Rispetto alla media europea c’è una quota più alta di famiglie che si sentono in difficoltà e il benessere vero è molto meno diffuso.
Bisogna pensare a cibo, casa, utenze e trasporti, ma naturalmente anche ad abbigliamento e svago. Varie voci di spesa che si sommano e possono diventare insostenibili. Nessuno può davvero considerarsi al riparo dal calo del potere d’acquisto: far quadrare i conti a fine mese diventa difficile sia per chi vive da solo, sia per le famiglie numerose.
Secondo Istat, dal 2021 a oggi i prezzi degli alimentari sono cresciuti del 25%, cioè di otto punti in più rispetto all’inflazione generale nello stesso periodo. Un aumento rilevante riguarda anche quelli per la salute e i servizi sanitari: altre voci sulle quali è difficile tagliare. La buona notizia è che oggi le famiglie italiane in difficoltà ad arrivare alla fine del mese risultano meno di quelle di un decennio fa. Quella cattiva è che riuscire a “sbarcare il lunario”, per usare un’espressione un po’ antiquata e abusata ma efficace, in Italia risulta più complicato al confronto con il resto d’Europa. Certo, si tratta di percezioni, ma qualche indicazione arriva anche da quelle.
Cosa dicono i dati
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