Quanto avresti guadagnato se avessi investito €10.000 sul BTP che scade l’1 dicembre

Stefano Vozza

28 Novembre 2024 - 15:31

Facciamo i conti ai titolari della prima ora del BTP emesso nell’autunno 2014 e che il 1° dicembre sarà rimborsato dal Tesoro, ipotizzando un investimento di 10.000 euro.

Quanto avresti guadagnato se avessi investito €10.000 sul BTP che scade l’1 dicembre

I conti è bene farli alla fine, si è soliti dire, e forse non a torto. A match concluso è più semplice, oltre che più obiettivo, dire chi ha vinto, chi ha perso e com’è andata a finire una data iniziativa. Vale nel privato come sul luogo di lavoro o nella disputa tra due “duellanti” tipo tra debitore e creditore, per esempio.

Prendiamo il caso dei titoli di Stato, spesso analizzati in sede di emissione e molto meno (o quasi mai) quando per essi sta per suonare il gong.

Per il BTP con codice ISIN IT0005045270, domenica 1° dicembre segnerà la fine della sua decennale vita di maturazione. Lunedì 2, infatti, i detentori del bond si ritroveranno l’accredito del nominale sottoscritto, maggiorato dell’ultima cedola semestrale nel frattempo maturata.

Mettendoci nei panni del sottoscrittore della prima ora, ecco quanto ha guadagnato in 10 anni chi ha investito 10.000 euro sul BTP che scade l’1 dicembre.

Le caratteristiche del BTP con codice ISIN IT0005045270

Il Tesoro ha emesso il bond in questione in più tranche nel corso dell’autunno di 10 anni fa. Per la precisione, l’obbligazione ha data emissione 1° settembre 2014 e data scadenza 1° dicembre 2024. Il titolo stacca una cedola annua lorda del 2,50%, il 2,1875% al netto della ritenuta fiscale del 12,50%.

Tuttavia, il rendimento lordo effettivo a scadenza esitato al termine delle varie aste è stato sempre inferiore alla cedola nominale. Nello specifico essi sono stati pari a:

  • 2,39% all’asta del 27/08/’14, con prezzo di aggiudicazione a 101,14 centesimi;
  • 2,45% all’asta del 29/09/’14, il cui prezzo di aggiudicazione si attestò a 100,59;
  • 2,44% all’asta tenutasi il 30/10/’14, con prezzo di aggiudicazione a 100,66;
  • 2,08% a seguito del prezzo di aggiudicazione a 103,87 al termine dell’asta datata 27 novembre 2014.

Quanto ha guadagnato il titolare di questo BTP decennale

Il calcolo delle cedole lorde e nette semestrali è abbastanza agevole. Esso è pari a 125 € lordi e 109,37 € netti ogni 6 mesi (staccate in data 1° giugno e 1° dicembre) su ipotetici 10mila € di nominale sottoscritto.

Tuttavia, al netto di chi lo ha comprato a 100 o sotto cento nel corso dei 10 anni, c’è che il rendimento di chi lo ha sottoscritto in asta è stato inferiore alla cedola.

Al riguardo, come si è comportato il bond sul mercato secondario nel corso dei suoi 10 anni di vita complessiva? A grandi linee è stato un po’ come andare sulle montagne russe:

  • 113,58 è stato il massimo segnato a marzo 2015;
  • 100,35 è stato il low a giugno 2015;
  • 111,79 è stato il massimo di agosto 2016;
  • 95,34 è stato il minimo assoluto di sempre, segnato ad ottobre 2018;
  • 110,42, nuovo massimo relativo a settembre 2019;
  • 99,80 a marzo 2020, in piena emergenza Covid ;
  • 110,34 a dicembre 2020, nell’exploit delle politiche fiscali e monetarie ultra espansive;
  • poi si è lentamente eclissato fino a poco sotto cento (all’incirca nel range 98-99,50) dall’estate 2022 ad oggi.

Sul fronte delle spese citiamo poi l’imposta di bollo e le spese di gestione bancarie. Nel primo caso, immaginando un prezzo fisso a 100 dal principio alla fine, si tratterebbe di 20 € annui (sempre su 10mila € ipotetici). Nel secondo, tanto quanto prevede la propria banca in termini di commissioni di compravendita e dossier titoli.

Ecco quanto ha guadagnato in 10 anni chi ha investito 10.000 euro sul BTP che scade l’1 dicembre

Con il senno del poi ci chiediamo: si è trattato di un investimento “vincente”? La domanda in assoluto non ha senso, perché tutto dipende dalle ragioni per cui il bond è stato sottoscritto dall’investitore di turno. Ad esempio chi cercava una semplice protezione del capitale può dirsi relativamente contento, dato che l’inflazione media da settembre 2014 a ottobre 2024 è stata del 2,14%. Il bond, in sostanza, ha bene o male permesso di mantenere inalterato il potere d’acquisto del capitale nel corso del decennio.

Meglio è andata invece a chi ha saputo speculare sull’obbligazione nei tempi, nei modi e nella direzioni giuste di volta in volta. Certo, in questi casi bisogna avere tanta preparazione di come funzionino i mercati e un’elevata propensione al rischio di base.

L’unico che potrebbe recriminare qualcosa sarebbe l’investitore che nei 10 anni ha scelto di restare liquido “per paura di”. Il timore di sbagliare non va mai sottovalutato, anzi, spesso è una base da cui partire, ma l’idea di restare attendisti per partito preso in genere non porta mai assai lontano.