Quando si prescrivono le cartelle esattoriali?

Isabella Policarpio

26/04/2021

26/04/2021 - 15:51

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Dopo quanti anni si prescrivono le cartelle esattoriali e come faccio a sapere se ho dei debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate? Ecco quando e perché si applica il termine breve.

Quando si prescrivono le cartelle esattoriali?

Quando si prescrivono le cartelle esattoriali, dopo 10 o 5 anni? Questa è una domanda tutt’altro che banale che, per anni e anni, ha diviso gli orientamenti legislativi. La stessa Cassazione ha cambiato più volte opinione, ma da qualche tempo a questa parte si propende per il termine breve a favore dei contribuenti: le cartelle esattoriali si prescrivono dopo 5 anni.

Ciò vale per multe stradali, contributi previdenziali, canone Rai, imposte e tasse dovute allo Stato (Imu, Irpef e così via) e ogni tipo di sanzione amministrativa, come stabilito dalla Suprema Corte nel 2016, orientamento che sta prendendo sempre più piede.

La prescrizione è automatica quindi, trascorsi 5 anni, il contribuente non dovrà fare nessun adempimento formale/fiscale affinché il debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate si consideri estinto.

Quando vanno in prescrizione le cartelle esattoriali?

La risposta è molto semplice: le cartelle esattoriali cadono in prescrizione dopo 5 anni (e non 10, come prevede il termine ordinario). Si tratta di una “prescrizione breve” che manifesta l’orientamento di favore del legislatore nei confronti dei contribuenti e a svantaggio del Fisco.

La prescrizione breve di 5 anni delle cartelle esattoriali è confermata dalla Giurisprudenza, in prima battuta dalla Corte di cassazione (sentenza n. 23397/2016), successivamente dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio con la decisione 1471/2020 la quale, inoltre, ha stabilito che la richiesta di rateizzazione del debito non interrompe il decorso della prescrizione. Questa decisione - sempre “pro reo” - accelera i tempi della prescrizione delle cartelle e, quindi, la possibilità di evitare il pagamento.

Ad oggi questo orientamento sembra ormai prevalere su quello precedente che stabiliva termini prescrizionali differenziati in base alla tipologia del debito, ad esempio 10 anni per imposta di bollo, Iva e Irpef, 5 per le contravvenzioni stradali e i contributi previdenziali omessi di Inps e Inail.

Da quando decorre la prescrizione?

La prescrizione di 5 anni delle cartelle esattoriali decorre trascorsi 60 giorni dalla notifica del debito (questo è il termine concesso dalla legge per versare le somme dovute) oppure a seguito di impugnazione dopo che la sentenza è passata in giudicato.

Come sapere se ho cartelle esattoriali?

Può capitare di perdere traccia delle proprie cartelle esattoriali, per dimenticanza o perché, ad esempio, queste sono pervenute ad un altro indirizzo postale.
In tal caso ogni contribuente può verificare la propria posizione presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o direttamente sul portale online su: “cittadini - controlla la tua situazione - estratto conto”; gli utenti abilitati ai servizi Fisconline possono accedere inserendo le proprie credenziali (username e password).

Se dall’estratto di ruolo dovessero risultare delle cartelle esattoriali non pagate, il contribuente può contestarle entro 60 giorni. Altrimenti, se i termini di prescrizione sono estinti, per avviare una contestazione si dovrà attendere un qualsiasi atto (pignoramento o misura cautelare) da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se non si paga una cartella esattoriale?

Difficile rispondere sinteticamente. I rischi per chi non paga le cartelle esattoriali sono molteplici e dipendono dalla natura e dall’entità dell’insolvenza. Generalmente, se la cartella non è pagata nel termine di 60 giorni, l’AdE darà inizio al pignoramento che può avere ad oggetto somme di denaro, beni mobili e immobili.

Mentre si arriva all’espropriazione forzata in tutti i casi in cui la notifica della cartella di pagamento sia avvenuta da più di un anno.

Dalla data di notifica dell’avviso di intimazione il debitore ha 5 giorni per versare le somme dovute, con la possibilità di chiedere la rateizzazione dell’importo o la sospensione legale della riscossione, nei casi e nei termini previsti dalla legge.

Per le cartelle fino a 1.000 euro le azioni esecutive non iniziano prima di 120 giorni dall’invio di una comunicazione contenente il dettaglio del debito.

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