Regolarizzazione braccianti, colf e badanti: domande in scadenza. Istruzioni INPS

Regolarizzazione braccianti, colf e badanti: domande in scadenza per l’emersione del lavoro nero. Il termine è fissato a domani 15 agosto. A stabilirlo le modifiche al dl Rilancio convertito in legge. Vediamo anche quali sono le istruzioni INPS fornite con la circolare n. 68 del 31 maggio 2020.

Regolarizzazione braccianti, colf e badanti: domande in scadenza. Istruzioni INPS

Regolarizzazione braccianti, colf e badanti: domande in scadenza, c’è tempo fino a domani 15 agosto.

A stabilire la proroga rispetto alla data iniziale sono state le modifiche al decreto Rilancio convertito nella legge n.77/2020 a partire da quanto definito dal decreto n.52/2020 del 16 giugno in vigore dal 17, che ha prorogato anche i termini per presentare la domanda per il reddito di emergenza ormai già scaduti.

Le istruzioni per fare domanda per la regolarizzazione di braccianti, colf e badanti sono invece arrivate invece con la circolare INPS numero 68 del 31 maggio 2020.

Le stesse sono rivolte ai datori di lavoro che vogliano procedere alla regolarizzazione di rapporti di lavoro che possiamo definire in nero di cittadini italiani o stranieri (principalmente braccianti, colf e badanti) secondo quanto stabilito dalla sanatoria di cui all’articolo 103 del decreto Rilancio.

La circolare per presentare la domanda per regolarizzare rapporti di lavoro in nero è arrivata successivamente al decreto attuativo del 27 maggio 2020 a firma del ministero dell’Interno di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali presente nell’allegato 1 alla stessa circolare INPS.

Vediamo nel dettaglio cosa prescrive la circolare con le istruzioni INPS per presentare domanda di regolarizzazione per braccianti, colf e badanti da parte di datori di lavoro italiani o stranieri dell’Unione europea o con regolare permesso di soggiorno. Ricordiamo che per presentare le domande ormai in scadenza c’è tempo fino al 15 agosto.

Regolarizzazione braccianti, colf e badanti: requisiti

Per la regolarizzazione di braccianti, colf e badanti la circolare INPS riepiloga primariamente quelli che sono i requisiti come previsto dall’articolo 103 del decreto Rilancio.

In particolare la norma è rivolta ai datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ma anche ai datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’articolo 9 del D.lgs n. 286/1998 e successive modificazioni.

I requisiti per poter fare domanda per la regolarizzazione di rapporti di lavoro irregolari sono indicati non solo nel decreto Rilancio, ma anche nel decreto interministeriale del 27 maggio 2020 “Modalità di presentazione dell’istanza di emersione di rapporti di lavoro”.

Come precisa INPS nella circolare numero 68 del 31 maggio, il decreto Rilancio circoscrive l’ambito di applicazione della norma ai soli datori di lavoro la cui attività rientra nei seguenti settori produttivi:

  • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
  • assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza;
  • lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Si comprende pertanto perché si è parlato primariamente di regolarizzazione di braccianti, colf e badanti. I settori di attività per i quali possono essere presentate le domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro sono identificati con i codici Ateco presenti nell’allegato 1 del decreto del 27 maggio 2020 che INPS nella circolare riporta (allegato 2) e che noi inseriamo alla fine di questo paragrafo.

Per le attività di assistenza alla persona sono da equiparare ai datori di lavoro domestico persona fisica anche alcune persone giuridiche quali:

  • le convivenze di comunità religiose (conventi, seminari);
  • le convivenze militari (caserme, comandi, stazioni), che hanno lavoratori addetti al servizio diretto e personale dei conviventi;
  • le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale), qualunque sia il numero dei componenti.

Tra le comunità senza fini di lucro rientrano anche le case-famiglia per:

  • soggetti portatori di disabilità;
  • il recupero dei tossicodipendenti;
  • per l’assistenza gratuita a fanciulli anziani e ragazze madri;
  • le comunità focolari;
  • le convivenze di sacerdoti anziani cessati dal ministero parrocchiale o dal servizio diocesano.

Sono esclusi invece:

  • gli alberghi, le pensioni, gli affittacamere e le cliniche private;
  • i collegi-convitti, anche se esercitati senza fine di lucro, perché la convivenza non è fine a se stessa, ma mezzo per conseguire finalità educative.

La circolare INPS precisa che la norma per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro sommerso, nel caso di colf e badanti, quindi di lavoro domestico, non trova applicazione per rapporti in somministrazione dal momento che gli stessi sono disciplinati da norme specifiche in merito.

Per presentare domanda per la regolarizzazione di braccianti, colf e badanti è necessario che il rapporto di lavoro subordinato abbia avuto inizio in data precedente al 19 maggio 2020, giorno in cui è entrato in vigore il decreto Rilancio con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, oltre a risultare in essere alla data di presentazione della domanda stessa.

La durata del rapporto di lavoro subordinato deve essere riportata nella domanda di regolarizzazione.

Allegato n.2 circolare INPS n. 68 del 31-05-2020
Allegato 1 al decreto interministeriale: elenco delle attività che rientrano nei settori di cui all’articolo 4.

Regolarizzazione braccianti, colf e badanti: requisiti reddituali

Per la domanda di regolarizzazione di braccianti, colf e badanti INPS nella circolare riepiloga anche quelli che sono i requisiti reddituali riguardanti il datore di lavoro persona fisica, ente o società.

A stabilirlo è il comma 6 dell’articolo 103 del decreto Rilancio e l’articolo 9 del decreto 27 maggio 2020 che alleghiamo di seguito. Nello specifico si stabilisce che per fare domanda della procedura di regolarizzazione è necessario primariamente attestare il possesso da parte del datore di lavoro (persona fisica, ente o società) di un reddito imponibile o di un fatturato risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente non inferiore a 30.000 euro annui.

Per la regolarizzazione di rapporti di lavoro domestico, di sostegno al bisogno familiare o all’assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia il reddito imponibile del datore di lavoro non può essere inferiore:

  • a 20.000 euro annui, in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito;
  • a 27.000 euro annui, in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi.

INPS specifica che il coniuge e i parenti entro il secondo grado non concorrono alla determinazione del reddito e che ai fini della valutazione della disponibilità economica, il datore di lavoro può anche certificare un reddito esente da dichiarazione annuale o anche Certificazione Unica.

I requisiti reddituali che abbiamo sopra illustrato non si applicano al datore di lavoro affetto da patologie o disabilità e che presenti domanda per l’emersione di un unico lavoratore addetto alla sua assistenza.

Per quanto riguarda la capacità economia dei datori di lavoro agricoli la circolare INPS rimanda all’ultimo capoverso del comma 4 dell’articolo 9 del decreto interministeriale del 27 maggio 2020 che specifica quanto segue:

“Per l’imprenditore agricolo possono essere valutati anche gli indici di capacità economica di tipo analitico risultanti dalla dichiarazione IVA, prendendo in considerazione il volume d’affari al netto degli acquisti, o dalla dichiarazione Irap e i contributi comunitari documentati dagli organismi erogatori.”

Allegato n.1 circolare n.68 del 31 maggio 2020
Decreto interministeriale del 27 maggio 2020

Come fare domanda per la regolarizzazione

Vediamo ora come fare domanda per la regolarizzazione di braccianti, colf e badanti secondo la circolare INPS. Ricordiamo che per presentare domanda di regolarizzazione di rapporti di lavoro subordinati in nero c’è tempo fino al 15 agosto 2020. Nella circolare si specifica che l’istanza che viene presentata all’INPS deve contenere:

  • il settore di attività del datore di lavoro;
  • codice fiscale, residenza, data e luogo di nascita ed estremi del documento di riconoscimento in corso di validità del datore di lavoro, se persona fisica, o del legale rappresentante dell’azienda, se persona giuridica;
  • nome, cognome, codice fiscale, residenza e data e luogo di nascita, ed estremi del documento di riconoscimento in corso di validità del lavoratore italiano o comunitario;
  • attestazione che il datore di lavoro è in possesso del requisito reddituale;
  • dichiarazione che la retribuzione convenuta non è inferiore a quella prevista dal contratto collettivo di lavoro di riferimento;
  • la durata del contratto di lavoro con data iniziale antecedente alla data di pubblicazione del decreto Rilancio (19 maggio 2020) e con data finale successiva alla quella di presentazione dell’istanza di cui all’art. 2 del decreto 27 maggio 2020, se rapporto di lavoro a tempo determinato, oppure con data iniziale precedente alla data di pubblicazione del dl Rilancio, nell’ipotesi di rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
  • l’importo della retribuzione;
  • l’orario di lavoro e il luogo dell’attività.

Nella presentazione della domanda a INPS il datore di lavoro deve versare un contributo forfettario di 500 euro per ciascun lavoratore (articolo 103, comma 7, del decreto Rilancio) pertanto il datore di lavoro dovrà altresì dichiarare:

  • di aver provveduto al pagamento del contributo indicando la data del pagamento;
  • di aver assolto al pagamento della marca da bollo di 16 euro, richiesta per la procedura, e di essere in possesso del relativo codice a barre telematico, il cui codice identificativo dovrà essere indicato nell’istanza;
  • di aver provveduto al pagamento del contributo forfettario relativo alle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, determinato con decreto interministeriale adottato ai sensi dell’articolo 103, comma 7, ultimo periodo, del decreto Rilancio e quindi di impegnarsi a pagare il contributo stesso entro dieci giorni dalla data di pubblicazione del predetto decreto interministeriale.

In particolare, specifica INPS in merito al contributo di 500 euro da pagare in fase di presentazione della domanda, come da articolo 8, comma 5, del decreto 27 maggio 2020:

“In caso di inammissibilità, archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa, non si procederà alla restituzione delle somme versate a titolo di contributi forfettari” .

Per il completamento della procedura di regolarizzazione di braccianti, colf e badanti, INPS e l’INL definiscono le intese finalizzate all’implementazione di sinergie operative e alla condivisione dei dati necessari.

Nel caso la domanda di regolarizzazione venga accolta i datori di lavoro provvederanno a effettuare gli adempimenti informativi e i versamenti contributivi relativi ai lavoratori interessati.

Dall’entrata in vigore del decreto Rilancio e fino alla data di conclusione del procedimento per la regolarizzazione del lavoro sommerso con la presentazione della domanda da parte del datore di lavoro, i procedimenti penali e amministrativi nei confronti dello stesso sono sospesi.

La sospensione cessa nel caso in cui il datore di lavoro non presenti l’istanza e nei casi di rigetto o archiviazione della stessa, tranne nel caso in cui l’esito negativo non dipenda volontà o dal comportamento dello stesso. Conclude INPS nella circolare che alleghiamo di seguito:

“Ai sensi del comma 12 dell’articolo 103 del decreto-legge in argomento, non sono tuttavia sospesi i procedimenti per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’art. 603-bis del codice penale.”

Per presentare la domanda di regolarizzazione di braccianti, colf e badanti si può accedere al servizio dedicato sul sito dell’INPS.

Circolare n.68 del 31-05-2020
Presentazione dell’istanza, da parte di datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero cittadini stranieri in possesso del titolo di soggiorno di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, che intendono dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato irregolare con cittadini italiani o comunitari.

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