Vaccino Covid, qual è il migliore: le differenze tra Pfizer, Moderna e AstraZeneca

Martino Grassi

7 Gennaio 2021 - 16:12

7 Gennaio 2021 - 16:36

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Quali sono le differenze tra i vaccini di Pfizer, Moderna e AstraZeneca e qual è il candidato più efficace?

Vaccino Covid, qual è il migliore: le differenze tra Pfizer, Moderna e AstraZeneca

Qual è il miglior vaccino contro la Covid-19? AstraZeneca, Pfizer e Moderna i candidati più quotati al momento, anche se l’EMA ha autorizzato la somministrazione solamente degli ultimi due in Europa, due armi che hanno lo stesso obiettivo: debellare definitivamente il virus che ha messo in ginocchio il mondo intero a partire dallo scorso gennaio.

Nelle ultime settimane si sono susseguite una serie di informazioni sull’efficacia e sullo sviluppo dei vari candidati che hanno fatto ballare anche le borse. Ma quali sono le differenze tra i vaccini più quotati e approvati e qual è il più efficace?

Vaccino Pfizer, Moderna e AstraZenaca: qual è il migliore?

I tre vaccini sono quelli che hanno raggiunto le fasi di sperimentazione più avanzate e che presentano i migliori risultati al momento, due dei quali hanno anche ottenuto l’approvazione dell’EMA per la somministrazione. Ma quanto sono efficaci? Il candidato di Pfizer ha dimostrato di avere un’efficacia pari al 95% contro la Covid-19 a partire dal ventottesimo giorno dopo la prima somministrazione. I test sono stati condotti su un totale di su 43.500 persone in sei Paesi e sono stati raggiunti i traguardi sulla sicurezza richiesti dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per l’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA), attualmente è l’unico vaccino che è stato somministrato in Europa.

Anche i risultati sull’efficacia di Moderna hanno raggiunto una cifra simile: dai dati preliminari di fase 3, condotti su 30.000 partecipanti arruolati in 100 centri di ricerca clinica negli Stati Uniti è emerso che il vaccino funziona nel 94,5% dei casi. Infine anche l’azienda biofarmaceutica AstraZeneca ha reso noti i primi risultati (non ancora pubblicati) che hanno mostrato un’efficacia del 90% in seguito alla somministrazione di un dosaggio ridotto, ossia metà dose durante la prima iniezione e un dose intera dopo 4 settimane.

Come funzionano i vari vaccini

Una prima differenza sostanziale riguarda il funzionamento dei vari vaccini. Pfizer e Moderna hanno prodotto una soluzione che funziona allo stesso modo, si basa cioè su quello che viene chiamato un vaccino di tipo RNA. In sostanza con l’iniezione del vaccino vengono introdotte nel nostro organismo delle informazioni generiche, sotto forma di RNA appunto, che attivano i ribosomi, dei particolari organismi adibiti alla lettura delle informazioni genetiche, per la produzione della proteina spike del coronavirus. Questa proteina attiva poi un risposta immunitaria che permette al corpo di produrre gli anticorpi in grado di bloccare l’infezione nel caso in cui dovessimo entrare a contatto con il virus.

AstraZeneca invece ha optato per un’altra tipologia di vaccino, quella tradizionale. Il metodo classico dei vaccini prevede infatti l’iniezione diretta della proteina spike del coronavirus. Si tratta del cosiddetto vaccino vettore virale che utilizza una versione indebolita di un virus che è stato geneticamente modificato e che quindi non è in grado di infettare l’uomo. Tutte e tre le soluzione prevedono una doppia somministrazione: dopo circa 28 giorni deve essere effettuata una nuova iniezione.

Temperature di conservazione

Un’altra questione di fondamentale importanza per la distribuzione, soprattutto a livello logistico, è la temperatura e la durata di conservazione delle varie soluzioni. Come ormai è noto infatti, il vaccino di Pfizer richiede di essere conservato ad una temperatura di -70 gradi. Solo negli ultimi giorni, prima dell’iniezione, l’antidoto di Pfizer può essere conservato in normali frigoriferi, per un massimo di 5 giorni.

I vaccini di Moderna e AstraZeneca invece possono essere conservati a temperature più accessibili, che si aggirano dai - 2°C agli 8°C. Secondo alcune indiscrezioni inoltre il vaccino di Moderna sarebbe in grado di conservarsi anche a temperatura ambiente per diverse ore.

Quando saranno disponibili le dosi?

Il 27 dicembre è arrivata la prima fornitura di 9.750 dosi che al momento sono già state somministrate tutte. Nel periodo tra il 30 dicembre e il primo gennaio sono state consegnate al nostro Paese altre 469.950 dosi, mentre l’ultima spedizione è stata fatta lo scorso 5 gennaio, con 215.475 dosi distribuite tra i vari hub sparsi in Italia, per un totale complessivo di 695.175 dosi.

Quanto costeranno i diversi vaccini?

Anche sul prezzo dei vaccini ci sono delle notevoli differenze. Va precisato che il Governo ha già annunciato che la vaccinazione per i cittadini sarà completa gratuita, e sarà proprio lo Stato a farsi carico delle spese per l’immunizzazione.

Al momento la soluzione più economica è quella di AstaZeneca, che ha stimato un costo di soli 1.78€ per ogni dose, mentre il vaccino di Pfizer avrà un costo di circa 12€, infine quello di Moderna raggiungerà circa i 15€, per il momento il più costoso.

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