Bisogna pensare a cibo, casa, utenze e trasporti, ma naturalmente anche ad abbigliamento e svago. Varie voci di spesa che si sommano e possono diventare insostenibili. Nessuno può davvero considerarsi al riparo dal calo del potere d’acquisto: far quadrare i conti a fine mese diventa difficile sia per chi vive da solo, sia per le famiglie numerose.
Secondo Istat, dal 2021 a oggi i prezzi degli alimentari sono cresciuti del 25%, cioè di otto punti in più rispetto all’inflazione generale nello stesso periodo. Un aumento rilevante riguarda anche quelli per la salute e i servizi sanitari: altre voci sulle quali è difficile tagliare. La buona notizia è che oggi le famiglie italiane in difficoltà ad arrivare alla fine del mese risultano meno di quelle di un decennio fa. Quella cattiva è che riuscire a “sbarcare il lunario”, per usare un’espressione un po’ antiquata e abusata ma efficace, in Italia risulta più complicato al confronto con il resto d’Europa. Certo, si tratta di percezioni, ma qualche indicazione arriva anche da quelle.
Cosa dicono i dati
Stando all’aggiornamento Eurostat più recente (2024), il 41,6% delle famiglie dei Paesi dell’Unione Europea dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà. Il dato deriva dalla somma di chi valuta di riuscirci con grave difficoltà (6,3%), medio-alta (11,1%) e “qualche difficoltà” (24,2%). In Italia, invece, le famiglie in affanno sono ben oltre la metà dei nuclei complessivi, più nello specifico il 54,9%. Rispetto al quadro medio europeo sono leggermente meno le famiglie in grande difficoltà (5,8%), ma c’è una maggiore presenza di nuclei che arrivano a fine mese con difficoltà medio-alta (12,9%) e soprattutto con “qualche difficoltà” (36,2%).
Se c’è chi sta male, c’è anche chi se la passa bene e in Italia risulta in netta minoranza. A livello medio europeo il 26% delle famiglie dichiara di arrivare a fine mese con facilità o estrema facilità, mentre in Italia è appena l’8,1% dei nuclei a rivedersi in questa condizione di totale agiatezza.
Complessivamente, le famiglie italiane che faticano a far quadrare i conti restano tante, ma comunque in diminuzione. Ripercorrendo la serie storica risulta che nel 2015 ad ammettere difficoltà in questo senso erano quasi tre famiglie italiane su quattro (74,3%), mentre oggi è poco più di una su due. A ben vedere, come d’altronde accade anche per le retribuzioni, l’Italia si ritrova un po’ nel mezzo, con pochi estremi in un senso e nell’altro. Esiste un disagio economico, ma leggermente inferiore alla media; esiste l’estremo benessere, ma meno diffuso che nel resto d’Europa.
Il 56% dei single non arriva a fine mese
Scendendo nel dettaglio delle varie composizioni delle famiglie risulta che il confronto tra Italia e media Ue è sempre sfavorevole, in particolare per i nuclei molto numerosi. In Italia è il 56% tra i single di tutte le età a dichiarare di incontrare difficoltà più o meno gravi ad arrivare alla fine del mese, contro il 42% della media europea. L’incidenza di chi fa fatica a stare dietro alle spese è ancora più alta tra gli over 65 che vivono soli: il 58% per l’Italia, contro il 43% per la media Ue. Si abbassa, invece, nel caso di chi vive in coppia, pur restando più elevata nel nostro Paese: al 47% in Italia e al 32% mediamente in Europa.
In difficoltà, e non stupisce, sono soprattutto le famiglie con figli. In Italia oltre il 67% dei single con un minore a carico dichiara di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese, mentre nel caso europeo è il 59%. Lo scarto diventa massimo nel caso delle famiglie numerose. In Italia oltre il 72% delle coppie con tre o più figli ha difficoltà con le spese. A colpire, in questo caso, è lo scarto con la media Ue. Le famiglie numerose europee in difficoltà sono solo il 50%: 22 punti percentuali di differenza che non si ritrovano per gli altri segmenti di popolazione considerati.