Prezzo del petrolio senza freni: superati i $61 al barile a causa delle tensioni in Iran

Il prezzo del petrolio continua il suo rialzo a causa della rivolta in Iran, il greggio americano supera i 61$ al barile. La sua crescita è dovuta da una serie di fattori.

Prezzo del petrolio senza freni: superati i $61 al barile a causa delle tensioni in Iran

Il prezzo del petrolio supera di netto i 61$ al barile dopo le proteste in Iran che hanno causato fino ad ora oltre 20 morti e potrebbero portare a conseguenze ancora più traumatiche per il Paese e per il Medio-Oriente. Una serie di fattori ha permesso al petrolio di non arrestare la sua corsa e di portare il prezzo ai livelli di novembre 2015.

Prezzo del petrolio oltre i 61$ a causa della crisi iraniana

Il prezzo del petrolio supera nettamente i 61$ al barile, arrivando a sfiorare i 61,50$. Il motivo principale della crescita del prezzo del greggio è riconducibile alla sanguinosa rivolta in corso in Iran a causa della crisi economica che ha portato all’aumento della disoccupazione e al fallimento di alcuni istituti di credito, che il governo centrale non ha voluto salvare, non proteggendo dunque i risparmiatori. I rivoltosi incolpano inoltre il governo di aver sostenuto spese militari altissime per operare su più fronti di guerra, come in Siria accanto ad Assad e nello Yemen insieme agli Huti.

Il caos della rivolta ha avuto effetti anche sul prezzo del petrolio dal momento che Teheran è uno dei primi produttori di greggio e membro dell’Opec.

Il rialzo senza freni dell’oro nero è dovuto a una serie di fattori che si sono susseguiti nel tempo. Innanzitutto il prolungamento dell’accordo OPEC (firmato anche da paesi non OPEC come la Russia) sul taglio della produzione di greggio fino alla fine del 2018.

La chiusura dell’oleodotto Forties nel Mare del Nord, riaperto solo recentemente, e l’esplosione di un oleodotto libico sono stati elementi determinanti per il rialzo del prezzo del greggio.

La debolezza del dollaro degli ultimi tempi è stata invece fondamentale per permettere a quasi tutte le materie prime di apprezzarsi, come l’oro, l’argento e chiaramente anche il petrolio.

Prezzo del petrolio: la salita sembra non terminare

Il prezzo del petrolio WTI viaggia nel momento in cui si scrive a 61,37$, ritracciando leggermente dal massimo di giornata (61,45$).

Dall’immagine notiamo che il prezzo del greggio ha effettuato un notevole rialzo quando ha superato la trendline delle resistenze dinamiche il 26 dicembre a quota 58,39$, senza mai tornare sui livelli della trendline stessa.

La crescita è stata repentina, simile a quella di EUR/USD, che ha sfiorato quota 1,21, sebbene oggi il cambio si sia portato al ribasso. Dal movimento rialzista del WTI possiamo individuare i livelli dei ritracciamenti fibonacci, che potrebbero essere interpretati come supporti.

Il primo supporto può essere quindi collocato a 60,20$ (23,6%), mentre quelli successivi a 59,42$ (38,2%), a 58,79$ (50%) ed a 58,17$ (61,8%), che corrisponde alla trendline citata precedentemente. Sul grafico daily il ritorno a questi livelli potrebbe non costituire ancora un’inversione di trend, ma potrebbero essere valutati come potenziali ingressi long per chi sostiene che il prezzo del greggio dovesse crescere ulteriormente.

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