Questo dato mostra il crollo del peso dell’Italia nell’Unione Europea in 20 anni

Alberto De Pasquale

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La nostra è sempre la terza economia dell’Ue, ma oggi contribuisce alla produzione di beni e servizi solo per il 12% (nel 2004 per il 16%).

Questo dato mostra il crollo del peso dell'Italia nell'Unione Europea in 20 anni

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Germania sempre in testa, nonostante la crisi degli ultimi anni; poi Francia e Italia.

La gerarchia delle prime tre economie dell’Unione Europea oggi è questa ed è la stessa di vent’anni fa (escludendo il Regno Unito, al tempo Stato membro). Quello che è cambiato, confrontando l’attuale prodotto interno lordo dei tre paesi con quello che esprimevano nel 2004, è il loro contributo al Pil dell’Ue.

Nel caso tedesco c’è stato un calo abbastanza contenuto, mentre per Francia e Italia il ridimensionamento è più accentuato, a fronte della crescita di altre economie europee, in particolare quelle che hanno aderito all’Unione in tempi relativamente recenti.

Come è cambiato il Pil in Unione Europea

Stando alle serie storiche Eurostat, nel 2024 il Pil dell’Ue è stato pari a oltre 17 mila miliardi di euro. Come noto, la Germania è il Paese che contribuisce maggiormente al Pil europeo, rappresentandone il 24%, prima con un certo distacco. Dietro, infatti, la Francia partecipa per il 16% e l’Italia vale il 12%. Fuori dal podio troviamo la Spagna, che ha un Pil pari all’9% di quello europeo, i Paesi Bassi al 6%, la Polonia al 5% e poi Belgio, Svezia, Irlanda e Austria, tutte a circa il 3%.

Quota di Pil dell’Unione Europea per paese membro (2024)

  1. Germania: 24%
  2. Francia: 16%
  3. Italia: 12%
  4. Spagna: 9%
  5. Paesi Bassi: 6%
  6. Polonia: 5%
  7. Belgio: 3%
  8. Svezia: 3%
  9. Irlanda: 3%
  10. Austria: 3%

Prima del 2004 l’Ue contava 15 stati membri: poi quell’anno ci fu la più grande fase di allargamento dell’Unione, con l’adesione di ben dieci paesi, che portò il totale a 25. Nel 2004 il Pil tedesco era il 25% di quello Ue, ossia del Pil complessivo espresso al tempo dagli attuali 27 paesi membri, mentre quello francese valeva il 18% e quello italiano il 16%. Per Francia e Italia la contrazione è stata quindi, rispettivamente, di due e quattro punti percentuali, mentre per la Germania solo di un punto. Il peso di Spagna e Paesi Bassi risulta invece invariato rispetto a vent’anni fa (sempre il 9% e il 6% del Pil europeo), mentre è cresciuta la Polonia, che oggi rappresenta il 5% del Pil dell’Ue, mentre nel 2004 non andava oltre il 2%.

Quota di Pil dell’Unione Europea per paese membro (2004)

  1. Germania: 25%
  2. Francia: 18%
  3. Italia: 16%
  4. Spagna: 9%
  5. Paesi Bassi: 6%
  6. Svezia: 3%
  7. Belgio: 3%
  8. Austria: 3%
  9. Polonia: 2%
  10. Danimarca: 2%

Le ragioni del calo italiano

Come può spiegarsi una contrazione più marcata per l’Italia? Semplicemente, negli ultimi vent’anni l’Italia è cresciuta meno rispetto a quasi tutti gli altri paesi membri dell’Ue. Tra 2004 e 2024 il Pil a prezzi costanti è aumentato del 29% a livello medio Ue e di appena il 5% in Italia: il risultato più basso in assoluto, se si esclude la Grecia, che è andata in negativo (-5%).

Stando all’International Comparison Program della Banca Mondiale, nel 2021 il Pil dell’Ue ha rappresentato circa il 15,2% del Pil mondiale espresso in standard di potere d’acquisto. Tenendo conto delle diverse valute e dei diversi poteri d’acquisto, la più grande economia del mondo nel 2021 è risultata la Cina, con circa il 18,9% del Pil mondiale; gli Stati Uniti secondi al 15,5% e l’Unione Europea terza al 15,2%. Considerando sempre questo standard, Germania (3,4%), Francia (2,4%) e Italia (1,9%) insieme valgono appena il 7,7% del Pil mondiale.

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