La Raggi vuol far pagare l’IMU alla Chiesa: ecco in quanti evadono e quanto devono

Alessandro Cipolla

23 Gennaio 2017 - 14:40

La giunta Raggi del Movimento 5 Stelle in pressing sulla Chiesa per far pagare l’IMU alle strutture commerciali: ecco quante sono che non versano un euro e quanto devono al Comune.

La Raggi vuol far pagare l’IMU alla Chiesa: ecco in quanti evadono e quanto devono

Virginia Raggi vicina a far pagare l’IMU alla Chiesa. Tra dichiarazioni e mezze smentite, ormai il discorso tra la giunta targata Movimento Cinque Stelle e il Vaticano sembrerebbe essere a buon punto.

In campagna elettorale, quello dell’IMU dal far pagare anche alla Chiesa era stato uno dei punti cardine del programma della Raggi. Ora, circa sei mesi dopo la sua elezione al Campidoglio, la sindaca parrebbe essere vicina allo storico accordo con la Santa Sede.

Nei giorni scorsi, una serie di dichiarazioni rilasciate da Andrea Mazzillo e Adriano Meloni, rispettivamente assessori al Bilancio e all’Attività Produttiva, avevano annunciato come l’intesa potesse essere molto vicina dall’essere raggiunta.

Parole però che hanno irritato la Raggi, che su un argomento così delicato e spinoso preferisce essere molto cauta. Se la sindaca riuscisse a ratificare l’accordo, si tratterebbe sicuramente di un grande successo sia personale che per le casse del Comune di Roma.

Sull’IMU la Raggi sarebbe in accordo col Papa

La scorsa settimana, il primo ad intervenire nella vicenda del pagamento da parte della Chiesa dell’IMU per le strutture commerciali, è stato l’assessore al Bilancio capitolino Andrea Mazzillo.

È stata avviata una interlocuzione con la Chiesa per pagamento dell’IMU sugli immobili commerciali. La Santa Sede è uno stato estero, ma c’è l’impegno formale da parte delle autorità ecclesiastiche di definire questa situazione.

Parole quelle di Mazzillo che quindi fanno trapelare come esista una sorta di trattativa tra il Campidoglio e il Vaticano sull’IMU, con entrambe le parti disponibili ad un accordo.

Ancora più nello specifico è andato poi Adriano Meloni, assessore all’Attività Produttiva, che ha parlato addirittura di un filo diretto tra Virginia Raggi e Papa Francesco, con il pontefice che si è detto propenso all’intesa.

Le parole di Meloni però non sono piaciute alla Raggi, stizzita per il fatto che il Papa sia stato chiamato in causa direttamente riguardo l’argomento.

Nessuno può permettersi di attribuire al Papa virgolettati o dichiarazioni. Il Pontefice, quando vuole, parla autonomamente e non ha bisogno di intermediari.

La Raggi comunque sembrerebbe essere vicina al raggiungimento dello storico accordo, che sarebbe un’autentica iniezione di fiducia dopo che la giunta pentastellata non ha iniziato nel migliore dei modi.

I casi riguardanti l’ex assessore Paola Muraro e quello del suo ex braccio destro Raffaele Marra hanno di fatto intaccato molto la popolarità della sindaca.

Se l’accordo venisse raggiunto, sarebbe un gran colpo soprattutto per le casse del Comune. Tante sono le strutture commerciali della Chiesa nella capitale, così come è elevato il gettito delle imposte non riscosse. Vediamo allora quanti sono i beni riconducibili a strutture ecclesiastiche e quanto non pagano di IMU.

l’IMU e la Chiesa: ecco in quanti evadono e cosa devono

La bozza di intesa al vaglio di Comune e Chiesa riguarderebbe il pagamento dell’IMU da parte delle strutture commerciali di proprietà ecclesiastica. Dopo tante richieste, nel 2014 fu stilato un elenco che stimò in 273 le strutture ricettive ecclesiastiche, riconducibili a 246 proprietari.

Di questi 246 proprietari di strutture ricettive ecclesiastiche, in 93 non hanno mai pagato l’IMU. Un numero inferiore di una unità ai 94 che invece la tassa l’hanno sempre onorata. I restanti 59 invece hanno pagato a singhiozzo.

Solo il 38% quindi delle strutture quindi paga regolarmente l’IMU. Un contenzioso questo stimato in 19 milioni di euro l’anno. Cifra questa però che potrebbe lievitare di molto se consideriamo anche le altre imposte non pagate.

Anche per quanto riguarda la TASI il tasso di evasione è molto alto. In 80 su 246 non hanno mai pagato l’imposta. Se consideriamo che la Chiesa è proprietaria, con 13.000 posti letto a disposizione, di circa il 25% del totale delle strutture ricettive di Roma, si capisce facilmente di che portata è l’ammanco per le casse capitoline.

Fino al 2012, erano esentate dal pagare tasse sugli immobili tutte quelle strutture che prevedevano al suo interno zone adibite ad attività di culto. Bastava la presenza di una piccola cappella dall’essere quindi esonerati dai tributi.

Un decreto del governo Monti invece ha stabilito che, per non dover pagare imposte, una struttura deve avere un uso non commerciale, oppure offrire il servizio gratuitamente o a prezzi più bassi rispetto al mercato.

Basta una piccola ricerca però per vedere come i prezzi delle strutture ricettive ecclesiastiche siano assolutamente in linea con quelle del mercato attuale. Ecco perché anche la Chiesa spinge ora per un accordo con il Campidoglio, per non dover risolvere così tutti i contenziosi in atto in tribunale.

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