Reddito di Cittadinanza: la telefonata Centro per l’Impiego, è una truffa?

Reddito di Cittadinanza: c’è una truffa dietro alla telefonata del Centro per l’Impiego? Assolutamente no; così si assolvono gli obblighi legati al RdC nei tempi del COVID.

Reddito di Cittadinanza: la telefonata Centro per l'Impiego, è una truffa?

Molti beneficiari del Reddito di Cittadinanza ci hanno comunicato di aver ricevuto una chiamata da parte del Centro per l’Impiego nella quale sono state richieste informazioni sul nucleo familiare e sono state avviate le pratiche per la firma del Patto per il Lavoro.

Tuttavia, specialmente di questi tempi, l’accortezza non è mai troppa: è per questo motivo che molti percettori del Reddito di Cittadinanza ci hanno chiesto chiarimenti a riguardo, volendo sapere se possono fidarsi di una tale telefonata oppure se potrebbe trattarsi di una truffa.

D’altronde, prima dello scoppio della pandemia il Centro per l’Impiego non era solito telefonare ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza, salvo casi eccezionali. Generalmente, infatti, questi ricevevano una convocazione via SMS, con l’indicazione a presentarsi direttamente al Centro per l’Impiego in una certa data e ora.

Tuttavia, in molte Regioni questo non è più possibile e con l’introduzione delle nuove restrizioni sono sempre meno le occasioni in cui i Centri per l’Impiego decidono di ricevere in presenza gli utenti. Su indicazione delle Regioni, infatti, questi devono prediligere gli incontri da remoto, utilizzando gli strumenti a disposizione. Solamente in casi eccezionali, ossia quando non ci sono le condizioni per un incontro da remoto, il CPI potrà ricevere la persona in sede.

A tal proposito, in questi mesi i Centri per l’Impiego - seguendo le indicazioni arrivate dalle Regioni - si sono organizzati per continuare il flusso di lavoro pur limitando il numero degli appuntamenti in sede: per questo motivo nella maggior parte dei casi il confronto che porta alla firma del Patto per il Lavoro - adempimento necessario per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza - avviene da telefono.

Reddito di Cittadinanza: la telefonata del CPI non è una truffa

Visto quanto appena detto, la telefonata ricevuta dal Centro per l’Impiego competente sul vostro territorio non è una truffa. Anche a noi, infatti, risulta che in questi mesi siano diversi i beneficiari contattati telefonicamente per la firma del Patto di Lavoro, o anche per certificare l’esonero o l’esclusione dagli obblighi previsti dal Reddito di Cittadinanza.

Anzi, solitamente la prima telefonata viene fatta dai Navigator di Anpal Servizi, i quali verificano la condizione del nucleo familiare percettore del Reddito di Cittadinanza. Una volta completata la fase di valutazione, e verificato che il percettore presenta i requisiti per la firma del Patto di Lavoro, si procede con la raccolta delle informazioni necessarie per redigere il documento.

In questo colloquio i Navigator tracciano una profilazione qualitativa del percettore del Reddito di Cittadinanza, rilevandone fabbisogni e competenze così da poterlo supportare nella fase di ricerca di una nuova occupazione.

Una volta terminata questa fase, il Navigator invia il materiale raccolto al Centro per l’Impiego, il quale andrà a contattare la persona per la firma del Patto. Firma che solitamente avviene tramite uno scambio di documenti via email.

La Pubblica Amministrazione, quindi, ha sicuramente rivisto - vista la necessità dettata dal momento - il proprio modo di lavorare, aprendosi agli strumenti per un confronto telematico con l’utenza: chiamate, email e - laddove possibile - videochiamate.

Reddito di Cittadinanza: come capire se la telefonata è una truffa?

Ovviamente non è da escludere che qualcuno possa approfittare di questa situazione per fingersi del Centro per l’Impiego così da estorcere delle informazioni personali. Capire se si tratta di una truffa, però, è molto semplice: basta fare alcune domande per capire se effettivamente chi vi sta chiamando è a conoscenza della vostra situazione.

Ad esempio, il Centro per l’Impiego dispone di informazioni come il protocollo della domanda del Reddito di Cittadinanza, come pure della vostra data di nascita e indirizzo di residenza.

Se chi è dall’altra parte del telefono dimostra di non essere a conoscenza di queste informazioni, vuol dire che non è chi ha detto di essere. Basterà essere un po’ puntigliosi, quindi, per capire se effettivamente la telefonata fa parte di una procedura ormai standardizzata con la quale viene permesso ai nuclei familiari di assolvere agli obblighi del Reddito di Cittadinanza senza la necessità di presentarsi al Centro per l’Impiego.

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