Germania sempre in testa, nonostante la crisi degli ultimi anni; poi Francia e Italia.
La gerarchia delle prime tre economie dell’Unione Europea oggi è questa ed è la stessa di vent’anni fa (escludendo il Regno Unito, al tempo Stato membro). Quello che è cambiato, confrontando l’attuale prodotto interno lordo dei tre paesi con quello che esprimevano nel 2004, è il loro contributo al Pil dell’Ue.
Nel caso tedesco c’è stato un calo abbastanza contenuto, mentre per Francia e Italia il ridimensionamento è più accentuato, a fronte della crescita di altre economie europee, in particolare quelle che hanno aderito all’Unione in tempi relativamente recenti.
Come è cambiato il Pil in Unione Europea
Stando alle serie storiche Eurostat, nel 2024 il Pil dell’Ue è stato pari a oltre 17 mila miliardi di euro. Come noto, la Germania è il Paese che contribuisce maggiormente al Pil europeo, rappresentandone il 24%, prima con un certo distacco. Dietro, infatti, la Francia partecipa per il 16% e l’Italia vale il 12%. Fuori dal podio troviamo la Spagna, che ha un Pil pari all’9% di quello europeo, i Paesi Bassi al 6%, la Polonia al 5% e poi Belgio, Svezia, Irlanda e Austria, tutte a circa il 3%.
Quota di Pil dell’Unione Europea per paese membro (2024)
- Germania: 24%
- Francia: 16%
- Italia: 12%
- Spagna: 9%
- Paesi Bassi: 6%
- Polonia: 5%
- Belgio: 3%
- Svezia: 3%
- Irlanda: 3%
- Austria: 3%
Prima del 2004 l’Ue contava 15 stati membri: poi quell’anno ci fu la più grande fase di allargamento dell’Unione, con l’adesione di ben dieci paesi, che portò il totale a 25. Nel 2004 il Pil tedesco era il 25% di quello Ue, ossia del Pil complessivo espresso al tempo dagli attuali 27 paesi membri, mentre quello francese valeva il 18% e quello italiano il 16%. Per Francia e Italia la contrazione è stata quindi, rispettivamente, di due e quattro punti percentuali, mentre per la Germania solo di un punto. Il peso di Spagna e Paesi Bassi risulta invece invariato rispetto a vent’anni fa (sempre il 9% e il 6% del Pil europeo), mentre è cresciuta la Polonia, che oggi rappresenta il 5% del Pil dell’Ue, mentre nel 2004 non andava oltre il 2%.
Quota di Pil dell’Unione Europea per paese membro (2004)
- Germania: 25%
- Francia: 18%
- Italia: 16%
- Spagna: 9%
- Paesi Bassi: 6%
- Svezia: 3%
- Belgio: 3%
- Austria: 3%
- Polonia: 2%
- Danimarca: 2%
Le ragioni del calo italiano
Come può spiegarsi una contrazione più marcata per l’Italia? Semplicemente, negli ultimi vent’anni l’Italia è cresciuta meno rispetto a quasi tutti gli altri paesi membri dell’Ue. Tra 2004 e 2024 il Pil a prezzi costanti è aumentato del 29% a livello medio Ue e di appena il 5% in Italia: il risultato più basso in assoluto, se si esclude la Grecia, che è andata in negativo (-5%).
Stando all’International Comparison Program della Banca Mondiale, nel 2021 il Pil dell’Ue ha rappresentato circa il 15,2% del Pil mondiale espresso in standard di potere d’acquisto. Tenendo conto delle diverse valute e dei diversi poteri d’acquisto, la più grande economia del mondo nel 2021 è risultata la Cina, con circa il 18,9% del Pil mondiale; gli Stati Uniti secondi al 15,5% e l’Unione Europea terza al 15,2%. Considerando sempre questo standard, Germania (3,4%), Francia (2,4%) e Italia (1,9%) insieme valgono appena il 7,7% del Pil mondiale.