Referendum taglio dei parlamentari: valanga di ricorsi per stoppare l’election day

Il Comitato per il No al referendum sul taglio dei parlamentari hanno presentato una valanga di ricorsi contro l’election day, che accorperà insieme il prossimo 20 e 21 settembre anche le regionali e le amministrative.

Referendum taglio dei parlamentari: valanga di ricorsi per stoppare l'election day

Far saltare l’election day. Questo è l’obiettivo del Comitato per il No, nato dopo la presentazione delle 71 firme da parte di altrettanti senatori che hanno determinato la necessità di indire un referendum confermativo sulla riforma del taglio dei parlamentari, che prevede una sforbiciata di 230 deputati e 115 senatori.

La strategia messa in atto dal Comitato, di cui fanno parte anche il costituzionalista Felice Besostri e l’avvocato Anna Falcone, è quella di evitare che il referendum si tenga il 20 e 21 settembre insieme alle elezioni regionali e al primo turno delle amministrative.

Nei referendum costituzionali il popolo è legislatore costituzionale, la più alta funzione normativa del corpo elettorale - ha spiegato Besostri - che non va confusa con l’elezione di assemblee rappresentative regionali e/o comunali. Il primo è esercizio della democrazia diretta... le seconde sono esercizio della democrazia rappresentativa”.

Per questo motivo sono stati presentati una serie di ricorsi presso i Tribunali civili dei capoluoghi di distretto di Corte d’Appello di 11 Regioni. Il Tar del Lazio si pronuncerà il prossimo 20 luglio, mentre non c’è ancora una data per gli altri ricorsi.

Referendum taglio dei parlamentari: evitare l’election day

Il sentore però è che il motivo possa essere anche un altro: con l’election day ci sarebbe un maggiore afflusso alle urne per il referendum, un fattore che potrebbe aiutare ulteriormente una vittoria del Sì.

Basta vedere l’ultimo sondaggio realizzato in merito al referendum sul taglio dei parlamentari per capire come, in questo momento, il fronte del Sì sia nettamente in vantaggio rispetto a quello del No.

Sempre nel sondaggio, emerge però come una vasta fetta degli italiani neanche è a conoscenza che il prossimo 20 e 21 settembre ci sarà un referendum, con molti altri che hanno comunque mostrato scarso interesse per la questione.

Staccare il referendum dall’election day, andrebbe senza dubbio a far crollare l’affluenza alle urne per un voto sulla riforma in merito al taglio dei parlamentari, cosa che potrebbe dare una mano a chi spera in una vittoria del No.

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