisi in due categorie:

  • first (liquidazione anticipata): ci si vincola per un massimo di 5 anni ma con la possibilità di richiedere una liquidazione anticipata (il termine è di due anni). I rendimenti vanno dall’1% al 2%;
  • top (liquidazione posticipata): in questo caso l’investimento può essere anche di durata quinquennale, Il rendimento massimo è del 2.60%.

Il conto deposito Rendimax è gratuito - non sono previste né spese di apertura né di gestione. Tutto avviene esclusivamente on-line. Come noto, tuttavia, il rendimento lordo è tassato al 26%. Questo risulta essere l’unico esborso richiesto da Banca Ifis al risparmiatore che ha acceso un conto deposito Rendimax. Per quanto concerne l’imposta di bollo, questa è a completo carico della banca.

I rischi del conto deposito Rendimax

L’originalità del conto deposito Rendimax è data dalla sua struttura tripartita che ne fa uno dei prodotti più interessanti sul mercato. I buoni rendimenti attesi (conto “like” e “vincolato”) ne incrementano inoltre l’appetibilità.

Come molti analisti hanno fatto notare, il rischio principale connesso al conto deposito Rendimax è dato dal meccanismo del factoring. Banca Ifis è il principale intermediario italiano impegnato in questo settore. Come spiegato già nel nostro approfondimento:

Il factoring è una tipologia di contratto che consente di agevolare le imprese nello svolgimento della loro attività produttiva. Delegando ad altri l’amministrazione dei propri crediti commerciali le imprese sono in grado di sviluppare in maniera più incisiva ed efficace il settore produttivo.

I rischi sono generalmente smorzati dal fatto che Banca Ifis (che fa del factoring una delle principali fonti di business) aderisce al Fondo interbancario di tutela dei depositi, il quale protegge ogni deposito in caso di insolvenza per un valore di 100 mila euro. Qualora invece l’ammontare del deposito fosse superiore a 100 mila euro, il conto sarebbe soggetto alla normativa sul Bail-in, in vigore da gennaio 2016.

Banca Ifis è sicura?

L’adesione al Fondo interbancario e la propensione ad investire in titoli sicuri (titolo di stato), fanno di Banca Ifis un istituto solido. Di recente la Banca ha però optato per una diversificazione del proprio portafoglio, gettandosi nelle opportunità di rendimento celate dietro l’acquisto dei Non performing loans (NPL) maturati da altri istituti. Al momento la Banca ne detiene per un valore complessivo di 9.9 miliardi di euro. Così Andrea Clamer, responsabile dell’area NPL di Banca Ifis:

“Siamo soddisfatti di aver completato queste nuove operazioni [...] che testimoniano la volontà della banca di sviluppare ulteriormente il business degli NPL [e] [...] siamo certi che con questi portafogli continueremo a creare valore, confermando quindi il focus sulla redditività delle operazioni, associata ad una corretta gestione dell’assorbimento di capitale e della liquidità.”

Nel complesso, il titolo Ifis quotato nell’indice FTSE Italia Mid e Cap e FTSE Italia Star segue un trend rialzista da almeno 5 anni - ad eccezione delle prestazioni al ribasso registrate nell’estate 2016 (quando il titolo passò dai 29 euro per azione di marzo ai 16 di metà luglio). Performance che ne fa allo stesso tempo un titolo solido e redditizio in cui investire.

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