Renault avverte che il 2021 sarà un anno molto difficile. Lo fa pochi mesi dopo la perdita record registrata di 8 miliardi di euro, innescata in grossa parte dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni che hanno rallentato tutto il settore automotive, tra i più colpiti in generale dall’emergenza sanitaria.

Malgrado la compagnia abbia evidenziato vendite che hanno iniziato a riprendersi nella seconda metà del 2020 - e stia proseguendo con quel “piano di inversione di tendenza” annunciato lo scorso ottobre - non può nascondere le difficoltà tuttora presenti, che si apprestano a rendere anche il 2021 un anno fatto di ostacoli.

L’amministratore delegato Luca de Meo, subentrato a luglio, continua nella sua opera di ricerca di strategie utili ad aumentare la redditività e le vendite, portando avanti un parallelo e massiccio taglio dei costi.

Proprio de Meo ha ammesso nelle ultime ore il persistere di problemi che disegnano ancora uno scenario arduo per il futuro, tra carenze e incognite ancora in piedi.

Renault avverte: “2021 anno difficile”

In particolare, è la carenza di semiconduttori a rendere un’incognita il futuro di Renault e di molte altre realtà del comparto.

Una carenza che potrebbe raggiungere il picco nel secondo trimestre dell’anno secondo Renault, che ha stimato come questo possa impattare sulla produzione di circa 100mila veicoli quest’anno:

“Il 2021 è destinato ad essere difficile, date le incognite riguardanti la crisi sanitaria e la carenza di forniture di componenti elettronici”,

ha affermato De Meo in una nota.

Il gruppo era già in perdita nel 2019, per un totale di 141 milioni di euro, e ha subìto un forte colpo nel 2020 con la produzione in stallo e le concessionarie chiuse a causa della pandemia.

Gli analisti di Refinitiv si aspettavano una perdita di 7,4 miliardi di euro per il 2020, trovandosi poi di fronte agli oltre 8 miliardi di euro di rosso registrati dalla compagnia.

Renault ha iniziato ad aumentare i prezzi su alcuni modelli e l’utile operativo del gruppo, negativo per l’intero 2020, è migliorato negli ultimi sei mesi dell’anno, raggiungendo 866 milioni di euro, pari al 3,5% dei ricavi.

Al contempo, la compagnia prosegue con l’inevitabile taglio dei posti di lavoro e riduzione della gamma di automobili, e taglia le spese anche in settori come ricerca e sviluppo, concentrandosi sul risanamento delle finanze.