Referendum: i rischi per le banche con la vittoria del NO. Prestito UE in arrivo?

C. G.

07/12/2016

07/12/2016 - 11:45

condividi

Referendum costituzionale e banche: quali potrebbero essere le conseguenze e i rischi con la vittoria del No? Si fa strada l’ipotesi prestito dall’UE.

Referendum: i rischi per le banche con la vittoria del NO. Prestito UE in arrivo?

Referendum e banche: rischi e conseguenze con vittoria del No - Il referendum costituzionale ha ufficialmente sancito la vittoria del No e molti hanno iniziato ad ipotizzare quali saranno le conseguenze e i rischi per le banche italiane.

Oltre al comparto bancario italiano, l’esito del referendum ha spostato l’attenzione anche sullo spread tra Btp e Bund che ora, in previsione delle decisioni BCE pare restringersi. Quali saranno, invece, i rischi e le conseguenze per le banche ora che il referendum ha sancito la vittoria del No?

Nell’immediato post referendum, la vittoria del No ha fatto sprofondare l’intero comparto bancario italiano, ma nella sessione di martedì il settore ha ripreso vitalità ed è tornato a trainare la Borsa Italiana nonostante i rischi ipotizzati. Oggi, infatti, sono i titoli bancari con in testa Mps a determinare l’ampio rialzo del Ftse Mib.

Il trend positivo, in controtendenza rispetto a quanti hanno preannunciato grandi rischi per le banche italiane dopo il referendum, è stato accentuato dalle ultime indiscrezioni di stampa secondo cui Padoan sarebbe pronto a chiedere all’UE svariati miliardi di prestito per salvaguardare le banche italiane. Dal Tesoro, tuttavia, pare sia già arrivata la smentita.

A parlare dell’argomento relativo a referendum e rischi per le banche sono stati Moody’s, S&P e il Financial Times. Essi si sono interrogati circa le conseguenze della vittoria del No sulle instabili banche italiane - si pensi che solo dall’inizio dell’anno il comparto ha perso più del 48%.

Moody’s ha affermato che la vittoria del No al referendum aumenterà le difficoltà delle banche italiane e una tesi simile è stata ripresa anche da S&P, che ha affermato come il rifiuto della riforma avrà tra le conseguenze il rallentamento delle operazioni di salvataggio delle banche italiane.

Alle iniziali (nefaste) previsioni di Moody’s e S&P si sono recentemente aggiunte quelle del Financial Times, il quale ha affermato che la vittoria del No al referendum costituzionale metterà a rischio ben 8 istituti bancari italiani.

A favore di un esito positivo del referendum costituzionale 2016 si sono schierate diverse testate internazionali le quali hanno addirittura prospettato, tra le conseguenze, l’abbandono della moneta unica da parte dell’Italia e la distruzione dell’Unione Europea con la vittoria del No.

Quali saranno, davvero, le conseguenze per le banche in Italia dopo la vittoria del No al referendum costituzionale? Il rischio, secondo Moody’s, sarà quello riguardante gli aumenti di capitale. Vediamo allora perché con la vittoria del No al referendum costituzionale 2016 raddoppieranno i pericoli per le banche in Italia. Quali saranno le conseguenze del referendum secondo Moody’s, S&P e il Financial Times?

Referendum e banche: i rischi e conseguenze con vittoria del No - FT

Come già accennato, il quotidiano finanziario britannico ha affermato che la vittoria del No al referendum costituzionale metterà a repentaglio la sopravvivenza di 8 istituti, ossia: Mps, Veneto Banca, Popolare di Vicenza, Banca Carige, Etruria, Marche, CariChieti e CariFerrara.

Tutto questo perché il governo ha promesso svariati miliardi di euro per la risoluzione delle problematiche del sistema bancario italiano, dunque una vittoria del No al referendum e il crollo del governo cancelleranno la possibilità di salvare gli istituti secondo il FT.

Referendum e banche: rischi e conseguenze con vittoria No - S&P

Come già accennato anche S&P si è inserita nella discussione relativa ai rischi della vittoria del No al referendum. Secondo l’agenzia, l’avvenuto rifiuto della riforma costituzionale rallenterà il processo di risoluzione dei problemi delle banche italiane e avrà ripercussioni sui mercati.

In realtà, sottolinea S&P, tali conseguenze non andranno a ricalcare quanto avvenuto nel 2010 con la crisi dello spread che salì fino a 500 punti, dato che a fornire protezione vi è oggi lo scudo anti-spread della BCE, ossia l’Omt.

“La Bce sarebbe molto rapida a intervenire, per questo non credo ci sarà una ripetizione di quanto avvenuto nel 2010”,

ha affermato Jean-Michel Six, capo economista di S&P. Con la vittoria del No al referendum costituzionale a preoccupare di più sono ora i Npl delle banche italiane. La risoluzione di tali problemi sarà ritardata, in quanto l’attenzione si sposterà ora su tematiche politiche - come le nuove elezioni - secondo S&P.

Referendum e banche: rischi e conseguenze con vittoria No - Moody’s

L’avvertimento relativo ai rischi sugli aumenti di capitale che potrebbero verificarsi con l’odierna vittoria del No al referendum costituzionale 2016 è arrivato anche dagli analisti di Moody’s qualche mese fa.

Secondo Moody’s la vittoria del No al referendum costituzionale 2016 e le confermate dimissioni di Matteo Renzi avranno diverse conseguenze sulle banche d’Italia, soprattutto su quelle più deboli alle prese con lo smaltimento dei non performing loans, che potrebbero essere costrette a nuovi aumenti di capitale.

Secondo Carlo Gori, vice presidente di Moody’s, il primo rischio della vittoria del No al referendum costituzionale 2016 sarà per la fiducia degli investitori e per il valore di mercato delle banche italiane che scenderà ancora rispetto al valore contabile e renderà gli aumenti di capitale più difficili. Con la vittoria del No al referendum costituzionale 2016, insomma, la fiducia degli investitori sarà messa sotto pressione il che potrebbe rendere molto più difficili gli aumenti di capitale delle banche in Italia.

“Ci sono quattro banche che sono un po’ più deboli: Mps, Banca Carige, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, che prima delle altre dovrebbero ridurre i crediti deteriorati ricorrendo al mercato e questo dipende dalla fiducia degli investitori”,

una fiducia che verrà a mancare con la vittoria del No al referendum costituzionale.

Referendum e banche: a rischio aumenti di capitale con vittoria del No

Nella delicata situazione delle banche d’Italia spicca senza dubbio il problema di Mps. Quali saranno i rischi per l’istituto con la sancita vittoria del No al referendum costituzionale? A parlare delle conseguenze su Mps è stato Edoardo Calandro, di Moody’s, il quale ha affermato che la forte volatilità generata dall’esito del referendum costituzionale 2016 potrà mettere a repentaglio il piano dell’istituto.

Il rating di Mps rimane dunque sotto revisione, ma nonostante questo Moody’s aveva già escluso un downgrade automatico del rating in caso di rifiuto della riforma costituzionale. Ecco, secondo le agenzie, quali potrebbero essere i rischi e le conseguenze per le banche con la vittoria del No al referendum costituzionale.

Nessun commento

Gentile utente,
per poter partecipare alla discussione devi essere abbonato a Money.it.

Iscriviti a Money.it

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.