Quando si prescrive un reato?

Quando si prescrive un reato e quali sono gli effetti della prescrizione? Per stabilirlo bisogna guardare la pena edittale stabilita dal Codice penale, ma ci sono alcune eccezioni per i reati più gravi. Qui tutto quello che c’è da sapere.

Quando si prescrive un reato?

Cos’è la prescrizione dei reati, quando scatta e come di calcola?

La prescrizione non è altro che l’effetto del trascorrere del tempo sui reati; in altre parole trascorso un periodo determinato dalla commissione della fattispecie di reato senza che il giudice emetta una sentenza definitiva questo si prescrive, quindi il colpevole non potrà più essere condannato.

C’è una differenza molto importante però tra la prescrizione dei debiti e quella dei reati: infatti, mentre in ambito civile la ratio della norma è individuabile nell’esigenza di certezza dei rapporti giuridici, in quello penale è motivata dal fatto che trascorso un certo periodo di tempo - quindi dopo molti anni dal verificarsi del comportamento illecito - sarebbe inutile esercitare la funzione repressiva nei confronti di chi ha commesso il reato.

I termini sono variabili a seconda della tipologia e della gravità del reato. Inoltre ci sono dei reati per i quali la prescrizione non si applica: in questo caso quindi la sentenza di condanna inderogabile può arrivare anche dopo i termini della prescrizione.

Qui faremo chiarezza su come si calcolano i termini della prescrizione in ambito penale, analizzando dopo quanto tempo si estingue un reato.

Prescrizione reati: come si calcola

Come abbiamo anticipato, la prescrizione in diritto penale estingue il diritto di perseguire e punire un reato. Questo istituto si applica:

  • prima della sentenza definitiva di condanna, al decorrere di un preciso arco temporale, che varia per ogni reato;
  • dopo la sentenza irrevocabile quando la pena non viene inflitta entro i termini di prescrizione.

In ambito civile, invece, il normale termine di prescrizione è 10 anni, salvo alcune ipotesi residuali che invece hanno il termine abbreviato a 5 anni, ad esempio la prescrizione delle cartelle esattoriali.

Invece in ambito penale il termine di prescrizione è diverso per ogni fattispecie di reato, e dipende dalla sua gravità e dalla pena prevista dal Codice penale. Per calcolarlo bisogna prendere in considerazione il massimo della pena edittale indicato dal legislatore. Ad esempio, per un reato punibile da 1 a 6 anni il termine della prescrizione è appunto 6 anni.

Ci sono però dei limiti: per i delitti (ovvero le ipotesi sanzionate con la pena detentiva) la prescrizione non può essere inferiore ai 6 anni, mentre per le contravvenzioni ai 4 anni.

Ma cosa succede se la legge per un reato stabilisce una pena diversa da quella detentiva? In questo caso i termini sono definiti in misura fissa, pari a 3 anni.

Calcolo prescrizione: le eccezioni alla regola

Come ogni regola, anche il calcolo della prescrizione conosce delle eccezioni. In alcuni casi i termini di prescrizione sono aumentati, questo per assicurare che alcuni reati restino impuniti. Si tratta di ipotesi molto gravi, come ad esempio:

  • tratta di persone;
  • associazione di tipo mafioso;
  • sequestro di persona (a scopo di estorsione);
  • violenza sessuale;
  • contraffazioni;
  • scambio elettorale politico;
  • terrorismo.

Prescrizione, quando non si applica

Ricapitolando in generale per sapere qual è la prescrizione dei reati bisogna guardare al massimo di pena previsto, per le fattispecie più gravi gli anni sono raddoppiati, poi ci sono delle ipotesi in cui i termini di prescrizione non si applicano.

Si tratta di condotte così gravi da escludere che lo Stato possa estinguere il diritto a perseguire il colpevole: sono tutti quei reati che prevedono la pena dell’ergastolo, cioè la detenzione a vita. Questo vale per i reati di strage e omicidi di stampo mafioso o messi in atto con particolare crudeltà.

Decorrenza della prescrizione

Dopo quanto tempo comincia a decorrere la prescrizione? Dal momento in cui il fatto illecito viene commesso, oppure dopo che questo è stato accertato? Per rispondere dobbiamo fare una distinzione tra reato consumato, reato tentato e reato permanente, disciplinati dall’articolo 158 del Codice Penale.

A seconda della tipologia del reato si considera come inizio dei termini della prescrizione un momento differente, quale:

  • reato consumato: dal giorno in cui il fatto illecito viene commesso;
  • reato tentato: dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole;
  • reato permanente: dal giorno in cui è cessata la permanenza.

Il decorso della prescrizione è continuativo, ma può essere sospeso qualora si verifichi uno dei seguenti eventi:

  • autorizzazione a procedere;
  • impedimento delle parti o dei difensori;
  • richiesta dell’imputato o del suo difensore;
  • sospensione del procedimento (articolo 420-quater del Codice di procedura penale).

Interruzione della prescrizione

La prescrizione si interrompe ogni volta che il titolare del diritto mette in essere un atto o un comportamento idonei a dimostrare la volontà di esercitare nuovamente il diritto.

La data del compimento dell’attività segna il decorrere di un nuovo termine di prescrizione, uguale al primo che parte da capo. La prescrizione si interrompe nei seguenti casi:

  • sentenza di condanna;
  • ordinanza che prevede l’applicazione di misure cautelari personali;
  • convalida del fermo o dell’arresto;
  • richiesta di rinvio a giudizio;
  • ordinanza che prevede il giudizio abbreviato;
  • invito a presentarsi davanti al PM per l’interrogatorio;
  • interrogatorio;
  • citazione per giudizio direttissimo;
  • decreto che dispone il giudizio, il giudizio immediato o la citazione in giudizio.
  • decreto che fissa l’udienza preliminare.

Sospensione della prescrizione

Cosa ancor diversa è la sospensione della prescrizione: questa rappresenta una parentesi e non una vera e propria interruzione del decorso dei termini. La sospensione della prescrizione si ha in queste ipotesi tassative:

  • la questione viene spostata in un altro giudizio;
  • impedimento delle parti e dei difensori;
  • rogatorie all’estero;
  • dalla pronuncia della sentenza di primo grado fino alla data in cui diventa esecutiva.

Quando si chiude la parentesi di sospensione, la prescrizione inizia a decorrere riprendendo il calcolo originario e non partendo da capo come avviene per l’interruzione.

Argomenti:

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