Quante persone al tavolo al ristorante? Numero massimo e regole

Misure sempre più severe per andare al ristorante o al bar: l’ultimo DPCM stabilisce il numero massimo di 4 persone per tavolo, con delle eccezioni. Ecco quali.

Quante persone al tavolo al ristorante? Numero massimo e regole

Andare a pranzo al ristorante o sedersi al bar è ancora possibile nelle regioni della zona gialla, dove il rischio epidemico è moderato. Quante persone possono stare allo stesso tavolo è stabilito nel DPCM del 25 ottobre: il numero di commensali si è abbassato da 6 a 4. Resta l’obbligo di assicurare almeno un metro di distanza tra i posti a sedere.

L’unica eccezione è per i nuclei familiari conviventi, cioè le persone che vivono sotto lo stesso tetto: in tal caso si può stare al tavolo anche in più di 4 persone (si pensi alle famiglie con 3 o più figli).

Attenzione alle multe - piuttosto salate - ecco come evitarle.

In quanti si può andare al ristorante: regole per la zona gialla

I fortunati che vivono in zona gialla possono ancora sedersi al ristorante fino alle 18.00 nel numero massimo di 4 persone per ciascun tavolo, cosa preclusa in zona rossa e arancione, dove i ristoranti sono chiusi.

Restano alcuni degli obblighi stabiliti nei mesi scorsi:

  • affiggere all’esterno un cartello recante la capienza massima del locale;
  • garantire almeno un metro di distanza tra i commensali;
  • indossare la mascherina al momento dell’ingresso, dell’uscita, e durante gli spostamenti (si può abbassare per bere e mangiare).

Dalle 18 in poi non è più possibile sedersi e nemmeno consumare cibo e bevande all’esterno del locale. Fino alle 22 è permesso l’asporto mentre non ci sono limitazioni orarie per la consegna al domicilio, anche in zona arancione e rossa.

Limite di 4 non si applica tra conviventi: che significa?

Unica eccezione a tale regola è nel caso di pranzi di famiglia con più di 4 membri, ma deve trattarsi del nucleo familiare convivente: in altre parole, per stare seduti al tavolo in più di 4 non basta appartenere alla stessa famiglia (ad esempio zii, nonni, cugini, e così via) ma bisogna abitare nella stessa casa. Tra conviventi, infatti, non c’è l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro, sia al ristorante che in automobile.

Per conviventi si deve intendere anche chi vive sotto lo stesso tetto pur non facendo parte dello stesso nucleo familiare, esempio tipico le coppie senza unione civile o patto di convivenza o gli studenti universitari tra loro coinquilini.

Cosa rischia chi non rispetta il limite massimo (consumatori e ristoratori)

I gestori di bar, ristoranti e pizzerie che non rispettano la “regole del 4” rischiano la sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro (come prevede il decreto Cura Italia) e, come sanzione accessoria, la chiusura dell’attività fino a 5 giorni per impedire la reiterazione degli atteggiamenti vietati. La chiusura è disposta a discrezione delle Forze dell’ordine in base al comportamento del gestore e alla presenza di eventuali precedenti.

La stessa sanzione è comminata anche ai clienti che non rispettano il distanziamento e non indossano la mascherina nei momenti in cui è obbligatoria: ingresso/uscita dal locale, pagamento in cassa e ogni altro spostamento.
Chi, inoltre, per eludere il divieto, dichiara di appartenere alla stessa famiglia convivente, anche se non è vero, rischia la denuncia per Falso, con possibili conseguenze sul piano penale.

Quante persone si possono invitare a casa?

Quanto detto per i pranzi al ristorante o gli aperitivi al bar non vale per i luoghi di privata dimora. Nelle regioni della zona gialla e arancione gli incontri tra le mura domestiche non sono vietati in modo assoluto ma fortemente sconsigliati, se non per motivi di salute, lavoro e altre necessità.

Nella zona rossa, invece, è vietato invitare o andare a casa di persone non conviventi, anche di fratelli, figli, genitori e nonni. Qualche apertura, ma sempre nel segno della prudenza, potrebbe esserci in vista di Natale, ma per il momento il divieto resta.

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