Regioni a rischio zona gialla a Natale: la previsione

Martino Grassi

8 Novembre 2021 - 10:27

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Con l’incremento dei contagi registrato negli ultimi giorni, che potrebbe avere degli effetti anche sulle ospedalizzazione, alcune Regioni rischiano di passare il Natale in zona gialla: ecco quali.

Regioni a rischio zona gialla a Natale: la previsione

L’incremento dei contagi registrato negli ultimi giorni in Italia ha sollevato non poche preoccupazioni, soprattutto in vista del Natale. Il timore infatti è quello che alcune Regioni possano ritrovarsi nuovamente in zona gialla nel corso delle imminenti festività, dato che con i numeri attuali è ragionevole aspettarsi fino a 15.000 casi al giorno intorno a Natale secondo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene generale e Medicina preventiva all’Università degli Studi di Milano.

Il Governo è già al lavoro per evitare nuove restrizioni o possibili lockdown, accelerando sulla somministrazione della terza dose, ma Pregliasco invita comunque alla prudenza, dato che “l’andamento dell’epidemia in questa fase è differente da quello delle precedenti ondate. È quasi a singhiozzo, irregolare”. Vediamo dunque quali sono le Regioni che potrebbero finire in zona gialla durante le festività di Natale.

Zona gialla: le Regioni a rischio

Come ormai è risaputo, il passaggio in zona gialla avviene nelle Regioni in cui si registra un’incidenza superiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti, a cui deve aggiungersi un tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva superiore al 10% e al 15% in area medica. Prevedere con certezza quali saranno i territori del nostro Paese in cui si registreranno questi parametri a Natale è praticamente impossibile, ma osservando la situazione attuale le Regioni che rischiano maggiormente il passaggio in zona gialla sono:

  • Friuli Venezia Giulia;
  • Provincia autonoma di Bolzano;
  • Veneto;
  • Marche.

Come ha precisato Giovanni Sebastiani, matematico del CNR, negli ultimi giorni le Regioni in cui è stato registrato un aumento dell’incidenza dei nuovi casi superiore al 30 per cento sono Friuli-Venezia Giulia (42%), le Province autonome di Trento (35%) e Bolzano (36%), le Marche (30%) e il Veneto (30%). Sorvegliata speciale anche la Sardegna dove in una settimana l’incidenza è aumentata del 70% e le Marche dove il tasso di occupazione delle terapie intensive è già all’11%. Il professor Sebastiani osserva che “tutte le Regioni con una crescita più sostenuta sono nella parte orientale dell’Italia, se si esclude la Sardegna. L’alta incidenza dei Paesi dell’Est mi preoccupa”.

Le previsioni per il Natale

Al netto delle possibili zone gialle, quest’anno dovremmo trascorrere un Natale senza restrizioni. È questa la previsione di Enrico Letta, leader del DEM, che rivendica la posizione del suo partito “di mantenere alta l’attenzione sul Covid 19. Abbiamo visto cosa succede in Austria, Germania, Gran Bretagna. L’Italia ha fatto le scelte giuste, deve continuare così per avere sicurezza e libertà. Il rigore sul Green pass consentirà di evitare nuovi lockdown. La linea del governo Draghi comparata con gli altri Paesi europei è premiata. Dove si è stati meno rigorosi oggi si ragiona di nuove chiusure. Eviteremo l’impatto negativo della quarta ondata con vaccinazioni estese, terza dose, Green pass”.

Anche la comunità scientifica sembra appoggiare la visione di Letta, infatti, secondo Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico: “Sarà un Natale certamente connotato da maggior socialità rispetto a quella dell’anno scorso e questo grazie alla migliore situazione italiana. In termini di vaccinazione cinque punti sopra la Germania e tre punti e mezzo rispetto alla Francia. La strada maestra è questa e dobbiamo continuare a cercare di convincere ancora chi è restio, riluttante o resistente. Lo scorso anno il 5 novembre c’erano 445 decessi contro i 51 di quest’anno nella stessa data, 15,7 per cento di positività contro l’1,2 di quest’anno, 25.647 ospedalizzati contro 3.519”.

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