Referendum 2020: il Governo si dimette se vince il No?

Referendum: quali conseguenze per il Governo M5S-PD in caso di vittoria del No? Difficili le dimissioni di Giuseppe Conte.

Referendum 2020: il Governo si dimette se vince il No?

Referendum taglio dei Parlamentari: se vince il No il Governo si dimette? È questa la domanda che molti italiani si fanno prima di recarsi alle urne, memori di quanto successo con il referendum del 4 dicembre 2016 quando la sconfitta subita portò Matteo Renzi a dimettersi dal ruolo di Presidente del Consiglio.

A tal proposito, nei giorni in cui il Partito Democratico, come confermato dal segretario Zingaretti, si è espresso in favore del sì al Referendum, c’è chi si chiede se anche il destino di questo Governo è legato a quello del referendum.

D’altronde quello del taglio dei Parlamentari è stato uno dei risultati più importanti tra quelli raggiunti dal Movimento 5 Stelle al Governo, e una sconfitta al referendum, con i cittadini che volterebbero le spalle al progetto pentastellato di ridurre (seppur per una cifra non consistente) i costi della politica, potrebbe avere ripercussioni.

D’altronde, per il Movimento 5 Stelle, che essendo consapevole della sconfitta alle regionali ha deciso di puntare tutto sul referendum, una vittoria del No sarebbe davvero un duro colpo. Ma un tale risultato, potrebbe portare alla caduta del Governo e ad una nuova maggioranza? Facciamo chiarezza.

Referendum: cosa succede al Governo se vince il No?

Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, a risultato ormai definito, Matteo Renzi annunciò le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. Ma d’altronde non poteva fare altrimenti: proprio lui, infatti, qualche settimana prima del voto aveva dichiarato che si sarebbe fatto da parte qualora la riforma costituzionale sarebbe stata bocciata dai cittadini.

Dichiarazioni che politicizzarono il referendum, spingendo tutti i detrattori di Matteo Renzi a votare no alla riforma costituzionale.

Difficile che ci siano le stesse conseguenze nel caso in cui anche a questo referendum dovesse vincere il no. Non è un caso, infatti, che l’attenzione sia spostata sul risultato delle elezioni Regionali, poiché quelle sì che potrebbero portare ad una crisi di Governo, specialmente nel caso in cui anche la Toscana, roccaforte del centrosinistra da anni, dovesse passare al Centrodestra.

Una vittoria del no al referendum sarebbe sicuramente un duro colpo per il Movimento 5 Stelle, ma il Partito Democratico - seppur si sia espresso per il Si - è stato sempre molto defilato a riguardo. Per non parlare poi di Italia Viva, con Renzi che non ha mai espresso il suo voto.

E va detto che anche l’opposizione non ha fatto fronte comune: ad esempio, nelle ultime ore Matteo Salvini - che il taglio dei parlamentari l’ha votato - ha annunciato che voterà per il Sì (aggiungendo di non essere un Renzi qualunque).

Una sconfitta del No, quindi, avrebbe come conseguenza quella di ridimensionare il Movimento 5 Stelle, vero e proprio padre del taglio dei parlamentari, ma non quella di portare alla crisi di Governo.

Va detto però che una sconfitta del No, aggiunta ad un buon risultato per il Partito Democratico alle elezioni Regionali (ad esempio in caso di vittoria in Puglia e in Toscana) potrebbero spingere ad un rimpasto di Governo, con il Partito Democratico che vedrebbe aumentare il suo peso politico nella maggioranza.

Ma per la caduta della maggioranza bisognerà guardare altrove, anche perché nel frattempo ci sono 200 miliardi del Recovery Fund da gestire e l’elezione del Presidente della Repubblica è sempre più vicina.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories