Quando sono obbligatorie le scarpe infortunistiche?

Le scarpe infortunistiche rientrano tra gli indumenti obbligatori per alcune professioni; per questo è interessante capire quando e per quanto tempo è necessario indossarle e su chi ricade la responsabilità in caso di inadempimento o infortunio.

Quando sono obbligatorie le scarpe infortunistiche?

In alcune professioni e in determinate circostanze le scarpe infortunistiche sono obbligatorie: questo perché il datore di lavoro ha l’obbligo giuridico di prevenire gli infortuni dei suoi dipendenti con ogni mezzo.

In caso non adempisse a tale obbligo la responsabilità degli infortuni ricadrebbe in toto su di lui: pertanto gli è concesso di controllare che i suoi dipendenti indossino le misure di sicurezza e di provvedere a comportamenti negligenti.

Moltissime sono le categorie di lavoratori che devono adempiere a questo obbligo e sarà utile capire chi debba acquistare le scarpe antinfortunistiche, quanto tempo è necessario indossarle e quali sono le conseguenze in caso di inadempimento.

Documento di valutazione

Il datore di lavoro ha il dovere di analizzare tutti i possibili fattori di rischio e di evitare che si verifichino le circostanze in cui avvenga qualcosa ai lavoratori; inoltre deve stilare un documento di valutazione dei rischi previsto per legge e aggiornarlo periodicamente.

Il documento stilato dal datore di lavoro deve riportare tutti i mezzi adottati ai fini della protezione della salute e della sicurezza dei dipendenti. Ad aiutare il datore di lavoro nell’adempimento di tale obbligo interviene una figura di intervento e di consulenza: il responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

Questo documento stilato dal capo e dal responsabile insieme è molto importante perché se al suo interno non è specificato l’obbligo di indossare le scarpe antinfortunistiche o qualsiasi altro indumento di tutela, la responsabilità di un qualsiasi infortunio non ricadrà sull’azienda.

Responsabilità penale

Certo è che il documento di valutazione è pur sempre uno scritto aziendale e potrebbe non essere del tutto oggettivo e completo: per questo è lasciata ai lavoratori la possibilità di contestarlo ricorrendo al parere del giudice per apportare delle modifiche significative in caso non si sentissero tutelati pienamente.

Ad esempio nel caso delle scarpe infortunistiche se il datore di lavoro lascia i dipendenti liberi di acquistarle, senza prevedere obblighi o sanzioni, il tribunale potrebbe dichiarare insufficiente il documento stilato in materia di protezione.

L’azienda a questo punto deve provvedere a sue spese all’acquisto delle scarpe; a questo punto tutte le responsabilità sono a suo carico e anche nel caso in cui si sia preoccupata di fornire le scarpe ai dipendenti ma questi non le indossino, la responsabilità penale ricadrebbe sempre sul datore di lavoro e sul responsabile per la sicurezza.

Per questo al datore viene dato uno strumento per non incorrere nei rischi derivanti dalla mancata adozione delle misure di prevenzione da parte dei dipendenti: il procedimento disciplinare.

In caso di recidiva di tale comportamento scorretto il datore di lavoro può procedere anche al licenziamento; mentre è illegittimo licenziare un lavoratore apportando il suddetto motivo nel caso in cui egli non possa indossare le scarpe antinfortunistiche per una malformazione al piede.

Durata

Di solito il tempo in cui è necessario indossare le scarpe antinfortunistiche coincide con l’orario lavorativo; nel caso in cui però il lavoratore è costretto a utilizzare questa strumentazione al di fuori di esso, secondo la giurisprudenza rientra nell’orario di lavoro anche questo tempo.

Queste ore indicate dal datore di lavoro come necessarie vanno retribuite a titolo di compenso per lavoro ordinario: il tempo in cui il dipendente indossa gli indumenti indicati vengono definite “tempo tuta” e vanno ricompensate regolarmente allo stesso modo del lavoro regolare.

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