Quando si prescrive un debito?

Isabella Policarpio

03/06/2020

04/06/2020 - 14:39

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I debiti cadono in prescrizione come i reati. Il periodo di tempo da aspettare dipende dalla tipologia di debito e va da un massimo di 10 anni ad un minimo di 6 mesi. Qui le tipologie di debiti e termini prescrizionali per ciascuno.

Quando si prescrive un debito?

Quando si prescrive un debito? Difficile rispondere a questa domanda in maniera secca, poiché i termini di prescrizioni sono diversi in base alla tipologia di credito.

Si va dai 10 anni - che è la prescrizione ordinaria - ai 5 (prescrizione breve), per esempio per le rate del mutuo o del bollo auto, fino a scendere ai 2 anni per le bollette.

Come noto, la prescrizione è quell’istituto giuridico che - in ambito civile - comporta l’estinzione di un diritto soggettivo qualora il titolare non lo eserciti entro il periodo di tempo indicato dalla legge. Quindi, dopo la scadenza dei termini della prescrizione colui che vanta un credito nei confronti di un’altra persona non ne potrà più pretendere il pagamento.

Tuttavia, affinché un debito cada in prescrizione non basta soltanto il trascorrere del tempo indicato dalla legge, ma serve anche che il creditore non abbia fatto nulla per rivendicare il diritto alla somma spettante.

Ecco perché è molto importante conoscere quali sono i termini previsti dalla legge, così da capire quanto tempo si ha per pretendere la restituzione di un credito prima che questo vada perduto per sempre.

In questo articolo troverai l’elenco completo dei debiti con i rispettivi termini prescrizionali.

Anche i debiti cadono in prescrizione

Come anticipato, affinché un debito cada in prescrizione è necessario che si verifichino due eventi congiunti:

  • scadenza dei termini di prescrizione: 10 anni per il diritto di credito di un soggetto, ma ad esempio per le spese di ristrutturazione si applica la prescrizione ridotta a 5 anni;
  • nessuna rivendicazione del diritto: il creditore nell’arco dei 5 anni non abbia mai preteso il pagamento del debito.

Facciamo un esempio: Tizio ha effettuato dei lavori di ristrutturazione a casa di Caio, rilasciandogli una fattura da 10.000 euro. Se trascorsi 5 anni Caio non ha ancora pagato il proprio credito, può succedere che:

  • il debito cada in prescrizione qualora nel corso di questo periodo Tizio non abbia mai preteso il pagamento del credito;
  • il debito non cada in prescrizione (e quindi Caio ha il dovere di estinguerlo) se nel corso dei 5 anni Tizio abbia sollecitato più volte Caio chiedendogli di saldare il debito.

Naturalmente il sollecito deve essere dimostrabile, quindi non sono sufficienti degli avvisi dati di persona ma occorrono atti scritti.

Come anticipato, il termine ordinario per il diritto di credito è di 10 anni. Quello che non vi abbiamo detto, però, è che ci sono delle eccezioni, dal momento che per alcune tipologie di crediti si applica la prescrizione breve di 5 anni.

I termini di prescrizione

In linea generale per esercitare il proprio diritto di creditore ed esigere il pagamento di un credito c’è tempo 10 anni.

Tuttavia la legge può prevedere dei termini ridotti per alcune tipologie di credito, come ad esempio per le prescrizioni presuntive; si tratta di quei casi in cui il debito si presume sia stato estinto entro un determinato periodo di tempo (dai 6 mesi ad 1 anno). Per queste situazioni - che vedremo di seguito - inoltre l’onere della prova è ribaltato: non spetta al debitore dimostrare di aver pagato il debito, poiché è il creditore a dover portare le prove della mancata restituzione del proprio credito.

Dopo queste opportune premesse possiamo vedere quali sono i debiti per cui si applicano i termini della prescrizione breve, i quali ricordiamo si interrompono ogni volta che il creditore notifica una richiesta di pagamento al debitore.

Debiti, per quali si applica la prescrizione breve?

L’ordinario termine di prescrizione è 10 anni. Per alcune tipologie di credito però si applica il termine breve di 5 anni; precisamente per:

  • rate del mutuo;
  • dichiarazione dei redditi;
  • bollettini;
  • canone di locazione;
  • multa;
  • spese condominiali;
  • spese di ristrutturazione;
  • TFR e tutte le indennità spettanti per la fine del rapporto di lavoro;
  • interessi;
  • risarcimento del danno derivante da fatto illecito;
  • bollo auto;
  • pagamento della parcella del professionista.

È ridotta a 2 anni invece la prescrizione per il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas, mentre i termini sono di 1 anno per le seguenti categorie di debiti:

  • rette scolastiche;
  • abbonamento alla palestra;
  • costo dei farmaci;
  • compenso degli ufficiali giudiziari per gli atti da loro compiuti;
  • rate dei premi assicurativi RC, furto e incendio.

Infine, sono ridotti a 6 mesi i termini di prescrizione per il debito riguardanti le spese di vitto e alloggio negli hotel e in qualsiasi altra struttura alberghiera.

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