Quante scuole riaprono davvero il 10 gennaio: è caos

Giorgia Bonamoneta

9 Gennaio 2022 - 23:14

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Riaprono le scuole dopo le festività, ma non in tutta Italia. Lo spettro della didattica a distanza non è poi così lontano. Ecco quali comuni hanno scelto di rimanere chiusi.

Quante scuole riaprono davvero il 10 gennaio: è caos

Scuola - da domani, 10 gennaio 2022, gli studenti torneranno in aula come deciso dal Governo. Ma non sarà così per tutti. Tra studenti e personale scolastico positivi, quante scuole riaprono davvero?

Secondo il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, c’è il rischio di un alto numero di assenze tra i docenti. La didattica a distanza, che si voleva evitare a tutti i costi, potrebbe diventare l’unica possibile via per garantire a tutti gli studenti di ritornare a seguire le lezioni.

Insomma, il rischio è una falsa partenza, con quasi 100 mila assenze tra docenti e personale secondo i dirigenti scolastici. Per questo le regioni hanno deciso di agire in maniera autonoma e a macchia di leopardo.

Caos scuola: quante rischiano di rimandare il rientro

È tutta una questione di numeri. A fronte dell’impennata di casi positivi, e di conseguenza di persone in quarantena, il rientro il classe per docenti, personale scolastico e studenti è a rischio. Le nuove norme pensate dal Governo potrebbero non servire al momento, con il 13% dei comuni italiani che hanno scelto di rimandare la riapertura delle scuole.

Sono, in numeri, 1.042 comuni su 7.904 a rimandare il ritorno in aula per gli studenti, alcuni di pochi giorni, altri quasi di un mese. Vediamo quali regioni hanno intrapreso questa strada.

In Sicilia si riparte con 3 giorni di ritardo

In Sicilia sono stati i comuni in zona arancione a chiedere di rimandare il rientro in classe per le scuole di ogni ordine e grado. Il Governatore Nello Musumeci, per evitare lo scontro con il Governo, ha deciso di rimandare di appena 3 giorni la riapertura delle scuole.

Non tre giorni di didattica a distanza, ma tre giorni di vacanza in più. Il provvedimento, richiesto da 200 comuni, è stato reso attivo per tutto il territorio (390 comuni).

Campania, un mese a casa con la Dad

La regine Campania ha preso una decisione ben più forte e in contrasto con la linea del Governo: quasi un mese di didattica a distanza per le scuole. Gli studenti rientreranno a scuola tra il 29 e il 31 gennaio 2022.

La scelta di Vincenzo De Luca deriva da quella di alcuni dirigenti scolastici sparsi, che avevano già scelto di rimanere chiusi per l’alto rischio di contagio.

43 ordinanze singole in Calabria

In Calabria si va in netto contrasto con la decisione centrale del Governo. Sono 43 i sindaci che hanno deciso di emanare ordinanze per tenere chiuse le scuole sul loro territorio. Il neopresidente Roberto Occhiuto aveva proposto una chiusura di 15 giorni, finita in un nulla di fatto, ma la proposta è passata in mano ai singoli sindaci.

Il risultato è: oltre a quello di Reggio Calabria, hanno annunciato lezioni in Dad i sindaci di Saracena, Frascineto e San Giovanni in Fiore (nella provincia di Cosenza), 33 comuni della Piana di Gioia Tauro, quindi Gerace e Motta San Giovanni (tutti nella provincia di Reggio Calabria), ancora Pianopoli, Taverna, Magisano e Pentone (in provincia di Catanzaro).

Scuola chiusa a macchia di leopardo: cosa succede nelle altre regioni

Nel resto d’Italia non va molto meglio e ogni regione si ritrova a dover fronteggiare la possibile assenza di docenti, personale e studenti.

Ecco il resto delle disposizioni divise per regioni:

  • Puglia: apre contro voglia, ma alcuni comuni scelgono di rimanere chiusi, come Grumo Appula (Bari) chiude l’asilo e così Alberobello (sempre Bari), Orsara di Puglia (Foggia) e Copertino (Lecce);
  • Basilicata, chiusi a Potenza e Vietri di Potenza;
  • Abruzzo, sono 9 i comuni chiusi, cioè Altino, Torino di Sangro, Treglio, Casalbordino, Scerni, Pollutri, Villalfonsina, San Vito Chietino e Rocca San Giovanni;
  • Molise, con Campobasso e le sue municipalità in provincia (San Martino in Pensilis, Pietracatella, Larino, Termoli, Guglionesi e Montenero di Bisaccia);
  • Sardegna, in tre comuni, cioè Nuoro, Desile (in provincia di Nuoro) e Ghilarza (nell’Oristanese);
  • Lazio, 22 chiusure a Frosinone, Fiuggi, Anagni, Sora, Isola Del Liri, Arpino, Broccostella, Fontechiari, Pescosolido, Posta Fibreno, Castelliri, Campoli Appennino, Sant’Elia Fiumerapido, Vallerotonda, Cassino, Atina, Belmonte Castello, Picinisco e Villa Latina. Così a Civita Castellana, Bolsena e Bagnoregio (Viterbo).

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