Primarie Partito Democratico 2017: date, regolamento, candidati e modalità di elezione

Partito Democratico, pubblicato il regolamento delle primarie: ecco tutte le date e le modalità con cui verrà eletto il nuovo Segretario del PD tra Renzi, Emiliano e Orlando.

Primarie Partito Democratico: il 30 aprile 2017 si vota per l’elezione dei membri dell’Assemblea Nazionale, da cui dipende la nomina del nuovo Segretario del PD.

In questi giorni il Partito Democratico ha pubblicato il regolamento con cui si svolgeranno le primarie in cui vengono indicate tutte le operazioni che porteranno all’elezione del nuovo segretario del partito, nomina a cui concorrono Matteo Renzi, Michele Emiliano e Andrea Orlando.

Le modalità dell’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico ricordano un po’ quelle previste dal sistema elettorale degli Stati Uniti: infatti, alle prossime primarie non si voterà direttamente per il Segretario del Partito, ma per i delegati dell’Assemblea Nazionale. Saranno questi poi a votare per il nuovo Segretario.

Una modalità elezione che potrebbe creare non pochi problemi a Matteo Renzi perché, come vedremo successivamente, potrebbe mettere a rischio la sua vittoria.

Di seguito trovate un approfondimento sul regolamento delle primarie grazie al quale proveremo a fare chiarezza su quale candidato ha più possibilità di essere eletto come nuovo Segretario del Partito Democratico.

Primarie del Partito Democratico 2017: data del voto

Alla fine Renzi è riuscito ad anticipare la data delle elezioni primarie. Queste si terranno il 30 aprile 2017, dalle 08:00 alle 20:00.

Questa però è solo la tappa finale di un procedimento elettorale che comincerà nei prossimi giorni. Ad esempio, entro il 10 aprile del 2017 (alle 18:00) ci dovrà essere la presentazione, su base regionale, delle liste collegate a ciascun candidato alla segreteria. Una lista per essere ammessa deve presentare i seguenti requisiti:

  • essere sottoscritta da almeno 50 iscritti in ciascun Collegio;
  • essere presente in almeno la metà dei Collegi di una Circoscrizione regionale;
  • deve indicare il candidato della Segreteria a cui intende collegarsi.

Al momento del voto non si può indicare il nome di un candidato ma si può solamente indicare la lista. Quindi i membri dell’Assemblea Nazionale saranno eletti in base all’ordine di presentazione nella lista.

Invece, entro il 27 marzo le Commissioni provinciali per il Congresso dovranno determinare il numero e l’ubicazione delle sezioni elettorali, sulla base dei criteri di omogeneità territoriale e demografica. I seggi assegnati a ciascun Collegio saranno ripartiti proporzionalmente tra le liste secondo il metodo del quoziente naturale attribuendo tanti seggi quanti sono i quozienti pieni ottenuti da ciascuna lista.

Primarie del Partito Democratico 2017: quali candidati?

Saranno quattro i candidati alla segreteria del Partito Democratico, salvo dei colpi a sorpresa delle ultime ore. Oltre a Matteo Renzi, segretario uscente del Partito Democratico, gli altri candidati sono:

  • Michele Emiliano: classe 1959, ex magistrato, attualmente è il Presidente della Regione Puglia;

La presentazione delle candidature alla Segreteria dovranno avvenire entro le 18:00 del 6 marzo 2017 presso la Commissione Nazionale. Ci saranno delle sorprese delle ultime ore? Non lo sappiamo, mentre è certo che ogni candidatura presentata dovrà essere sottoscritta da almeno il 10% dei componenti l’Assemblea nazionale uscente oppure da almeno 1.500 iscritti al PD distribuiti in non meno cinque regioni e appartenenti ad almeno tre delle cinque circoscrizioni elettorali per il Parlamento europeo.

Primarie del Partito Democratico 2017: chi può votare?

Al voto del 30 aprile potranno partecipare tutti coloro che “dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori”.

Al momento del voto bisognerà compilare un modello di registrazione nel quale bisognerà indicare:

  • nome e cognome;
  • data e luogo di nascita;
  • residenza;
  • indirizzo di posta elettronica;
  • numero di cellulare;
  • autorizzazione al trattamento dati.

Per votare bisognerà presentarsi con un documento e con la tessera elettorale, ed è previsto il pagamento di contributo di 2 euro destinato al territorio. Gli iscritti al Partito Democratico, invece, non sono dovuti al pagamento del contributo.

Come vi abbiamo già anticipato, l’elettore dovrà tracciare una X sulla lista dei candidati all’Assemblea Nazionale senza indicare alcun nome.

Primarie del Partito Democratico 2017: elezione del Segretario

Entro 10 giorni dalle Primarie ci sarà la prima riunione dell’Assemblea Nazionale in cui ci sarà l’elezione del Segretario. Sarà eletto il candidato che al primo turno raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti, quindi il 50% più uno.

Nel caso in cui nessun candidato raggiunga questa maggioranza, il presidente dell’Assemblea Nazionale indice, nella stessa seduta, il ballottaggio a scrutinio segreto tra i candidati che al primo turno hanno ottenuto la maggioranza dei voti.

In questo caso Renzi non sarebbe così sicuro di vincere. Infatti, qualora Renzi non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta al primo turno per lui ci sarebbe il ballottaggio con uno tra Emiliano e Orlando, con quest’ultimo favorito. Ed è probabile che i voti del candidato che non raggiungerà il ballottaggio non andranno a Renzi, dal momento che Emiliano ed Orlando potrebbero allearsi per far fuori l’ex premier dal partito.

Insomma, il ballottaggio potrebbe essere molto rischioso per Renzi, ed è per questo che il segretario uscente spera in una vittoria al primo turno che comunque non è per niente scontata.

Primarie del Partito Democratico 2017: il voto nei circoli

Si è svolto a cavallo tra gli ultimi giorni di marzo e i primi di aprile il voto nei 6.648 circoli del Partito Democratico dislocati in tutta Italia. Alla consultazione, hanno partecipato 266.370 dei 405.000 iscritti che avevano il diritto di voto, ovvero il 59,15% del totale.

I risultati ufficiali di questa prima votazione riservata ai soli iscritti vede Matteo Renzi nettamente in vantaggio, seguito da Andrea Orlando e da Michele Emiliano, che è riuscito a superare la soglia di sbarramento del 5% necessaria per poter accedere al voto dei gazebo.

  • Matteo Renzi 66,73% (176.743 voti)
  • Andrea Orlando 25,26% (66.917 voti)
  • Michele Emiliano 8,01% (21.219 voti)

Al momento quindi Matteo Renzi si conferma essere il grande favorito di queste primarie. Il dato comunque è ancora fortemente indicativo, visto che domenica 30 aprile ai gazebo sono attese 2 milioni di persone che con il loro voto potrebbero anche ribaltare la situazione.

Primarie Partito Democratico: l’ultimo sondaggio

A circa una settimana dal voto del 30 aprile, l’istituto Winpoll ha realizzato un sondaggio in merito alle primarie del Partito Democratico per conto dell’Huffington Post, intervistando a campione 500 elettori dem nei giorni del 20 e 21 aprile..

Lo scenario ipotizzato dal sondaggio è chiaro: Matteo Renzi è in maniera evidente in vantaggio rispetto a Andrea Orlando e Michele Emiliano, gli altri due candidati a queste primarie che anche nei loro toni ormai sembrerebbero essere rassegnati alla sconfitta.

  • Matteo Renzi 72%
  • Andrea Orlando 17%
  • Michele Emiliano 11%

Rispetto l’esito del voto effettuato nei circoli, Matteo Renzi potrebbe raggiungere nel computo finale una percentuale ancora maggiore di quella ottenuta tra i soli iscritti del partito.

Un altro sondaggio invece, realizzato da EMG Acqua, vedrebbe Matteo Renzi sempre in testa, ma con un margine minore di vantaggio rispetto sia Andrea Olrlando sia Michele Emiliano.

  • Matteo Renzi 65,4%
  • Andrea Orlando 21,5%
  • Michele Emiliano 13,1%

Molto interessante è il fatto che l’istituto abbia stimato per effettuare questo sondaggio un affluenza totale di 1.850.000 persone. Quella del numero dei cittadini votanti è di fatto la più grande incognita al momento.

Se così fosse comunque, non si dovrebbe tenere poi il ballottaggio durante l’Assemblea Nazionale in quanto Renzi andrebbe a superare la soglia del 50% più un voto, venendo così dichiarato nuovo segretario già dopo il primo turno.

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