Quando riaprono le palestre? Cosa dirà il nuovo Dpcm

Fiammetta Rubini

10 Febbraio 2021 - 13:42

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Palestre e piscine verso la riapertura. Dopo l’ok del Cts, con le nuove regole per la ripartenza dello sport al chiuso, si attende la decisione del Governo con un nuovo Dpcm. Ecco cosa aspettarsi.

Quando riaprono le palestre? Cosa dirà il nuovo Dpcm

Palestre e piscine verso la riapertura: il Cts ha approvato le regole per far ripartire lo sport al chiuso, e adesso resta da capire se il Governo darà l’ok alla riapertura graduale dal 6 marzo.

Il 15 febbraio scade il provvedimento che vieta gli spostamenti tra regioni anche in zona gialla, possono riaprire gli impianti sciistici e ripartono i concorsi con un massimo di 30 persone. Il governo potrebbe prolungare gli stop con un nuovo decreto o un’ordinanza in vigore dal 16 febbraio, poi dovrà mettersi al lavoro sul nuovo Dpcm che sostituirà quello in scadenza il 5 marzo e che si andrà ad esprimere in merito alla riapertura di palestre, piscine, teatri, cinema, coprifuoco e ristoranti.

Quando riaprono le palestre

Al momento non c’è una data ufficiale, ma sicuramente non prima di marzo. Anche se nei giorni scorsi, dopo l’approvazione del documento del Cts con le nuove regole per gli impianti sportivi, era emersa l’eventualità di una riapertura di palestre e piscine dal 15 febbraio (come gli impianti sciistici), è assai improbabile che le limitazioni cadranno presto.

Le prossime due settimane saranno cruciali per decidere se, come e quando riaprire le palestre e far ripartire lo sport. Il protocollo c’è, ma ora spetta al Governo decidere se e quando applicarlo già a partire dal 6 marzo.

Ricordiamo infatti che il Dpcm 14 gennaio che ha sancito la chiusura di palestre e piscine resta in vigore fino al 5 marzo. Solo dopo quella data si potrà parlare di riaprire gli impianti sportivi. Tutto dipenderà dall’andamento dei contagi. Il Comitato tecnico scientifico ha messo in chiaro che “in questa fase dell’epidemia si valuta con molta preoccupazione il riscontro potenziale di aggregazioni tra persone all’interno degli impianti sportivi, soprattutto in ambienti chiusi e confinati”.

Il 6 marzo sarà una data decisiva non solo per le palestre e piscine, ma anche per ristoranti, che potrebbero riaprire la sera, teatri e cinema.

Come riaprono le palestre e le piscine

A prescindere da quando riapriranno palestre e piscine, la riapertura sarà graduale e con regole diverse in base alle fasce di rischio.

In zona gialla è prevista la riapertura di palestre, piscine e tensostrutture per le arrività sportive di base individuali, anche acquatiche e per le attività sportive dilettantistiche di squadra e di contatto.

Nella zona arancione si ripartirà inizialmente solo con gli allenamenti svolti in forma individuale. Le scuole di danza e le attività sportive per i bambini in età scolare saranno consentiti in coerenza con l’apertura delle scuole. In palestra non sarà consentito l’uso delle docce e non si potranno lasciare gli indumenti usati per l’attività fisica negli spogliatoi. Gli attrezzi andranno sempre igienizzati dopo l’utilizzo e bisognerà portarsi il tappetino da casa. Gli operatori dovranno indossare la mascherina e mettere a disposizione gel igienizzante per tutti. Anche in piscina sarà obbligatorio l’uso della mascherina, ovviamente fuori dalla vasca, sia per gli atleti che per gli allenatori.

Cosa dice l’ultimo Dpcm su palestre e piscine

Il Dpcm con le misure anti Covid varato il 14 gennaio resta in vigore fino al 5 marzo e ribadisce che, fino a quella data,

Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Il testo del decreto ministeriale prevede inoltre che si possano svolgere eventi e competizioni sportive all’interno di impianti sportivi a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti - continua il testo -, “degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva”.

Riapertura in zona bianca

Per il momento un barlume di speranza per il settore è rappresentato dalla zona bianca, la quarta fascia introdotta dal DL 14 gennaio che scatta nei territori con Rt sotto 0,50 e un’incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive. Qui grazie alla bassissima circolazione del virus potrebbero riaprire palestre e piscine, così come teatri, cinema, sale da concerto e i musei anche nel weekend. Ad oggi, però, resta un’utopia in quanto nessuna Regione ha i numeri per entrare in fascia bianca.

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